Petronas: la prima pietra del nuovo Centro Ricerche

Il petroliere malese investe 40 milioni di euro a Villastellone per creare un centro di eccellenza per l'innovazione

Petronas: la prima pietra del nuovo Centro Ricerche

La PETRONAS, multinazionale malese del petrolio, ha deciso di investire in Italia: questa mattina a Villastellone nell’hinterland torinese è stata messa la prima pietra del nuovo Centro di Ricerca & Sviluppo Tecnologico a livello Globale che sarà completato entro la fine del 2017.

Alla simbolica cerimonia sono intervenuti Piero Fassino, sindaco di Torino e Presidente ANCI; Davide Nicco, Sindaco di Villastellone e Ugo Baldi, Sindaco del Comune di Santena che sono stati ricevuti da Giuseppe D’Arrigo, Capo regionale di Petronas Europa, e dal CEO, Amir Hamzah Azizan giunto appositamente dalla Malesia.

Il nuovo polo tecnologico sarà dotato di laboratori all’avanguardia, impianti e attrezzature per lavori di ricerca e sviluppo sui lubrificanti. È giusto ricordare che nell’impianto esistente si producono i carburanti e i fluidi con i quali la Mercedes ha vinto gli ultimi due mondiali di Formula 1 con Lewis Hamilton e Gerard De Rooy si è aggiudicato la Dakar 2016 nella categoria camion con l’Iveco Powerstar del team PETRONAS De Rooy. Dalle piste dei Gp ai deserti dell’Argentina, PETRONAS Lubricants International ha raccolto importanti successi che testimoniano la qualità dei suoi prodotti che poi trovano una ricaduta sulle auto di serie.

“Il nuovo centro di Ricerca & Sviluppo Tecnologico – ha spiegato un emozionato Giuseppe D’Arrigo - consentirà a PLI di mantenere costantemente un vantaggio competitivo: la nostra missione consiste nell’affinare e perfezionare costantemente il nostro livello tecnologico all’avanguardia, facendo tesoro delle conoscenze apprese in pista che trasferiamo ai nostri laboratori per lo sviluppo di lubrificanti e fluidi destinati a motori per vetture che quotidianamente percorrono le nostre strade”.

Il centro piemontese, infatti, è il cuore pulsante della ricerca e sviluppo a livello mondiale e riveste un ruolo chiave nella strategia di crescita di PLI:
“L’innovazione è un aspetto chiave e vincente per PLI - ha detto Amir Hamzah Azizan - Crediamo che il nostro impegno nella ricerca e nella tecnologia debba costantemente evolversi per migliorare i nostri prodotti al fine di sostenere la nostra crescita e affrontare la continua evoluzione dei motori. È per questo che concentriamo i nostri sforzi per costruire infrastrutture e impianti di eccellenza, offrire prodotti innovativi, e formare i migliori talenti”.

PETRONAS opera in oltre 85 paesi nei cinque Continenti e occupa 50 mila persone. Estrae due milioni di barili di petrolio al giorno ed è entrata nelle 100 società più produttive del mondo, ma ha puntato sull’Italia per investire 40 milioni di euro in una struttura che si svilupperà su una superficie di 80.000 mq, di cui 17.000 coperti.

Il complesso che sarà firmato dallo studio 967 Architetti Associati e F&M Ingegneria, in collaborazione con lo studio inglese di Broadway Malyan, è stato pensato ponendo una notevole attenzione sia agli aspetti architettonico-ambientali che al risparmio di energia, con l’adozione delle più recenti tecnologie in materia di ingegneria energetica.

Il nuovo Centro Ricerche è accolto con entusiasmo da Piero Fassino, sindaco di Torino: “La collaborazione di PLI con il prestigioso Politecnico di Torino si è già rivelata una solida base per formare i migliori talenti tecnici in ambiente universitario e offre un’opportunità di lavoro a chi ha per passione l’ingegneria automobilistica, conferendo ulteriore valore alla realtà torinese che si conferma fulcro dello sviluppo dei motori nei settori automotive ed industriale”.

La previsione è che crescano i ricercatori assunti:“Non posso dare dei numeri – ha proseguito D’Arrigo – ma la volontà di PLI è di raddoppiare il proprio business in Italia e in Europa per cui è prevedibile che ci sia un grande incremento nelle opportunità che verranno offerte perché raddoppieremo la nostra capacità di innovazione e di studiare nuovi processi. Per il futuro lavoriamo sulla riduzione delle emissioni e dei consumi ma in modo competitivo”.

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