Raikkonen: il problema è tutto nella frenata posteriore

Raikkonen: il problema è tutto nella frenata posteriore

Il finlandese non ha trovato il feeling con il brake-by-wire, ma la Ferrari non ha adottato pinze e dischi piccoli

Marco Mattiacci vuole riportare Kimi Raikkonen al rango che merita: nei primi quattro Gp della stagione 2014 il rendimento del pilota finlandese è stato molto deludente. Fernando Alonso è terzo nella classifica del mondiale piloti con 41 punti, mentre "Iceman" è solo dodicesimo con 11 lunghezze. I 30 punti che ballano fra i due ferraristi sono decisamente troppi per non far alzare il livello di guardia a Maranello ben oltre la soglia di allarme. KIMI E' UNA GRANDE DELUSIONE Kimi Raikkonen non è certo il pilota che psicologicamente si fa condizionare dallo spagnolo, anche se Fernando ha in mano l'intera squadra, specie ora che Stefano Domenicali che lo aveva fortissimamente voluto al Cavallino non c'è più. Dopo i test invernali di Jerez, nei quali era parso che l'approccio del nordico alla F14 T fosse più facile rispetto a quello di Alonso, non si è mai visto Kimi a suo agio sulla Rossa. E se c'è un problema, questo si verifica puntalmente sulla Rossa numero 7, quasi che piova sempre sul bagnato. ICEMAN PATISCE IL BRAKE BY WIRE In queste tre settimane di sosta del mondiale, i tecnici del Reparto Corse dovranno trovare una soluzione ai guai di Kimi: ma qual è l'elemento che condiziona Raikkonen? Il finlandese è in crisi con la frenata posteriore. Patisce il brake-by-wire e non ha trovato la necessaria fiducia in staccata. La consapevolezza di non riuscire a tirare le frenate come vorrebbe gli ha tolto anche un po' di sicurezza, mettendo "Iceman" in una brutta situazione, tanto che i più critici cominciano a sostenere che la Ferrari non ci abbia guadagnato troppo nel cambio con Felipe Massa. LA MOTIVAZIONE NON E' CALATA Un'eresia per chi conosce le capacità del campione del mondo 2007 e che ha visto lottare Kimi come un leone con la Lotus E21 l'anno scorso, una monoposto competitiva, ma che certo non disponeva delle risorse per tenere i passo dei top team. Ha ragione quando Raikkonen si indigna nel sentirsi domandare se ha le giuste motivazioni per guidare una Ferrari. A Maranello, infatti, si devono domandare come mai un ex campione del mondo non possa esprimere al meglio il suo potenziale. ERA UN MAESTRO NEL DOSARE LA STACCATA Una delle peculiarità di Kimi era che sapeva modulare alla perfezione la frenata, sapendo sfruttare l'impianto al limite senza stressarlo: una dote che si esaltava soprattutto nell'arco della gara. Una sensibilità che ora viene assorbita dal controllo elettronico della frenata posteriore. Con l'incremento della capacità di ricarica dell'MGU-K si è reso necessaria una gestione che sapesse ripartire elettronicamente la frenata fra l'impianto tradizionale (ora si usano anche dischi in carbonio di minore diametro di 12 mm e pinze con 4 pompanti anziché 6) e il freno motore molto più aggressivo. PERCHE' LA FERRARI NON ADEGUA L'IMPIANTO? Il fatto è che Red Bull, Mercedes, Sauber (con soluzioni Brembo) e McLaren (con pinze Akebono) hanno adeguato l'impianto posteriore riducendo la portata della frenata tradizionale, mentre la Ferrari è rimasta alle misure solite. Come mai? Per adeguare la F14 T sarebbe necessario rifare anche i portamozzi posteriori e a Maranello hanno avuto altre priorità in questa fase. Sarà da vedere se per Barcellona, nel pacchetto di novità tecniche programmate per il Gp della Spagna, ci saranno anche delle soluzioni utili a rimettere Raikkonen nella condizione di dare il suo meglio. Altrimenti è come se la Ferrari corresse con un pilota solo. Ma se lo può permettere?
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Campionati Formula 1
Piloti Kimi Raikkonen
Articolo di tipo Ultime notizie