Test invernali 2021: solo tre giorni sono pochi per i piloti

Ciascun conduttore avrà a disposizione solo un giorno e mezzo per saggiare le monoposto 2021: se mai ci fosse un problema meccanico ci potrebbe essere un pilota che arriverebbe a iniziare il mondiale senza una preparazione adeguata. Carlos Sainz lancia l'allarme che Sebastian Vettel, invece, non percepisce. Ma i debuttanti come Mick Schumacher, Nikita Mazepin e Yuki Tsunoda non avranno vita facile.

Test invernali 2021: solo tre giorni sono pochi per i piloti

La sede dei test pre-campionato 2021 non è ancora stata ufficialmente annunciata, ma tutto fa pensare che il tradizionale appuntamento sul circuito di Barcellona sarà sostituito dal Bahrain, per evitare che il maltempo possa condizionare il lavoro delle squadre.

Ciò che invece è già stato concordato è la durata dei test, che sarà di tre giorni, ovvero la metà delle prove disputate alla vigilia della stagione in corso.

Tutto è pensato a favore di logistica e pianificazione delle squadre, ma c’è una variabile che la Formula 1 nel suo insieme sembra essersi dimenticata: i piloti.

Se sul fronte tecnico i test 2021 non saranno impegnativi come negli anni precedenti (la base delle prossime monoposto sarà quella di questa stagione) per i piloti vedersi le prove ridotte del 50% non è proprio una buona notizia, visto che alternandosi al volante di una sola monoposto avranno di fatto un giorno e mezzo per prepararsi all’esordio di Melbourne.

Tra chi ha lanciato l’allarme c’è Carlos Sainz, che, come diversi altri suo collegh,i affronterà la stagione 2021 con un nuovo team, un aspetto da non sottovalutare.
“Posso già dirvi che un giorno e mezzo su queste monoposto non è sufficiente a preparare una stagione di F1 – ha confermato lo spagnolo - Non si arriva a conoscere la vettura, non si familiarizza neanche con il volante, anche se lo provi al simulatore".

"Poi bisogna conoscere la squadra, familiarizzare con il metodo di lavoro degli ingegneri, ed un giorno e mezzo è molto, molto poco, e probabilmente non basterà per fare le cose come andrebbero fatte. Ma è quello che è, dovremo adattarci e dovremo trovare un modo per essere il più preparati possibile entro i limiti del regolamento”.

Sainz ha anche sottolineato l’handicap legato alla cancellazione del giorno di test post-season ad Abu Dhabi dedicato ai piloti titolari, soppresso ad inizio estate.
“Se avessi avuto la possibilità di provare prima della pausa invernale – ha spiegato lo spagnolo riferendosi alla possibilità svanita di guidare la Ferrari a Yas Marina – avrei almeno potuto provare il sedile, sistemare il volante, farmi un’idea della monoposto, del setup e avrei anche avuto modo di iniziare a lavorare con il gruppo di lavoro che avrò nel 2021. Su quella base anche il successivo lavoro al simulatore avrebbe avuto un impatto differente".

"Quando sono passato in McLaren quel test è stato fondamentale, ed è un peccato non poterlo sfruttare anche quest'anno in vista della stagione con la Ferrari”.

Il problema dei test ridotti all’osso non è comunque avvertito da tutti i piloti con lo stesso allarme. Per Sebastian Vettel non ci sono particolari criticità, un aspetto comprensibile vista l’esperienza del tedesco:
“Non sono preoccupato, se è così dobbiamo adattarci. Nel corso degli ultimi anni ci siamo adeguati al sempre minor tempo a disposizione, ed anche se un giorno e mezzo non sembra molto, si può comunque fare un certo lavoro di preparazione. Credo che il punto cruciale sia il lavoro di preparazione al test che poi è quello che si fa in vista della prima gara, e aggiungo che se è uguale per tutti, dobbiamo adattarci”.

In questo quadro manca ancora il parere dei piloti che il prossimo anno esordiranno in Formula 1, ma in mancanza degli annunci ufficiali, per conoscere il punto di vista i Mick Schumacher, Nikita Mazepin e Yuki Tsunoda bisognerà ancora attendere qualche giorno. Per loro ci sarà comunque la possibilità di assaggiare le monoposto nella giornata di prove dedicata ai ‘rookie’, programmata a Yas Marina dopo il Gran Premio di Abu Dhabi.

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