Bezzecchi: "Mi diverto sulla Ducati ed è fondamentale"

L'esordiente del Team VR46 è soddisfatto del lavoro che è riuscito a fare nei suoi primi due giorni di test da pilota di MotoGP: a Jerez non ha guardato alle prestazioni, ma ha badato a scoprire la Desmosedici GP ed un nuovo metodo di lavoro.

Bezzecchi: "Mi diverto sulla Ducati ed è fondamentale"

La prima volta non si scorda mai e questo può valere anche quando si parla del debutto in sella ad una MotoGP. La scorsa settimana, Marco Bezzecchi si è goduto a Jerez de la Frontera la prima presa di contatto con la Ducati Desmosedici GP in versione 2021 che guiderà nella prossima stagione.

Un approccio molto prudente quello del pilota romagnolo, che ha preferito non esagerare per cercare prestazioni fini a se stesse, concentrandosi invece sulla comprensione del bolide di Borgo Panigale e di un sistema di lavoro molto più articolato di quello a cui era abituato in Moto2.

Non deve preoccupare quindi il 25° tempo con un distacco di 2"4 dalla vetta alla conclusione della due giorni andalusa. Anzi, c'è da essere soddisfatti per il miglioramento mostrato venerdì, passando dall'1'40"732 all'1'39"312 realizzato 24 ore più tardi. Segno evidente che "Bez" sta imparando ed è già capace di mettere a frutto ciò che apprende.

"E' andata bene, nel senso che non sapevo bene come aspettarmi. Sapevo che la moto andava forte, ma era difficile immaginare quanto. Però sono molto contento di com'è andata. Ho conosciuto tante persone che lavorano in Ducati e anche con la squadra abbiamo iniziato a lavorare ed è stato un inizio per tutti. Alla fine, anche Matteo (Flamigni) ha fatto il passaggio da telemetrista a capo tecnico", ha detto Bezzecchi alla conclusione della seconda giornata.

"In MotoGP poi la mole di lavoro è molto più grande, ma sono molto contento: mi porto a casa tanto divertimento sulla moto, che è la cosa fondamentale. Tanta adrenalina, perché la moto fa veramente spavento. Nel secondo giorno ho fatto le prove di partenza e devo dire che parte come una fucilata. Ora più o meno so cosa devo fare durante l'inverno per arrivare pronto all'anno prossimo".

Riguardo alle prestazioni, ha aggiunto: "Non mi sono preso nessun rischio cercando un tempo che alla fine non avrebbe un grande significato. La cosa più importante era fare più giri possibile e trovare il feeling con la moto, provando anche a divertirmi".

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Dal punto di vista fisico, questa prima uscita è stata piuttosto impegnativa, anche se secondo il portacolori del Team VR46 non è stata una questione di scarsa preparazione, quanto di adattamento, che in questi casi è inevitabile.

"Ho un po' di mal di schiena, ma solo perché la posizione di guida è molto diversa rispetto a quella della Moto2, quindi non è un dolore dovuto ad uno sforzo troppo grande. Ho solo bisogno di un po' più di tempo per permettere al mio corpo di adattarsi a questa posizione. Poi ho un po' di fastidio anche al dito che si usa per attivare il freno posteriore, perché bisogna spingere veramente forte".

All'interno del mondo Ducati ci sono anche due compagni della VR46 Riders Academy, il vice-campione del mondo in carica Francesco Bagnaia ed il vicino di box Luca Marini, che sicuramente potranno rivelarsi un aiuto prezioso per un esordiente come Marco.

"Non serve pressarli, perché se ho bisogno di una mano ci sono sempre sia Pecco che Luca. Anche in questi giorni alla fine abbiamo parlato spesso, soprattutto alla sera, che siamo andati a mangiare insieme. In questo momento, per la differenza di livello che c'è tra me e loro, mi possono dire qualsiasi cosa, ma non è così facile metterla in pratica, perché c'è ancora uno step importante da fare".

"Io però sono contento del lavoro che ho fatto per ora. Guardando i dati, in confronto a Luca, è ovvio che c'è un po' di differenza, perché ho preso circa un secondo. Però sono rimasto molto soddisfatto di come sono riuscito a guidare nella seconda giornata".

Tra le altre cose, Bagnaia ha avuto modo di osservarlo in pista, dicendosi sorpreso soprattutto per la rapidità con cui Bezzecchi ha saputo adattarsi alla frenata richiesta da una MotoGP ed in particolare dalla Desmosedici GP.

"La Ducati ha la staccata tra i suoi punti forti, quindi diciamo che è stato un adattamente non facile, ma bello. I freni in carbonio sono stati un po' una bega all'inizio, ma devo dire che mi sono trovato bene. Invece mi serve un po' più di fiducia sull'anteriore per far girare la moto. Per quello ti devi fidare e io la sto prendendo ancora un po' con le pinze. Però sono contento".

Marco Bezzecchi, VR46 Racing Team, Francesco Bagnaia, Ducati Team, Luca Marini, VR46 Racing Team
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