Muller esclusivo: "L'anno di stop mi ha fatto bene, ora sono più carico per battere Tarquini"

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Muller esclusivo: "L'anno di stop mi ha fatto bene, ora sono più carico per battere Tarquini"
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02 apr 2019, 08:05

Intervista esclusiva con l'alsaziano, che nel 2019 affronta una nuova sfida con Lynk & Co Cyan Racing e dopo aver dimostrato ancora una volta che la sua fame di vittorie non si è affatto placata.

Nel 2016 aveva annunciato il ritiro. Nel 2017 è tornato a correre a fine anno. Nel 2018 ha preso parte alla stagione intera del FIA WTCR rischiando di vincere il titolo, perso per soli 3 punti a favore di Gabriele Tarquini.

La carriera di Yvan Muller è ricca non solo di vittore e Mondiali (4 nel WTCC), ma anche di storie da raccontare e nuove sfide che l'alsaziano intraprendere con uno spirito combattivo e professionale di un ragazzino.

A 49 anni ad attenderlo c'è il volante della nuova Lynk & Co 03 TCR, auto cinese sviluppata per tutto l'inverno con la Cyan Racing che, per quanto visto in pista a Barcellona, sembra si sia un bel po' nascosta per non mostrare un potenziale spaventoso.

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Motorsport.com ha incontrato un Muller tirato a lucido, con barba ben curata, cappellino d'ordinanza e occhi vispi da giovincello che fanno trasparire motivazioni rinnovate nonostante l'età, come ha spiegato in questa esclusiva intervista.

Insomma, non ti fermi mai! Come mai sei ancora qui?
(Ride, ndr) "Ah, non era certo previsto! Quando nel 2016 ho scelto di interrompere la mia carriera ero contento e sereno. Pensavo alla gestione del mio team e poi la Cyan Racing mi ha contattato per ricoprire il ruolo di consulente. A fine 2017, interrotto il programma Volvo Polestar nel WTCC, è saltata fuori la possibilità di fare il WTCR con due vetture, ma lo sponsor che ha pagato la stagione ha preteso che una la guidassi io. Ho accettato perché si trattava della mia squadra".

E ti è tornata la voglia...
"Eh sì! Fra l'altro non solo ho rischiato di vincere il titolo, ma ci siamo portati a casa il campionato per le squadre, cosa che mi ha fatto un enorme piacere, era la più bella cosa che potesse accadere!"

Niente pensione quindi. A casa come l'hanno presa?
"Mia moglie mi segue in tutte le mie avventure supportando ogni mia decisione, ci siamo chiaramente dovuti organizzare perché gli spostamenti nell'arco della stagione sono stati tanti. E mi ha fatto notare che ora siamo più occupati di prima, quando avevo scelto di fermarmi perché ero troppo impegnato!"

Nel 2018 hai svolto un sacco di ruoli diversi: pilota, team manager, collaudatore per la Lynk & Co...
"E pagato tante fatture! Ho due LMP3 in ELMS, due GT4 nel campionato francese e poi le due Hyundai TCR. Ora sono molto meno a casa di prima!"

Quando avete iniziato a lavorare con Cyan Racing sulla Lynk & Co 03?
"Ho cominciato il mio rapporto con Cyan Racing nel dicembre 2016 e da lì è partito il progetto con Volvo. Interrotto quello, la prosecuzione naturale delle cose è arrivata con Lynk & Co, che fa parte dello stesso gruppo, Geely Motorsport. Dopo l'estate 2018 siamo scesi in pista per la prima volta a svolgere i test di sviluppo".

Quante 03 TCR sono state prodotte?
"Per il momento solo le quattro del WTCR, a Barcellona sono state portate le due usate nei test invernali, più altri due esemplari completamente nuovi e appena terminati che non avevano mai girato. Nel futuro l'obiettivo è ovviamente vendere le macchine ai vari acquirenti, ma in questo momento non ci sono le forze per sostenere un programma clienti. Credetemi, è davvero difficile sostenere una cosa del genere, c'è grande impegno da parte di tutti, ma per ora ci si concentra solo sul WTCR".

L'anno scorso nella tua squadra del WTCR avevi personale di Cyan Racing?
"Sì perché quando abbiamo deciso di fare il campionato era tardissimo, ho pagato l'iscrizione alle ore 12 dell'ultimo giorno disponibile, cioè quando chiudevano gli uffici! Non avevo abbastanza camion, materiali, ingegneri. Ho preso il telefono e ho cominciato a chiamare un po' di persone. Dalla LADA Sport ho preso ciò che loro non utilizzavano più, mentre alla Cyan Racing sapevo che dopo il WTCC c'era gente rimasta con poche cose da fare e gli ho dato un lavoro. Tutto in due mesi. E in questo modo abbiamo anche fatto esperienza in vista di quest'anno. Quando abbiamo iniziato non c'era ancora la certezza che oggi fossimo qui, però poteva essere utile e lo abbiamo fatto".

