Dakar, Picco: "Mi ero preparato per correre al caldo, invece..."

Il veterano della Dakar, in gara nella Malle moto, è un po' deluso per l'andamento di questa prima settimana, ma ha incontrato noie di vario genere. Per lui comunque l'obiettivo non è la posizione, ma arrivare a Buenos Aires.

Dakar, Picco: "Mi ero preparato per correre al caldo, invece..."

Franco Picco con gli occhiali inforcati sul naso sta lavorando alla sua Yamaha in questo giorno di riposo a La Paz, per la Dakar 2017, che serve soprattutto ai piloti per sistemare tutte quelle piccole cose che sono rimaste un po' indietro magari, nella fretta, dei giorni di gara.

"Mi tocca mettere il filo di ferro sulla manopola del gas – scherza il campione vicentino, in gara nella categoria Malle moto – per non farle scivolare ed è davvero una cosa a cui non avevo pensato perchè mai mi sarei aspettato tanto fango così. Mi ero preparato ad una gara da correre al caldo, con il secco e su terreni duri, e invece...".

Non dipende dal fatto che il fango possa piacere più o meno, come dice Picco: "Tutto va bene, dipende solo da come ti sei programmato. Se parti con le gomme da deserto perchè ti aspetti 50° e poi ti trovi in mezzo al pantano, a zero gradi, che quasi non stai in piedi, diciamo che diventa tutto un po' più complicato. Basta adattarsi però, perchè la Dakar è la Dakar e puoi trovare di tutto".

A livello di classifica Picco non è soddisfatto come vorrebbe però: "Sinceramente pensavo qualcosa meglio, ma va bene così. Se non mi succedevano tutte quelle rogne nei primi giorni...è sempre così, ti perdi magari su piccole cose e poi rimontare diventa difficile".

Ed elenca tutti i guai che si sono presentati giorno dopo giorno: "Il primo giorno ci si sono messi anche gli occhiali, quelli che io uso sempre in gara e che questa volta invece mi hanno dato un po' fastidio, poi il giorno dopo la pompa della benzina, e a seguire quella dell'acqua". Il che significa soste continue per raffreddare il motore della moto, per aggiungere acqua, e il ritardo si accumula. "Va a finire che parti centesimo e trovi la pista distrutta e dopo un attimo arrivano le macchine e i camion. E poi quest'anno c'è il problema delle tracce, sui WPC".

I tanto chiacchierati nuovi punti di navigazione infatti, traendo in inganno più di qualche pilota causano un avanti e indietro alla ricerca del punto esatto che per terra si traduce in tantissime tracce, che vanno in tutti i sensi. "C'è abbastanza confusione su quei WPT e diventa un disastro trovare il punto giusto. Anche io da stupido ho sbagliato un WPT e l'ho saltato e ho preso anche la penalità di oltre un'ora. Però per me l'importante in questa gara è arrivare in fondo". E quindi ora si lavora solo in questo senso.

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