Marquez, il campione che apre una nuova era

Marquez, il campione che apre una nuova era

Il 20enne della Honda batte ogni record di precocità nella MotoGp e diventa il fulcro della categoria

“Una vocina dentro di me mi diceva di entrare nella bagarre, ma ho pensato al campionato”. Marc Marquez non si è fatto tentare dalla trappola che gli era stata tesa da Jorge Lorenzo. Ha usato la testa e ha vinto il primo mondiale nella MotoGp al debutto, stracciando tutti i record di precocità. “El cabroncito” a 20 anni è il più giovane iridato della storia nella classe regina del Motomondiale. Se avesse dato seguito alla sua indole avrebbe magari vinto la settima gara stagionale davanti al pubblico straripante di Valencia (104 mila persone solo la domenica, 208 nel week end!), pareggiando il conto con “Black Mamba”, ma ha preferito lasciare al maiorchino il gusto amaro dell’ottava affermazione del 2013, nel giorno in cui doveva abdicare al titolo mondiale. MARQUEZ IL TATTICO Marc ha saputo tenere a freno l’impulsività dei giovani, ha ragionato come un campione navigato, tenendosi fuori da qualsiasi rischio. Il predestinato ha mantenuto le premesse e le promesse. In carriera ha già collezionato tre titoli iridati nel Motomondiale (125 nel 2010, Moto2 nel 2012) e sembra il campione in grado di aprire un ciclo. Ha retto la tensione di una gara giocata sul filo dei nervi, rivelandosi impermeabile a tutte le provocazioni che Jorge Lorenzo ha provato ad attuare, in pista e fuori. Dal tentato condizionamento mediatico al ridicolo “tamponamento” a prove finite del venerdì, giusto per fargli “sentire” che lui c’era. Il pallino lo aveva in mano Marquez e l’ha tenuto saldamente fra le dita, rendendo vano ogni tentativo di Jorge che ha mostrato un’inusuale cattiveria (che fa parte del bagaglio di un campione): le due toccate a Dani Pedrosa sono state “graziate” dalla direzione gara, che, una volta di più, ha rivelato come le regole non siano una norma scritta, ma interpretata al momento come più conviene allo spettacolo. “Non mi è piaciuto toccarmi con Dani, ma ero costretto dalla strategia” ha ammesso Lorenzo. Noi spettatori ci siamo divertiti, ma se Marc fosse caduto, cosa sarebbe successo? Le norme non dovrebbero essere così elastiche… IL PREDESTINATO E’ UN DURO Il giovane spagnolo, comunque, con la sua faccia da ragazzino non cresciuto, è un duro che sa quello che vuole. Ha usato Dani Padrosa come agnello sacrificale (ormai è quello il ruolo del pilota catalano, il “tappabuchi”) e ha aspettato con pazienza che il tempo della corsa infinita facesse il suo corso per indossare la maglietta celebrativa. Marc Marquez fa “invecchiare” le precedenti imprese di Freddie Spencer e Kenny Roberts: apre un’era in un mondo che sembra mettere all’angolo Valentino Rossi. CONTINUITA’ IMPRESSIONANTE AL DEBUTTO La chiave del successo di Marc sta nelle cifre: una caduta al Mugello e una squalifica a Phillip Island (la scellerata scelta di ritardare il cambio moto è stata una responsabilità del capo-meccanico dell’HRC), sono gli unici nei di una stagione fantastica: perché altrimenti non è mai sceso dal podio, dando una continuità di risultati impressionante, migliore di chiunque altro, Lorenzo compreso che è un maestro nel sapere gestire al meglio il materiale che ha a disposizione. SUPERIORITA’ HONDA HRC La Honda vince anche il titolo Costruttori confermando una superiorità della moto dell’HRC, ma è mancato il supporto di Valentino Rossi alla causa del marchio del diapason, visto che il divario è stato di soli otto punti. Rossi ha scaricato Jeremy Burgess dopo una stagione deludente, lasciando intendere che il problema sia tecnico e non umano. Ha giocato l’ultimo asso nella manica: l’anno prossimo non avrà più alibi, dovrà tornare a lottare con i TREmendi se davvero ha intenzione di allungare la sua permanenza nella MotoGp di altri tre anni. L’anno scorso il Motomondiale aveva l’assoluto bisogno che il “Dottore” restasse a recitare il ruolo di… ombelico del Circus. MARQUEZ CONSACRATO SUBITO, VETTEL NO? Ora Marc Marquez apre un nuovo ciclo e può ereditare quel testimone che Rossi ha cercato di tenere nelle sue mani in questi anni. È interessante notare come lo spagnolo abbia convinto tutti, anche gli scettici, nelle due ruote, mentre Sebastian Vettel, altro predestinato, non sia riuscito a fare altrettanto in F.1, sebbene abbia già collezionato quattro perle iridate alle sua collana. E l’imberbe di Cervera dispone della RC214V che è considerata la MotoGp più competitiva, proprio come la Red Bull RB9 è la dominatrice fra le monoposto. LORENZO MEGLIO DI ALONSO Il Fernando Alonso del 2010 (l’anno del primo titolo di Seb) poteva sembrare lo Jorge Lorenzo di oggi che le ha provate tutte per mettere il bastone fra le ruote al ragazzino biondo. Il maiorchino, però, ieri è riuscito a vincere, mentre la Ferrari ad Abu Dhabi era naufragata per una tattica di gara suicida che aveva messo l’asturiano dietro alla Renault di Vitaly Petrov. LA… FUGA DI KIMI A proposito di Formula 1: Kimi Raikkonen si opera alla schiena e così, uscendo dalla scena in anticipo, blinda il secondo posto di Fernando nel mondiale piloti e “garantisce” alla squadra del Cavallino il terzo posto nel campionato Costruttori, visto che difficilmente la squadra di Enstone potrà contare su un sostituto del finlandese in grado di regalare subito dei punti pesanti. Perché se il nostro Davide Valsecchi fosse in grado di andare sul podio al debutto, ci sarebbe da domandarsi come mai non debba avere una chance vera per tenersi il sedile anche il prossimo anno, che invece è già stato promesso a Nico Hulkenberg. La Lotus cercherà un pilota con la valigia da mettere al posto di Kimi, rovinando nel finale una stagione esaltante, vista la totale assenza di capitale?

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Campionati MotoGP
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