Marquez: "Vincerei anche partendo ultimo ad Austin? Non voglio neanche provare!"

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Marquez: "Vincerei anche partendo ultimo ad Austin? Non voglio neanche provare!"
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11 apr 2019, 19:27

Il pilota della Honda ha scherzato così con i giornalisti quando gli hanno domandato della sua superiorità in Texas. Sulla stretta di mano con Valentino in Argentina, ha scherzato: "E' stato come baciare una ragazza".

Marc Marquez è il re incontrastato di Austin. Da quando la MotoGP corre in Texas, nel 2013, ha vinto solamente lui al Circuit of the Americas. E' ovvio quindi che questo appuntamento per lui sia sempre cerchiato in rosso come uno di quelli da portare a casa assolutamente. Il pilota della Honda, che arriva al terzo round stagionale da leader del Mondiale, ha però assicurato che non farà pazzie per vincere a tutti i costi.

"Austin è un circuito fantastico per me e lo è dal 2013. Ma ogni anno è diverso. E' vero, quest'anno siamo arrivati in forma: abbiamo vinto in Argentina e siamo stati veloci anche in Qatar. Abbiamo una base solida e questa è la cosa più importante. Mi sento a mio agio con la moto, ma vediamo. Iniziamo con la FP1 e proviamo a capire" ha detto Marc durante la conferenza stampa che ha aperto il weekend statunitense.

"Non farò il pazzo e non proverò a fare qualcosa che non è alla nostra portata. Proverò solo a guidare come sempre e a vedere come andrà il weekend: come vanno i nostri avversari, il meteo, che sabato potrebbe essere così così. Oltre a questo, proverò a godermi questo incredibile circuito" ha aggiunto.

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Anche perché, per quanto gli piaccia, quello di Austin è un circuito particolarmente ostico: "E' un circuito su cui è quasi impossibile fare un giro perfetto, perché è molto lungo, con tante curve e diverse frenate brusche. E' molto facile commettere un errore, quindi è difficile essere costanti in tutti i giri, anche perché il fondo è molto sconnesso. Dicono di aver apportato alcune modifiche, quindi dovremo scoprire anche quello oltre al comportamento delle gomme. Vedremo".

Domani sarà importante anche capire se i lavori fatti in pista hanno migliorato l'asfalto, che è uno dei più accidentati del Mondiale: "Non hanno fatto ciò che abbiamo chiesto in Safety Commission, ma vedremo nella FP1 cosa è cambiato sulla pista. Sappiamo che questa pista è sconnessa, forse è una delle piste peggiori da questo punto di vista, ma è una delle più belle dal punto di vista del layout. Speriamo che abbiano fatto un buon lavoro, ma lo scopriremo domani".

La buona notizia invece è che, anche se gli ha dato qualche grattacapo nelle prime due gare, la spalla operata in inverno sembra finalmente recuperata: "Questa è una delle piste più impegnative dal punto di vista fisico. Mi sento in forma, ma è vero che in alcune staccate sento qualcosa di strano sulla spalla, ma non penso che sarà un grosso problema. L'ho sentito anche in Argentina, ma non è stato un problema guidare. Dopo Termas ho sentito un grande miglioramento: ora sento che la spalla è al 100%, questa è la cosa più importante, quindi correre non sarà un problema".

Con la superiorità mostrata ad Austin negli ultimi anni, qualcuno gli ha chiesto se sarebbe capace di vincere partendo dall'ultimo posto in griglia: "Non voglio provare! Già l'anno scorso ero stato penalizzato e sono partito dalla seconda fila, ma non è stato un grande problema. Spero di essere in forma come l'anno scorso e che gli altri siano lontani, ma non si sa mai. Valentino, Dovi, Vinales potrebbero essere competitivi, quindi cercherò di fare un weekend solido, come in Argentina, lottando per la pole e la vittoria. Ma non voglio provare a partire ultimo!"

Infine, anche lui è tornato sulla stretta di mano di Termas de Rio Hondo sul podio di Valentino Rossi. Un gesto che gli appassionati aspettavano da tempo: "Si è trattato di un momento particolare. Come quando sei sul punto di baciare una ragazza, siete soli e poi lo fai. E' stata una cosa così, un momento particolare. Comunque ripeto che da parte mia non c'è nulla contro Valentino ed è normale avere buoni rapporti professionali con tutti gli altri avversari".

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