Bottas: "La W12 è cresciuta nel lavoro al simulatore!"

Il finlandese in modo analitico fotografa la situazione della Mercedes: "La W12 è una vettura veloce, con un enorme potenziale che ancora non siamo riusciti a sfruttare in pieno". Valtteri dopo il Bahrain ha lavorato sodo a Brackley per trovare al simulatore delle risposte alle domande dei tecnici. Imola gli piace e vorrebbe cancellare l'avvio difficile di Sakhir.

Bottas: "La W12 è cresciuta nel lavoro al simulatore!"

Dopo il Gran Premio del Bahrain Valtteri Bottas ha trascorso molto tempo sul simulatore Mercedes nella sede di Brackley. L’obiettivo, ovviamente, era quello di studiare il bizzoso comportamento del retrotreno della W12, apparso imprevedibile nei test pre-campionato, migliorato nel primo weekend di gara ma non ancora in linea con le aspettative della squadra.

Bottas ha fatto il punto su quello che sarà il motivo conduttore della stagione 2021, ovvero il confronto Mercedes-Red Bull, analizzando punti di forza e debolezze dei due top-team.

Lo scorso anno ti sei confermato molto veloce sulla pista di Imola. C’è un vantaggio psicologico nel tornare su un circuito in cui hai dimostrato di poter fare la differenza?
“Si, confermo, è più facile iniziare il fine settimana su una pista in cui sei già andato bene, hai più certezze, ma una volta che si entra nel vivo del weekend sai che riparti da zero, devi confermare il tutto ogni anno”.

A posteriori che valutazioni hai fatto sul weekend di Sakhir?
“Per noi è stato un fine settimana un po’ complicato in termine di feeling con la monoposto. La W12 è una vettura veloce, con un enorme potenziale che ancora non siamo riusciti a sfruttare in pieno".

"Come abbiamo già detto, la parte posteriore della macchina non è il punto più forte del pacchetto in questo momento, abbiamo faticato per riuscire a trovare un buon equilibrio generale ma dobbiamo considerare che finora tutte queste monoposto hanno girato solo sul circuito di Sakhir, che resta una pista con delle caratteristiche particolari. Qui ad Imola il circuito è molto diverso, e sono curioso di verificare come andrà”.

Hai messo a fuoco dove ha fatto la differenza la Red Bull in Bahrain?
“Al momento sembra che le Red Bull siano molto performanti nelle curve ad alta velocità. Per il resto le differenze sono minime, e sono curioso di vedere quali verdetti emergeranno da questo weekend. In Bahrain l'asfalto è davvero ruvido e con scarso grip, mentre qui a Imola è molto più aderente e meno incline al surriscaldamento degli pneumatici, quindi vedremo”.

Senti un po' di pressione legata a questa situazione per voi inedita?
“La prima gara ha confermato che siamo indietro. Ma non sento una pressione particolare, piuttosto una grande motivazione, ora siamo i cacciatori, non quelli da cacciare, e posso confermare che vedo una grandissima voglia di vincere questa sfida negli occhi di ogni membro della squadra”.

Sei stato a Brackley dopo il Bahrain?
“Si, sono stato al simulatore e ho lavorato sul setup cercando di trovare risposte alle domande dei tecnici, ho perso il conto su quanti elementi legati al setup abbiamo provato! Ma ne è valsa la pena, adesso abbiamo una buona ‘cassetta degli attrezzi’ da cui attingere in questo weekend. L’efficienza e la pianificazione saranno davvero la chiave, e non vedo l’ora di vedere come proseguirà questa stagione, è un anno davvero entusiasmante”.

Credi a chi sostiene che in ogni team un campione del Mondo ha un trattamento preferenziale?
“In Mercedes le posizioni sono sempre state le stesse, non ci sono mai state priorità e non sono preoccupato su questo fronte. Poi, è ovvio che se sei un campione del Mondo, e soprattutto se sei un pilota che ha vinto più Mondiali, hai uno status, senza dubbio. Poi, però, quando scendi in pista l’essere o meno un campione del Mondo importa meno, conta vincere la gara”.

L’impressione è che per battere le Red Bull la Mercedes quest’anno dovrà essere perfetta su ogni fronte...
“In Bahrain la mia gara non l'è stata, perché purtroppo il problema al pit-stop ha azzerato le possibilità di lottare per vincere. C'è stata un’analisi per capire ciò che è accaduto e per fare in modo che non accada più lo stesso errore. In ogni stagione si commettono degli errori, è naturale, ma quest'anno non sbagliare sarà ancora più cruciale, concordo”.

Credi che il confronto Mercedes-Red Bull potrebbe decidersi sul fronte affidabilità delle power unit?
“Al momento abbiamo disputato solo una gara, abbiamo ancora pochi dati in merito, ma quando Gran Premio dopo Gran Premio le componenti accumuleranno chilometri, avremo un quadro più chiaro della situazione. Ma penso che sia una valutazione corretta, sono convinto che l’affidabilità sarà una risorsa importante su cui contare, ed è sempre stata una priorità assoluta per la Mercedes, quindi non ho motivo per credere che non lo sarà anche in questa stagione”.

Come vedi la battaglia sugli sviluppi?
“Rispetto a quello che abbiamo visto negli ultimi anni, in questa stagione avrà un impatto meno forte, ci sono più restrizioni e c’è meno tempo a disposizione nella galleria del vento e al banco, diciamo in generale abbiamo meno energie a disposizione. Ma ci sono aspetti che possono emergere dalle simulazioni, e lì ci sono margini importanti in cui poter operare".

"Le sensazioni che ho sentito guidando la monoposto mi hanno convinto che ci sia ancora parecchio da poter ‘sbloccare’, per noi sarà determinante arrivare al giusto equilibrio, rendendo la macchina più guidabile".

"Credo che con una profonda comprensione e messa a punto del setup avremo molto da guadagnare, e con un calendario di 23 gare c’è la possibilità di familiarizzare sempre di più con la monoposto e migliorare il pacchetto, anche con le restrizioni. Sappiamo che la Red Bull è molto efficiente nello sviluppo della monoposto durante la stagione, dobbiamo provare a superarla e credo che ci potremo riuscire considerando la motivazione che vedo in tutta la squadra”.

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