Lorenzo: "E' bastato un grado di inclinazione in più sull'anteriore per cadere!"

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Lorenzo:
Di: Franco Nugnes
09 set 2018, 17:21

Il maiorchino ha privato la Ducati di una doppietta per una scivolata nel finale: "I problemi sono nati con le gomme medie perché le soft si sbriciolavano dopo pochi giri. Forse dovevo osare la media dietro e la soft davanti, ma non sapremo mai se la scelta sarebbe stata giusta".

Jorge Lorenzo, Ducati Team, al comando alla partenza
Jorge Lorenzo, Ducati Team
Jorge Lorenzo, Ducati Team
Jorge Lorenzo, Ducati Team
Jorge Lorenzo, Ducati Team
Jorge Lorenzo, Ducati Team
Jorge Lorenzo, Ducati Team
La caduta di Jorge Lorenzo, Ducati Team
Il codone della moto di Jorge Lorenzo, Ducati Team

Una caduta che ha fatto piazza pulita di un intero weekend molto intenso, nel quale si era parlato anche anche di un ritorno di Jorge Lorenzo alla Ducati, ancora prima che sia andato via, per affiancare alla Honda HRC, Marc Marquez.

La scivolata a due giri dalla fine del GP di San Marino ha privato la Ducati di una doppietta che era stra-meritata, ma soprattutto ha rimesso a posto ogni cosa. Seguendo la razionalità più che i sentimentalismi.

Il maiorchino sembrava che volesse sfilare il controllo del team dalle mani di Dovizioso e il successo del forlivese, che sancisce la terza affermazione di fila della Desmosedici GP18. ha fatto chiarezza, lasciando a Jorge la delusione per un risultato importante che è finito alle ortiche, quando la piazza d’onore sembrava materializzarsi in una rimonta sul leader del gara iniziata forse con un attimo di ritardo. 

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Lorenzo si è steso osando troppo in frenata perché sperava di riacciuffare il compagno di squadra prima della bandiera a scacchi: a sentire Jorge non è andata proprio così. I problemi sarebbero nati già dalla scelta delle gomme…
“Non penso che sia stato un errore all'inizio della frenata a determinare la scivolata. Non è stata la gara che ci aspettavamo, anche se siamo stati competitivi e credo che ci saremmo potuti giocare la vittoria. Oggi faceva molto più caldo rispetto ai giorni scorsi e il grip non era ideale, e quindi abbiamo dovuto scegliere pneumatici più duri del solito, soprattutto più duri di come piace a me”.

“Ho sofferto molto nelle frenate perché non riuscivo a fermare la moto e mi si chiudeva l’anteriore, e la situazione era molto difficile da gestire. Questa è stata la causa principale della mia caduta: ho dovuto forzare più del solito perché avevo perso troppo tempo lottando con Marquez, così Andrea ne aveva approfittato per allungare. Adesso dovremo analizzare bene i dati per capire come migliorare la moto e riuscire ad essere ancora più veloci nelle prossime gare.” 

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“Con gomme più morbide penso che avrei potuto dire qualcosa di più con Dovi e Marc, ma non con le medie, perché il ritmo era molto simile per tutti e tre. Pensavo che nella seconda parte della gara, noi piloti Ducati avremmo dovuto averne più di Marc, che invece è riuscito a stare alla mia ruota anche quando, negli ultimi giri, stavo spingendo e avevo preso più fiducia con la moto”.

“Ho ridotto il gap da Andrea a soli 1”3, ma era ancora troppo per prenderlo in due giri. Ho rischiato un po' di più, anche se non mi sentivo più sicuro sull’anteriore. È bastato dare un grado d’inclinazione in più e il davanti non ha supportato la mia frenata. L'impossibilità di scegliere la gomma morbida che mi ha fatto cadere oggi, impedendomi di lottare per la vittoria”.

Perché hai rinunciato alla soft?
“Onestamente, è stata una cosa molto strana: un mese fa nei test faceva molto caldo, eppure la gomma morbida posteriore era risultata costante, mentre già venerdì era impossibile continuare dopo cinque giri, perché il pneumatico era completamente distrutto”.

“Sembra che la Michelin non abbia portato la stessa gomma posteriore, ma qualcosa di molto più morbido. Era impossibile usarla su qualsiasi moto. Forse si poteva correre con la posteriore media e l’anteriore soft. L’opzione poteva essere valida, ma non lo sapremo mai”. 

 
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