Approvate nuove restrizioni ai test della MotoGP per 2018 e 2019

Dall'anno prossimo le case potranno sfruttare solo tre delle cinque giornate di test privati su tracciati su cui non si è ancora corso e non nei 14 giorni precedenti al GP. Dal 2019 i test extra-europei dopo la pausa saranno solo due.

L'incontro della Grand Prix Commission andato in scena a Motegi ha portato delle novità in materia di test privati per quanto riguarda la MotoGP, con l'intento di frenare la piega che avevano preso le squadre nella gestione dei cinque giorni a disposizione con i piloti titolari.

In questa stagione, infatti, è capitato molto spesso di vedere i team al lavoro sui tracciati che pochi giorni dopo avrebbero ospitato il GP, proprio con l'intento di prepararsi al meglio per il weekend di gara, arrivando in pista già con una buona base da cui partire.

Quest'anno c'era una libertà pressoché totale riguardo alle location, ma dall'anno prossimo solamente tre delle giornate potranno essere completate su piste su cui si deve ancora correre. Ma questo non è il solo vincolo, perché non si potrà andare a provare su una pista nei 14 giorni che precedono il GP.

C'è poi un'altra novità legata al periodo della pausa estiva, perché sarà vietato effettuare dei test nel periodo compreso tra il 16 luglio ed il 2 agosto.

Per quanto riguarda i test team, le case dovranno indicare i tre circuiti su cui potranno girare in qualsiasi momento, rispettando tuttavia il vincolo dei 14 giorni prima di un GP. Inoltre i collaudatori potranno girare anche nei tre giorni che precedono l'apertura dei test invernali dopo la pausa.

Per il 2018 è tutto confermato per quanto riguarda i test collettivi, con la due giorni di Valencia subito dopo la conclusione del Mondiale e, dopo la pausa invernale, le tre sessioni extra-europee di tre giorni ciascuna.

Dal 2019 però queste saranno sempre di tre giorni, ma saranno limitate solamente a due. E le restrizioni non finiscono qui, perché almeno due delle cinque giornate di test di privati dovranno essere completate a cavallo tra la fine della stagione ed il 30 novembre.

Wild Card

Sono state regolate maggiormente anche le wild card, perché la Grand Prix Commission ha deciso che ogni costruttore ne potrà utilizzare un massimo di tre a stagione dal 2018. C'è tuttavia una deroga per quelle case che dispongono ancora delle concessioni, che ne potranno disputare sei. Queste però non potranno essere concesse in eventi consecutivi.

Dal punto di vista tecnico, il pilota wild card è limitato all'utilizzo di tre motori. Le specifiche tecniche del motore, dell'hardware, dell'ECU e dell’elettronica devono essere uguali a quelle degli altri prototipi.

Airbag

Si è parlato anche di sicurezza e dal 2018 tutte le tute dovranno essere dotate di un sistema a multi airbag che protegga dagli infortuni durante una caduta. Sono state approvate le regole per tale teconologia.

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