Bradley Smith esalta la grande costanza della KTM RC16

E' questo l'aspetto che lo ha colpito di più della moto austriaca. Per il resto vede grandi margini di crescita e dice di averci messo abbastanza poco ad adattarsi al telaio a traliccio.

Bradley Smith esalta la grande costanza della KTM RC16
Bradley Smith, Red Bull KTM Factory Racing
Bradley Smith, Red Bull KTM Factory Racing
Bradley Smith, Red Bull KTM Factory Racing
Bradley Smith, Red Bull KTM Factory Racing
Pol Espargaro, Red Bull KTM Factory Racing
Pol Espargaro, Red Bull KTM Factory Racing, Andrea Iannone, Team Suzuki MotoGP
Pol Espargaro, Red Bull KTM Factory Racing
Pol Espargaro, Red Bull KTM Factory Racing

Dopo aver esordito con il collaudatore Mika Kallio nel weekend di Valencia, ieri la KTM RC16 è finalmente passata nelle mani dei due piloti che la porteranno in gara nella prossima stagione, ovvero Pol Espargaro e Bradley Smith, che si ritrovano ancora insieme dopo la convivenza in Yamaha Tech 3.

I primi verdetti hanno visto lo spagnolo chiudere in 19esima posizione con un ritardo di 1"6 dalla vetta e con il collega britannico nella sua scia a 1"8. Visto che "Polyccio" non può ancora parlare, perché proprio come Jorge Lorenzo ha un vincolo contrattuale con la Yamaha fino al 31 dicembre, è toccato a Smith dare la sua prima impressione sulla RC16.

Bradley ne ha parlato principalmente come di una moto molto costante: "Sono rimasto sorpreso molto positivamente, anche se ci sono tante cose diverse. Una cosa che mi piace è che la moto è molto costante, niente di straodinario, ma fa le stesse cose tutti i giri. Non è come quando a volte sali sulla moto ed anche con qualche piccola modifica sembra di aver preso una strada completamente diversa".

Anche se si tratta di una moto con concetti molto diversi, come ad esempio il telaio a traliccio, non ci ha messo molto ad adattarsi: "Il motore è completamente diverso, il telaio è a traliccio, le sospensioni sono WP, ma ci si sente come su una moto normale. Per me non è una valutazione diretta quella con il telaio, ma è un qualcosa che mi piace molto. Riesco a sentire bene come si comportano sia l'anteriore che il posteriore, quindi non ci ho messo molto ad adattarmi. Sulle Michelin si comporta in maniera simile rispetto a quelli standard e reagisce in maniera logica alle modifiche. Questo vuol dire che siamo in grado di lavorare in modo chiaro e che siamo a 1"8, ma possimo migliorare".

Inoltre l'altro aspetto positivo è che sembra che lui ed Espargaro si stiano concentrando sugli stessi aspetti: "Pol sembra lavorare sulle stesse cose e si lamenta delle stesse cose. Quindi è positivo il fatto che stiamo lavorando in parallelo e che i nostri tempi siano abbastanza simili".

Inoltre per ora entrambi hanno guidato con uno stile "da Moto2" più simile a quello di Kallio, che non con uno da MotoGP vero e proprio. Quindi il margine di crescita può essere ampio: "Credo che lo stile di guida mio e di Pol sia molto diverso da quello di Mika, nel senso che lui ha una guida più fluida da Moto2, non molto 'stop and go'. Anche noi quindi siamo andati in quella direzione per il momento".

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