Troppo comodo dare sempre la colpa ai piloti!

Troppo comodo dare sempre la colpa ai piloti!

Le brutte cadute del Sachsenring hanno altre responsabilità: perché la Bridgestone non fa nulla per evitarle?

Chi sta in piedi ha sempre ragione. Secondo questo modo di pensare nel Motomondiale, al Sachsenring domenica hanno avuto torto: Jorge Lorenzo, Daniel Pedrosa, Cal Cruthlow, Andrea Dovizioso, Nicky Hayden e Andrea Iannone. In MotoGp un pilota su due si è meritato di finire dietro alla lavagna, se non all’ospedale o, quanto meno, alla clinica mobile. Questo era il pensiero ricorrente nel paddock tedesco, amplificato dai soliti cantori televisivi. Le 17 cadute sono state tutte causate da errori dei piloti. Se c’è stata la… strage sul circuito salotto germanico, chissà cosa potrebbe succedere domenica a Laguna Seca, tracciato americano da brividi sulla schiena per la picchiata dopo il temutissimo cavatappi? Non vogliamo essere tacciati di essere catastrofisti, ci mancherebbe altro, ma l’analisi degli specialisti è stata troppo semplicistica. MEZZA GRIGLIA E’ CADUTA Siccome il promotore del campionato, Carmelo Ezpeleta, titolare della Dorna, non può fare a meno di metà griglia della MotoGp da una gara all’altra, è il caso di domandarsi cosa sia possibile fare per evitare che i riders vengano disarcionati dai loro cavalli imbizzarriti. La premessa è che non si tocchi la Bridgestone, fornitrice esclusiva delle gomme. RESPONSABILITA’ BRIDGESTONE? A differenza della Formula 1, dove la Pirelli è sottoposta ad un bombardamento mediatico per i problemi emersi sulle gomme 2013, nel mondo delle due ruote il ruolo dei fornitori giapponesi è egemone. Secondo Carlo Pernat almeno il 70% delle cadute ha la sua causa prima negli pneumatici, ma nessuno dice niente. I giapponesi fanno muro e la Dorna tace. Non c’è questione di sicurezza che tenga: vadano più piano i piloti. Un atteggiamento anacronistico perché sono proprio i piloti il “bene” con più valore della MotoGp. CAPIROSSI E UNCINI TACCIONO E allora Loris Capirossi e Franco Uncini cosa ci stanno a fare nella commissione sicurezza? Abbassano il capo ai voleri di chi ha il loro guinzaglio in mano? Il Sachsenring è una pista che gira sempre da una parte e impegna la spalla sinistra della gomma: ci sono solo tre pieghe destrorse, peccato che siano quelle più veloci e problematiche per i piloti che si trovano ad affrontare quel tratto con una coperture “fredda”. Gli highside e le scivolate a ripetizione ne sono un esempio eloquente, anche se Lorenzo non è caduto lì. UN LUSSO LA GOMMA ASIMMETRICA? Bastava realizzare per la corsa tedesca una gomma asimmetrica specifica con una mescola più adatta al Sachensring? Certo, era necessario tirare fuori qualche yen per evitare l’ecatombe che abbiamo visto, ma non avremmo mezzo schieramento costretto ad un reparto di traumatologia. Anche perché il mancato investimento della Bridgestone viene “pagato” non solo dai piloti ma anche dalle squadre: la Ducati, per esempio, ha dovuto buttare via il telaio sperimentale di Andrea Dovizioso. È possibile che la categoria regina del motociclismo debba arrangiarsi con due mescole: una dura e una morbida? LA HARD E’ INUTILE La prima è tanto hard che non la usa nessuno (due piloti solo ad Austin), perché è quasi impossibile mandarla in temperatura? I tecnici giapponesi dicono che sono le stesse dello scorso anno, ma i fatti dimostrano che non è così. In Formula 1 la Pirelli propone due coperture, nella disponibilità di quattro deliberate per la stagione, in funzione delle caratteristiche della pista. Basterebbe, forse, mettere nella scelta anche le gomme realizzate per le CRT che, effettivamente, sono di una mescola più morbida. LA SOLUZIONE ESISTE Ma sulla via della sicurezza si farebbero ripiombare le CRT (destinate alla prossima estinzione) negli inferi del fondo classifica, mentre Aleix Espargaro proprio al Sachsenring si è arrampicato fino al terzo posto per qualche giro, prima di concludere, comunque, dietro alle Ducati. Ezpeleta sarebbe disposto a veder vanificato ogni sforzo fatto per portare alla dignità le moto di serie B? SBRICIOLAMENTO DI OSSA Il fatto è che lo sbriciolamento di ossa determina anche lo sbriciolamento delle motivazioni: Jorge Lorenzo e Dani Pedrosa in che condizioni possono pensare di sfidare a Laguna Seca un galvanizzato Marc Marquez? Il maiorchino era entrato nel ruolo del super-eroe e ha scoperto quanto sia duro tornare fra gli umani. Dani Pedrosa, invece, ha scoperto che ci sono i medici che sanno il curare il dolore, ma anche quelli che sanno misurare la… paura. I risolini, le battutine nei confronti del catalano che non ha voluto rischiare le “ossa di cristallo” nell’arena del Ring sono state ingenerose per un pilota che sa cosa significa ricominciare daccapo dopo una dura botta al fisico e, soprattutto, al morale. IN DIFESA DI PEDROSA “Camomillo” non si merita il nuovo appellativo di “cacasotto”: fino a prova contraria è stato il dottor Vina Fisher a vietargli l’accesso alla pista dopo che il sanitario aveva constatato improvvisi cali di pressione e momentanei sdoppiamenti della vista. La Honda HRC ha rinunciato all’ultimo controllo un’ora prima della corsa, perché la posizione del dottore della pista era chiara ed inequivocabile. Si dice che Valentino abbia perso una grande occasione per provare a vincere la seconda gara dopo Assen: il “Dottore” è troppo astuto per prendere rischi inutili e non appena ha avuto l’avvisaglia che poteva fare la stessa fine degli illustri colleghi in infermeria ha preferito i (pochi) punti in classifica a quelli di sutura…

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Campionati MotoGP
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