Hai, per così dire, spiato le Hyundai riportando alcune cose sulla Lynk & Co?
"L'esperienza la si prende osservando come lavorano tutti; Hyundai, Volkswagen, Honda eccetera. In Lynk & Co e Cyan Racing ci sono persone comunque già molto brave e capaci di fare macchine da corsa, senza bisogno di spiare gli altri. Però c'è sempre qualcosa da imparare. Quando ho comprato le i30 N TCR con Hyundai sono stato chiarissimo, dicendo che con me avevo gente di Cyan Racing e che ci sarebbe stata la possibilità di intraprendere un nuovo progetto nel 2019. Più che dal punto di vista tecnico, c'era da imparare a gestire una stagione sportivamente lunga e impegnativa, con tre gare e due qualifiche ad ogni evento".

Le stesse Hyundai che avevi l'anno scorso ora sono quelle che corrono nel TCR Europe?
"Solo una, quella che guidava Thed Björk. La mia è finita nel mio museo personale, per cui ne ho comprata un'altra".

Quest'anno sarai meno impegnato, che stagione sarà per te?
"Abbiamo lavorato tantissimo nei test facendo il massimo. Al momento non so dire dove saremo come prestazioni, ci dovremo confrontare nello stesso giorno sulla stessa pista. Penso che la nostra macchina non sia male, ma non totalmente al 100% per essere davanti. Vedremo a Marrakech".

Hai confrontato i dati raccolti l'anno scorso con quelli acquisiti nei test?
"Non più di tanto perché comunque abbiamo provato in condizioni diverse rispetto a quando gareggiavamo nel 2018. Per esempio, a Budapest abbiamo corso in maggio con un certo tipo di meteo, i test con Lynk & Co li abbiamo svolti a marzo. Diventa difficile fare comparazioni, l'unica cosa che si può valutare è la guidabilità, non la velocità in termini di tempi cronometrici".

Tarquini ha sempre detto che l'età per lui non è un problema, tu invece come ti senti?
"In piena forma!"

L'anno di stop ti ha fatto bene allora...
"E' proprio così, ho ritrovato il piacere di correre al 100%. Lo dicevo anche con mio nipote, Yann Ehrlacher: devi saper apprezzare e goderti questi momenti. Tre anni fa non avevo più queste sensazioni e se vuoi fare bene questo lavoro non si può prescindere da tutto ciò, il piacere deve esserci".

Lavorare con tuo nipote com'è?
"Anche questo mi fa molto bene, lui è più giovane e ha delle visioni diverse delle cose. E' cresciuto tantissimo, ogni anno fa un passo avanti importante. E' un pilota veloce che sa usare anche la testa. Parliamo tanto, sfrutta la mia esperienza mischiandola con le sue capacità e penso che fra quattro o cinque anni potrà diventare anche meglio di me".

Lo vedi più avanti di te, rispetto a quando avevi la sua età?
"Oh, sì! L'esperienza che lui ha ora io l'ho raggiunta a 30 anni. Il fatto è che condividendo con me ogni cosa, chiaramente hai un aiuto per aumentare più rapidamente il tuo livello. Dal canto suo, la capacità di ascoltare e ragionare è una qualità che non tutti hanno. Nella Yvan Muller Racing ho diversi piloti e li tratto tutti allo stesso modo, ma lui ha un modo di sfruttare i miei consigli totalmente diverso e migliore".

Quest'anno siete più piloti d'esperienza e bravi rispetto all'anno scorso, ci sarà da sudare...
"Non solo, ci sono anche altre due Hyundai della BRC da temere. Il campionato ha raggiunto un livello molto importante, ma quando si vuole vincere è normale che le squadre puntino su piloti forti e con esperienza. Bisogna trovare il giusto equilibro fra giovani e noi vecchietti..."

In Lynk & Co siete tre esperti, ossia tu, Björk ed Andy Priaulx, e un ragazzino come Ehrlacher; come ti vedi fra voi quattro?
"Non saprei, sicuramente sono il più vecchio! Forse sono quello che indica la direzione da seguire, ma non ho nulla da dimostrare di capacità. Ormai mi conoscono tutti".

Degli altri invece cosa puoi dire?
"Tutti hanno qualcosa di buono, vediamo come rientra Tiago Monteiro dopo l'anno di stop, ma anche altri ragazzi di altre squadre. Sinceramente non mi sono preoccupato molto di ciò che facevano gli altri, per me l'unico punto fisso di riferimento da battere è Tarquini. Sono tornato proprio per batterlo, altrimenti si sentiva solo... Scherzi a parte, mi concentro sulla crescita di Yann, il resto non mi interessa gran che".

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Thed Björk, Cyan Racing Lynk & Co 03 TCR, Yvan Muller, Cyan Racing Lynk & Co 03 TCR

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Serie TCR , WTCR
Piloti Yvan Muller
Team Polestar Cyan Racing
Autore Francesco Corghi
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