Analisi: quali sono i limiti di Marc Marquez?

Le 27 cadute di Marc Marquez nel suo percorso verso il titolo sono la metafora del suo rapporto con il limite. Anzi, forse non sappiamo ancora quale sia il reale limite di Marc.

Davanti allo spagnolo, in termine di cadute, c'è solamente Sam Lowes, anche se i loro incidenti sono avvenuti in circostante enormemente diverse. Marquez ha ottenuto sei vittorie e tantissimi podi per centrare il suo quarto titolo in MotoGP, mentre il pilota dell'Aprilia l'anno prossimo tornerà in Moto2 dopo la sua prima stagione nella classe regina, proprio perché ha vissuto un debutto da dimenticare.

"Se ho fatto tanti incidente, è perché cerco sempre il limite". E' un discorso che Marc ha riproposto più volte nel corso della stagione, anche se gli va dato atto che ha sempre limitato i danni in termini di infortuni e di punti: solo due di queste cadute (in Argentina e in Francia) gli sono costate uno zero in classifica.

In Austria ed in Giappone, Andrea Dovizioso ha avuto modo di vedere quando Marc sia in grado di rischiare quando è in lotta per la vittoria: per due volte il #93 ha provato ad infilarlo in extremis, sfiorando il contatto.

"Ci sono punti in cui è impossibile sorpassare, ma Marc ci prova sempre" ha detto il forlivese, che in entrambi i casi però ha risposto bene ai suoi attacchi.

"Questo è il messaggio di Marc. Il resto dei piloti sa benissimo che si spingerà al limite e, che se è in lotta per la vittoria, proverà ad andare anche oltre. Se entri nel suo territorio, c'è sempre un po' di rischio" ha detto Santi Hernandez, capo tecnico di Marc, a Motorsport.com.

Una prova chiara c'è stata a Misano, dove il quattro volte iridato della MotoGP ha duellato fino all'ultimo con Danilo Petrucci sotto alla pioggia, in condizioni veramente difficili.

"Chissà se a Valencia avrò bisogno di quei punti" disse il pilota della Honda dopo aver conseguito quella che era la sua quarta vittoria stagionale.

"Marc ama giocare con il fuoco. Si sente forte e non ha paura di superare il limite. Questa è la forza dei campioni e lui si fa trovare sempre pronto. Non credo che sia solo fortuna, perché ha dimostrato più volte che è il suo metodo e sta funzionando" ha commentato Dovizioso.

"Marc non sa guidare in un'altra maniera, ma se ha raggiunto certi risultati è anche grazie al suo stile. L'abbiamo visto a Misano e noi continuiamo a dirgli di non cambiarlo. Se un giorno lo farà, credo che perderebbe qualcosa che lo rende unico" ha aggiunto Hernandez, che comunque è consapevole che facendo così tanti incidenti c'è sempre il rischio di infortunarsi.

"Sono caduto molto e non mi piace, perché in questo modo aumenta il rischio. Per questo è una delle cose su cui voglio concentrarmi d'ora in avanti" ha detto tuttavia Marc iniziando a pensare al prossimo anno.

"Si è sentito più a proprio agio con la moto rispetto all'anno scorso, ma deve ancora capire dov'è il limite, perché continuiamo ad imparare delle cose sul nuovo motore (big bang). Chiaramente sarebbe meglio trovare il limite senza cadute, ma questo non è sempre possibile" ha aggiunto il tecnico spagnolo.

Santi ha iniziato a lavorare con Marquez sette anni fa, ma il suo pilota continua a trovare dei modi per stupirlo: "Come faccio a sapere dov'è il limite di Marc? Non lo sa neanche lui" ha concluso con una bella risata.


 

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A proposito di questo articolo
Campionati MotoGP
Piloti Marc Márquez Alenta
Team Repsol Honda Team
Articolo di tipo Analisi
Tag honda, marquez, motogp, santi hernandez