Adamo: "TCR in stallo, ma non si può correre in kartodromi"

Intervista esclusiva di Motorsport.com al Direttore di Hyundai Motorsport, che traccia un bilancio della prima stagione con la Elantra N TCR, toccando anche altri aspetti del mondo delle corse turismo che attualmente gli fanno storcere il naso.

Adamo: "TCR in stallo, ma non si può correre in kartodromi"

Non si può dire che la stagione 2021 del FIA WTCR sia stata soddisfacente per Hyundai Motorsport e la conferma arriva dal suo stesso Capo.

Andrea Adamo non si è nascosto parlando con Motorsport.com, ammettendo che i risultati sperati con l'ingresso della nuovissima Hyundai Elantra N TCR non sono arrivati per svariati motivi.

Ma in questa esclusiva intervista, l'ingegnere piemontese che dirige le operazioni ad Alzenau, dove c'è la sede europea della Casa coreana, tocca anche altri punti che ad oggi stanno mettendo in difficoltà il mondo delle corse turismo, sia dal punto di vista gestionale, che economico e sportivo.

Sei contento della prima stagione in pista della nuova Hyundai Elantra N, vista nel TCR Europe e nel FIA WTCR?
"No, perché non abbiamo portato a casa i risultati che ci meritavamo. I motivi sono diversi. Credo che nel TCR Europe non sia stata utilizzata nel modo corretto, mentre nel WTCR per una serie di ragioni non abbiamo raggiunto quello che si sarebbe dovuto".

La macchina poteva già essere vincente come lo fu la i30 N TCR al primo anno, anche da conquista del Mondiale?
"La risposta è semplice: è l'auto che ad oggi ha vinto più gare. In più dico: secondo voi Hyundai Motorsport spende milioni di euro per presentarsi al via di un campionato senza poterlo vincere?"

Osservazione condivisibile, ma qui allora viene da chiedere: l'auto è gestibile da tutti i team, senza distinzioni di categoria, oppure è più vettura da corsa rispetto alla i30 che necessita di una squadra di alto livello per farla rendere?
"Tutti i team possono riuscire a gestirla allo stesso modo se seguono le indicazioni che gli diamo. Molto semplicemente, bisogna saper leggere le schede relative agli assetti che forniamo, non c'è nulla di più complicato rispetto alla i30. Camber, altezza e quant'altro è scritto esattamente allo stesso modo".

Pensi che a livello nazionale possano arrivare delle Elantra l'anno prossimo, per esempio nel TCR Italy?
"Credo che in questo momento ci sia un problema fondamentale del TCR che si chiama costi. E' legato ad una situazione generale, i campionati nazionali sono soprattutto composti da macchine usate perché non credo che ci siano i budget per comprarne di nuove. Per cui, dopo anni e anni di successo, siamo arrivati ad una situazione di stallo nella vendita delle TCR nuove. Ci sono diversi campionati che sono ben organizzati e hanno ancora tante auto in griglia, in altri ce ne sono meno, ma in generale faccio fatica a vedere serie che possano permettersi le auto nuove".

Sei riuscito a darti una risposta in merito al perché?
"Sono tante le spiegazioni. TCR Asia e TCR South America potevano essere dei bacini di acquisto di auto usate, nell'America Latina ci sono grossi problemi, in Asia sapete anche voi com'è la situazione, quindi non c'è un flusso. Se uno non riesce a vendere la propria macchina usata, non ha i soldi per permettersi quella nuova".

Il fatto che le Case stiano portando man mano le loro TCR di nuova generazione sta alzando l'asticella dei costi?
"Non credo, la Elantra costa poco più della i30 e questo è dovuto all'incremento generale dei costi dei materiali e della situazione. Semmai il tutto è legato ai budget disponibili per fare il TCR".

Le TCR però sono diventate più care, dal 2015 ad oggi...
"La verità è che le macchine sono sempre costate molto di più di quello che veniva dichiarato. Nel 2015 probabilmente le allora Seat Leon Cup Racer costavano poco, ma il primo anno del TCR c'erano già modelli a prezzi più elevati. Non c'è una esplosione di costi come abbiamo visto in altri campionati, quindi a mio parere il problema è che ci sono sempre meno soldi".

