Dakar, Ceci: "Ormai sono diventato bravo a trainare!"

Paolo, pilota Honda HRC, racconta la Tappa 9, in cui ha aiutato Goncalves a tornare al bivacco

Dakar, Ceci: "Ormai sono diventato bravo a trainare!"
#32 Honda: Paolo Ceci
#32 Honda: Paolo Ceci
#32 Honda: Paolo Ceci
#32 Honda: Paolo Ceci
#2 Honda: Paulo Goncalves
Michael Metge
Paolo Ceci

Paolo Ceci (Honda HRC) è stato soprannominato "Cricchetto" dagli amici a casa che lo seguono su questa Dakar, come uno dei eroi del film della Pixar: "Cars". Il modenese anche ieri, nella prima parte della seconda tappa marathon di questa Dakar 2016, ha dovuto tirare fuori la cinghia da traino e portare al bivacco il suo compagno di squadra, Paulo Goncalves. Per la seconda volta il portoghese ha dovuto approfittare del suo “mochilero” così si chiama in Sud America il portatore d'acqua, e farsi trainare.

Ieri al CP2 ho trovato Paulo Goncalves che aveva avuto una sfortuna pazzesca. Un ramo gli aveva bucato il radiatore e aveva perso tutta l'acqua. Per fortuna era riuscito a raggiungere il CP2 dove poi hanno bloccato la speciale per il troppo caldo e così per risparmiare il suo motore ho tirato fuori la cinghia e su asfalto l'ho tirato fino a Fiambalà, al bivacco marathon”.

Circa 220 chilometri a trainare un'altra moto, questa volta senza cadute: “Ormai sono diventato bravo – scherza Paolo – un professionista! Ho il super record della Dakar, me lo ha detto anche Marc Coma. E anche Paulo mi è sembrato bravo a farsi trainare, non siamo mai caduti, frena al momento giusto, si vede che anche lui è abituato – ride Ceci. E prosegue - Siamo arrivati al bivacco alle 14, abbiamo fatto una doccia veloce, mangiato qualche cosa e alle 14,30 eravamo sopra le moto a lavorare. Io sono andato a dormire a mezzanotte!”.

Due le moto a disposizione, quella di Paulo Goncalves e quella di Michael Metge: “Abbiamo smontato dalla Honda di Metge testa, cilindro e pistone e l'abbiamo rimontato su quella di Paulo e poi abbiamo la stessa operazione utilizzando i vecchi pezzi di Paulo per vedere se Michael sarebbe riuscito a ripartire almeno. Invece purtroppo non ce l'ha fatta”.

Metge è arrivato fino alla partenza della speciale ma poi non è entrato perchè la moto non andava: “La speciale di oggi era da un certo punto di vista bellissima – prosegue il racconto Ceci - dall'altro massacrante. Davvero dura, dura, dura. Il 90 per cento era veramente fuoripista, tanto così alla Dakar non ne avevo mai fatto tutto in una tappa. Tutto da inventarsi di sana pianta. E poi le dune bianche di Fiambalà... Se avesse fatto caldo avrebbero dovuto tagliae almeno la metà della speciale”.

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