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L'Halo supera il "crash test" in Formula 2 e salva Makino

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L'Halo supera il "crash test" in Formula 2 e salva Makino
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13 mag 2018, 12:47

Nel corso del quinto giro di gara la vettura di Fukuzimi è decollata su quella di Makino. Il retrotreno della Arden ha colpito prima l'airscope della Russian Time ed è poi scivolata sull'halo che ha così svolto il suo lavoro proteggendo il casco del pilota.

I danni alla monoposto e all'halo di Tadasuke Makino
I danni alla monoposto e all'halo di Tadasuke Makino
Tadasuke Makino, RUSSIAN TIME
Nirei Fukuzumi, BWT Arden
Tadasuke Makino, RUSSIAN TIME

La Sprint Race odierna, andata in scena sul tracciato di Barcellona, non ha solo visto il primo successo in Formula 2 per Jack Aitken, ma ha mostrato l'utilità del nuovo dispositivo di protezione della testa del pilota introdotto dalla FIA, l'halo.

Nel corso del quinto giro di gara si è infatti verificato uno scontro tra la Arden di Nirei Fukuzimi e la Russian Time di Takasuke Makino.

Il pilota della scuderia inglese ha tentato un assalto sconsiderato ai danni del connazionale. Dopo aver provato una staccata disperata, la vettura di Fukuzumi si è scomposta al retrotreno e la posteriore sinistra è andata ad agganciarsi con la posteriore destra della Russian Time numero 2.

La Arden di Fukuzumi è così letterlamente decollata sulla vettura di Makino colpendo prima la parte destra dell'airscope e successivamente l'halo, per poi ricadere sulla ghiaia.

Fortunatamente entrambi i piloti sono usciti dai rispettivi abitacoli sulle proprie gambe, ma le foto circolate al termine della Sprint Race hanno mostrato come Makino avrebbe potuto riportare conseguenze più gravi se non fosse stato presente l'halo.

I segni sulla Russian Time del giapponese sono infatti evidenti. La Arden è andata ad impattare prima sulla zona destra dell'airscope, poi sulla protezione della testa del pilota, sempre sul lato destro, per poi scivolare sull'halo senza sfiorare il casco di Fukuzumi.

Il diadema tanto criticato sia dai piloti che dal pubblico ha così potuto dimostrare in pista la sua efficacia proteggendo la testa del pilota giapponese. 

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