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Petrucci: "Scambio con Miller? Sarò in Ducati anche nel 2020!"

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Petrucci: "Scambio con Miller? Sarò in Ducati anche nel 2020!"
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18 nov 2019, 11:39

Il pilota della Ducati è sembrato seccato dalle voci di un possibile scambio con Miller e le ha smentite. Nonostante la caduta di Valencia e la seconda parte di campionato deludente, crede che il bilancio del suo 2019 rimanga positivo.

La stagione 2019 è finita con un alone di mistero per Danilo Petrucci. I risultati della seconda parte del campionato sono stati deludenti e la caduta di Valencia gli ha fatto perdere anche il quinto posto nella classifica iridata. Un quadro che, vista anche la crescita di Jack Miller e l'ombra di Johann Zarco, aveva dato vita ai rumors più disparati: dallo scambio con l'australiano per un ritorno in Pramac, alla possibilità di rimanere addirittura a piedi.

Inevitabilmente, questo è stato uno dei temi toccati con "Petrux" nel post gara e il pilota di Terni ci ha tenuto a chiarire che dalla Ducati non è arrivata nessuna indicazione in questo senso e che ne aveva letto solo sulla stampa, dicendosi tranquillo della sua posizione nella Casa di Borgo Panigale.

"In realtà io l'ho letto sulla stampa. Finché qualcuno della Ducati non mi viene a dire se mi andrebbe di fare a cambio, non è che mi posso preoccupare. Se ne parlate solo tra voi giornalisti, sono solo contento che avete qualcosa di cui parlare. Io mi aspetto di essere in questa squadra anche l'anno prossimo" ha detto Petrucci.

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Essendo l'ultima gara del campionato, per di più con queste voci, anche per lui è tempo di bilanci e Danilo pensa che sia positivo nonostante il finale in calando, perché comunque al Mugello è arrivata la tanto attesa prima vittoria in MotoGP e il sesto posto finale non è un risultato da buttare per un pilota al primo anno in un team ufficiale.

"Io penso che il bilancio sia sopra la sufficienza. Ho finito sesto, quindi forse mi posso dare 6. Le aspettative all'inizio dell'anno erano di provare a vincere una gara. Se mi avessero detto che avrei finito sesto, con quattro case in grado di vincere delle gare, non dico che avrei firmato, ma quasi. Però è chiaro che quando sei terzo fino alla 15esima gara del Mondiale ti aspetti un po' di più. Non sono contento dell'ultima parte di campionato, ma ho fatto il massimo" ha spiegato.

"Quello che tante persone non considerano è la pressione di essere in un team ufficiale e che per me era il primo anno. Bisogna relazionarsi con più persone e bisogna fare i risultati. Sono partito molto forte fin da dicembre ad allenarmi e sono arrivato ad agosto, alla fine della pausa, che in realtà non avevo recuperato" ha aggiunto.

Tra l'altro, sembra avere le idee abbastanza chiare sul momento in cui la stagione ha preso una piega sbagliata e la memoria è tornata alle qualifiche del Gran Premio d'Austria: "Forse uno dei punti chiave è stato l'errore che ho fatto in Austria in qualifica, dove stavo andando forte e volevo recuperare, perché la gara prima a Brno ero andato male. Ero tornato ad andar forte e per dimostrare di essere ancora veloce, ho fatto un errore ed ho buttato via la qualifica. Sono rimasto bloccato dietro ad un incidente alla prima curva e quindi poi ho rimontato fino al settimo posto, ma era il massimo. Due gare negative le ho sentite un po' sulle spalle e a Silverstone sono rimasto di nuovo intruppato dietro all'incidente di Dovizioso e Quartararo e mi sono ritrovato 15esimo al primo giro. Ho recuperato fino al settimo posto, però si sono sommate tutte queste gare negative che mi hanno fiaccato molto".

 

Da lì non è stato semplice provare a risalire la china: "Poi mi sono sempre sentito un po' in difetto e pensavo meno a guidare la moto che alle altre cose. Il rimpianto è di non essermi gestito, però sappiamo già dove lavorare per l'anno prossimo. Sarà il mio secondo anno e penso che i piloti che mi hanno preceduto in Ducati non hanno fatto tanto diversamente da me a livello di risultati. So che mi criticano, ma se guardo a quello che ho fatto, sono convinto di aver fatto il massimo, perché ho anche bellissimi ricordi di quest'anno come la vittoria del Mugello".

Dopo aver perso anche il titolo team ed aver visto calare da 7 a 3 il conteggio della vittorie stagionali rispetto al 2018, nel box della Ducati non sembra esserci proprio un clima di festa: "Ci stiamo scontrando con uno dei migliori piloti della storia della MotoGP, forse il più forte. E' normale che volevamo vincere ad inizio anno e non ci siamo riusciti, quindi non è che possiamo stappare le bottiglie di champagne nel box. Ma da parte di tutti, di Dall'Igna, di Domenicali e di Dovizioso c'è una grande voglia di tornare a lottare al top l'anno prossimo. Ogni anno mi sono migliorato in MotoGP, quindi per il 2020 l'obiettivo sarà provare a fare tra i primi cinque nel Mondiale".

Infine, quando gli è stato domandato cosa va fatto diversamente per provare a battere Marquez nel 2020, ha concluso: "Se guardiamo alla stagione di Andrea, lui è stato falciato due volte e secondo me a Barcellona c'è stata la prima vera crepa del Mondiale. Poi già lì Marc aveva più di una gara di vantaggio. Anche a Silverstone lo hanno buttato giù. Io invece nella seconda parte di stagione ho fatto il massimo, ma non è bastato. Non so cosa si debba cambiare, io voglio impegnarmi di più e so che lo stanno facendo anche a casa. Per batterlo bisogna che tutti facciano il 100%, perché lui quando è al 99% arriva secondo. In questo momento non saprei dire cosa serve, altrimenti lo abbiamo fatto. Sicuramente la Honda ha fatto uno step molto più grande di noi a livello tecnico. Dovremmo lavorare su quello, ma soprattutto anche io ed Andrea dovremmo fare ancora meglio".

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Autore Matteo Nugnes