Gabriele Tarquini, BRC Hyundai N LUKOIL Squadra Corse Hyundai Elantra N TCR

Gabriele Tarquini, BRC Hyundai N LUKOIL Squadra Corse Hyundai Elantra N TCR

Photo by: WTCR

E' possibile che le TCR all'inizio venissero vendute sotto prezzo rispetto al loro reale costo di produzione, come fosse un investimento promozionale da parte delle Case per lanciare la categoria?
"No. Le TCR vere e proprie sono arrivate nel 2015-2016. Quelle che hanno dato il via al campionato erano le auto dei trofei monomarca, oppure costruite da team privati con quello che avevano a disposizione. Giusto la Honda aveva fatto con JAS Motorsport una TCR a tutti gli effetti, quindi chiaramente costava di più. Successivamente è arrivato qualcuno che ha saputo lavorare meglio, come la stessa Cupra; quando hanno introdotto il cambio Sadev e ulteriori aggiornamenti le auto non costavano sicuramente come le Racing Cup. Ecco quindi che con le TCR vere il prezzo di acquisto di una macchina ha cominciato ad aggirarsi attorno ai 120.000/130.000€. Lì siamo rimasti, poi se c'è chi si diverte a raccontare film sui costi delle vetture, si può dire quello che si vuole".

Il TCR può essere ancora considerato un campionato turismo per vetture derivate di serie?
"Certamente sì. Le nostre sono nei canoni del regolamento, non di più e non di meno delle altre che vedete in griglia nel WTCR. Semmai la differenza è che per andare forte non dobbiamo più 'piangere' per sistemare dei Balance of Performance ridicoli".

Quest'anno sei soddisfatto di come è stato gestito il Balance of Performance?
"Ecco... su questo preferisco non commentare".

Invece cosa ne pensi della gestione del WTCR, che per il secondo anno di fila è dovuto rimanere in Europa a correre causa pandemia?
"Non sono assolutamente contento. Non so se c'erano i presupposti per andare in Asia, ma so che c'è un campionato che si chiama TCR Europe che corre in circuiti, poi ce n'è uno che si chiama WTCR dove ci fanno andare in qualcosa che è poco di più di un kartodromo!"

Tu come avresti agito?
"Non lo so perché non è un mio problema e lavoro che mi riguarda. Io faccio il mio e posso giudicare l'operato degli altri, come vengo giudicato io per il mio, di lavoro".

I promoter vi coinvolgono quando cercano di organizzare un campionato, sentendo e valutando il vostro parere?
"Loro ci dicono semplicemente dove andare, considerando che devono fare il loro business. Quindi non chiedono proposte da parte nostra. Il problema semmai è che quando ti iscrivi il calendario dice che si va a Ningbo, Macao e in Corea. Poi salta fuori che c'è il Covid e non si può andare. E l'alternativa che ci hanno proposto è quella che avete visto negli ultimi due anni".

In Italia il motorsport è soprattutto legato alla Ferrari e alla Formula 1, mentre altre serie sembrano soffrire la mancanza di pubblico. E' la gente che ha perso l'amore per le corse, oppure sono i promoter che non fanno abbastanza per attirarla?
"Qualche settimana fa abbiamo provato la nuova Hyundai Rally1 in Piemonte ed era pieno di gente, segno che la passione esiste ancora ed è ben presente. Iniziamo a fare le cose bene, invogliando e facendo sì che la gente venga a vederti. Credo che quello che abbiamo fatto con la Rally1 sia una dimostrazione. Se non hai niente da fare vedere è difficile che la gente venga. Ricordo il 2003, quando Gabriele Tarquini vinse l'Europeo Turismo a Monza; era letteralmente bloccata, alcuni hanno impiegato oltre due ore per arrivare dall'uscita dell'autostrada al circuito. A dimostrazione che se fai le cose bene la gente viene a vederti. E ricordiamo che il 2003 era il periodo dove la Ferrari vinceva, quindi non è vero che il Cavallino Rampante assorbe tutta la passione. E' una scusa di chi fa le cose male, mentre chi le fa bene cerca idee. Come il discorso che non ci sono giovani bravi in Italia perché non c'è un Costruttore. Devo ancora capire chi è la Casa di auto di Belgio, Estonia o Finlandia capace, ma in quei paesi i ragazzi interessanti non mancano".

Mitchell Cheah, Engstler Hyundai N Liqui Moly Racing Team Hyundai i30 N TCR

Mitchell Cheah, Engstler Hyundai N Liqui Moly Racing Team Hyundai i30 N TCR

Photo by: WTCR

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