Marquez: “L’occhio è ok, ma vincere non è un’ipotesi realista”

Marc Marquez ha spiegato che l’infortunio all’occhio non sarà un problema per la gara, ma che non è realista pensare di poter vincere a Silverstone.

Marquez: “L’occhio è ok, ma vincere non è un’ipotesi realista”

Marc Marquez, nel giovedì del Gran Premio di Gran Bretagna, aveva detto di arrivare con grande energia e senza problemi al braccio infortunato. Tuttavia, una terribile caduta durante le FP1 di venerdì hanno fatto tornare il pilota Honda alla dura realtà della sofferenza fisica che si porta dietro da luglio dello scorso anno, quando si è infortunato a Jerez.

“Giovedì avevo detto che questo weekend mi sentivo pieno di energie e senza fastidi, nelle FP1 potevo guidare come volevo, ma sono caduto e, ancora una volta, usciremo ammaccati da un’altra gara – ha lamentato l’otto volte campione del mondo – È molto complicato. Bisogna accettarlo e capire che non sempre posso guidare in maniera naturale. Quando lo faccio commetto molti errori, devo essere più preciso e questo è un plus. Ma ogni volta siamo meglio anche su piste diverse. Non voglio che accada la stessa cosa avvenuta a inizio stagione, gli alti e bassi per cui su una pista siamo molto veloci e in un’altra siamo molto lenti. Preferisco essere costante e non soffrire, al momento ci stiamo riuscendo”.

Nella caduta del venerdì, Marquez ha avuto un problema all’occhio destro e, per recuperare, ha sospeso il turno del venerdì e l’incontro con la stampa, perciò non aveva potuto spiegare la caduta, come invece ha fatto dopo la qualifica: “L’occhio è come se avesse la congiuntivite, ma non mi dà più tanto fastidio. Ieri era messo male, lacrimava molto, ma sicuramente andrà meglio. Ormai ho perso il conto delle brutte cadute avute durante la mia carriera. È stata strana uscivo dal box ed ero al primo giro, forse ho aperto un po’ troppo. È stato strano, perché in quel punto andavo più lento del solito. La cosa buona è che non è successo nulla, anche se mi sono spaventato abbastanza”.

 

Marquez classifica la caduta di venerdì come una delle sue più forti: “Quella di Jerez alla curva 7 di quest’anno è stata peggiore di questa, quindi direi che la caduta di venerdì è stata la seconda peggiore dell’anno. Ma possibilmente è la terza peggiore della mia carriera, perché l’onore della peggiore ce l’ha quella del Mugello nel 2013”.

Honda però funziona su questa pista, come ha dimostrato Pol Espargaro, che ha ottenuto la prima pole della stagione: “Sul giro secco, Pol è sempre stato veloce. Da quando è arrivato in Honda ha sempre fatto il tempo. Questo fine settimana siamo stati davanti e possiamo ottenere un buon risultato. Ha festeggiato molto perché sta facendo più fatica di quanto si aspettasse, ma questo risultato è molto buono. È una moto difficile, critica, da cui io ora non riesco a trarre il massimo. Ma quando lo si fa, è una buona moto. Dobbiamo fare in modo che non sia così complicato tirare fuori il massimo del potenziale che ha”.

L’impressione generale è che le gomme non tengono la distanza di gara e gestirle sarà chiave per poter arrivare alla fine con delle possibilità. “Dipenderà tutto dal ritmo. Se è veloce è più stressante per le gomme e per il fisico. Se è più lento si può gestire meglio, sarà interessante. Quarta raro è il pilota con il miglior passo, ma anche Bagnaia. Poi c’è il gruppo di Miller, Martin, Pol, Zarco e me. In base a come sarà la gara, vedremo come gestire il finale”.

Un finale in cui nessuno dubita che, dopo i primi 20 giri della seconda gara in Austria, Marc lotterà per la vittoria: “Dipenderà tutto da come mi sentirò in gara. Essere tra i primi cinque sarebbe un buon risultato. Il podio sarebbe bellissimo, ma non è realistico pensare alla vittoria. Si dovranno allineare tutti i pianeti. Corriamo per essere tra i primi cinque e, da lì, provare a stare sul podio”.

“Stiamo guidando bene e penso che possiamo fare una buona gara. L’obiettivo era avere un livello regolare, prima di stare tra i primi cinque e poi provare ad essere fra i primi tre. Bisogna fare un passo per volta, non serve a niente avere buone sensazioni ed essere quinto il sabato se poi in gara non si concretizza”.

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