Marini: “In gara mi mancavano passo e velocità”

Luca Marini ha concluso la sua prima gara in MotoGP in 16esima posizione, pagando 20 secondi dal vincitore. Il pilota Ducati Esponsorama lamenta un passo non all’altezza e una velocità che non lo ha aiutato, ma sa su cosa lavorare per migliorare in vista della prossima gara.

Marini: “In gara mi mancavano passo e velocità”

Quella del team Esponsorama è stata una domenica a doppia faccia, se da una parte si è celebrato il debutto sfavillante di Enea Bastianini in MotoGP, dall’altra si deve riflettere sui passi avanti da fare per migliorare le prestazioni di Luca Marini, anche lui all’esordio nella classe regina. Il risultato del Gran Premio del Qatar non è stato entusiasmante per il pesarese, che ha tagliato il traguardo in 16esima posizione, pagando ben 20 secondi di ritardo dal vincitore, Maverick Vinales.

Marini scattava dalla 18esima casella, ma ritiene che se anche fosse partito più avanti il risultato finale non sarebbe stato migliore. Tuttavia la prima gara è stata un test per capire come gestire gomme, moto e fisico in MotoGP. Il Gran Premio del Qatar ha rappresentato per il giovane pilota Ducati un primo banco di prova che gli serve da esperienza per capire su cosa lavorare per migliorare in vista della prossima gara, in programma questo weekend sempre a Losail.

Hai finito in 16esima posizione a 20 secondi dal vincitore. Pensi sia un risultato negativo?
“Lo è. Non sono contento per il passo, abbiamo fatto fatica. Il grip è stato differente rispetto alle prove. Non riuscivo a fermare bene la moto in ingresso e a centro curva, non avevo buona velocità, ero lento in tutte le curve. Stiamo lavorando per far sì che io senta la moto mia al 100%, ci siamo vicini. In questa gara non so cosa non abbia funzionato, forse il setting o il mio stile di guida con queste condizioni. Fortunatamente ci sarà un’altra occasione per migliorare”.

Eri emozionato nel condividere la griglia di partenza con tuo fratello Valentino? Ti sei confrontato un po’ con lui?
“Ho parlato con mio fratello un po’ prima della gara e nelle interviste TV. Abbiamo discusso della nostra gara, anche per lui non è andata benissimo. Onestamente però sulla griglia non ho pensato a lui, ero solo concentrato sulla mia corsa e quasi mi sono dimenticato che fossimo sullo stesso schieramento di partenza. È stata una grande emozione essere sulla griglia della MotoGP per la prima volta, è fantastico”.

 

Le quattro Ducati hanno avuto una grande partenza, anche tu sei partito bene? Avevi lo stesso dispositivo di partenza? Hai un’idea su cosa vuoi cambiare per la seconda gara in Qatar?
“Il nostro dispositivo è quello standard che Ducati ha da due anni, un po’ differente dalle Ducati ufficiali. Funziona abbastanza bene per me, purtroppo non sono stato velocissimo in partenza, non so perché, ma sembra che non avessi potenza. Per il resto sembra ok. Per il prossimo weekend dobbiamo guardare i dati, ora è troppo presto per capire cosa dobbiamo cambiare, magari qualcosa sul davanti per migliorare le aree dove in questo momento soffro di più, come per esempio avere un feeling maggiore in frenata e far girare la moto a metà curva”.

Vista la differenza di altezza tra te ed Enea, è utile guardare i dati e capire qualcosa da lui?
“Controllerò i suoi dati, perché abbiamo la stessa moto. Confrontare le sue informazioni è più facile, le moto sono simili rispetto alle altre Ducati. Abbiamo corporature differenti, ma la moto è la stessa, con uguale bilanciamento ed è molto più simile rispetto alle altre”.

Pensi che la gomma della Moto2 e della Moto3 possa aver influenzato il grip alla tua prima gara in MotoGP?
“Questa però è una cosa che vale per tutti e l’avevamo già tenuta in considerazione. È vero che quando passa la Moto2 toglie un po’ di gomma, ma questo weekend si sentiva di meno perché la MotoGP è sempre stata alla fine. Quindi in questo fine settimana non è stato quello. Penso si sia trattato più di una condizione di temperatura, che rispetto a sabato è stata più bassa. C’era più vento e la pista era anche più sporca di sabbia”.

Pensi che se fossi partito un po’ più avanti saresti riuscito ad arrivare più avanti?
“Sinceramente, magari avrei perso meno secondi al primo giro, ma in realtà avrebbe cambiato poco. Penso che la posizione finale sarebbe rimasta la stessa, mi mancavano il passo e la velocità”.

Luca Marini, Esponsorama Racing
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