Botta e risposta Sardegna-AciSport per il Rally d'Italia

Botta e risposta Sardegna-AciSport per il Rally d'Italia

Il presidente della Regione attacca, ma la Federazione ribadisce il suo appoggio alla Sicilia

L'annuncio dello spostamento del Rally d'Italia dalla Sardegna alla Sicilia sta creando parecchie gatte da pelare all'ACI, alla CSAI e ad AciSport, che oggi hanno dovuto fare i conti con la reazione della Regione Sardegna, che questa mattina ha divulgato un comunicato stampa nel quale il presidente Ugo Cappellacci si diceva ancora convinto dello svolgimento della gara del Mondiale in Costa Smeralda. "Abbiamo ricevuto ampie rassicurazioni che il rally d'Italia resterà in Sardegna" ha spiegato Cappellacci, che nei giorni scorsi ha scritto una lettera al presidente della Commissione Sportiva Automobilistica Italiana, Angelo Sticchi Damiani, e al presidente dell’ACI, Enrico Gelpi. "Il fatto che la Sardegna possa nuovamente ospitare l'evento è più di un auspicio non solo perché i percorsi della nostra isola sono conformi ai regolamenti vigenti, ma anche perché eventuali cambiamenti non possono non essere approvati preventivamente dalla FIA. La Regione è pronta ad affrontare questa nuova sfida insieme agli organizzatori, ai piloti e agli appassionati del rally e ribadisce il massimo impegno per sostenere con adeguate risorse finanziarie un evento fondamentale sia per il valore della competizione in sé sia per le ricadute sul territorio sia per la promozione dell’immagine della nostra Isola nel mondo". La risposta di AciSport non ha tardato ad arrivare, con un controcomunicato con cui il presidente Antonio Marasco ha voluto rispondere alla Regione Sardegna, ribadendo ancora una volta che l'ACI sosterrà il progetto degli organizzatori della Targa Florio. Ecco la lettera di risposta: "In relazione a quanto affermato sul comunicato odierno diramato dalla Regione Sardegna si debbono fare alcune considerazioni. La prima che la prova italiana di campionato del mondo rally è stata assegnata dall’Automobile Club d’Italia alla Sicilia. La seconda è che, come per altro affermato dallo stesso comunicato, sarà la FIA a ratificare il tutto nel prossimo Consiglio Mondiale del 7 dicembre dove, mi ripeto, l’ACI sosterrà il progetto siciliano". "La terza è che pare almeno singolare che dopo anni di ritardi e di non risposte, nell’attuale contesto politico ed economico nazionale, improvvisamente la Regione Sardegna, trovi i milioni di € necessari a coprire sia quanto promesso, deliberato (e quindi dovuto) per il passato che per sostenere una ipotetica edizione 2012 creando una confusione ed un disorientamento che certo non verranno apprezzate da addetti ai lavori e non". "L’alternativa alla Sicilia è la perdita per l’Italia della prova mondiale e questo perché tempi e impegni tecnici non consentono di esplorare ora alternative che dovevano essere manifestate e cauzionate per tempo. Nulla osta alla regione Sardegna presentare future candidature per ospitare la prova WRC che ricordo prima della Sardegna ha costruito la sua storia sugli asfalti liguri e gli sterrati toscani (Rally di Sanremo)". "Il Comitato Promotore del Rally d’Italia Sicilia – Targa Florio sta continuando nel suo lavoro e nei suoi incontri, soprattutto a livello FIA, per la messa a punto del progetto definitivo della gara. A tale comitato, il mio grazie, come sportivo in primis e poi come amministratore ACI, per aver proposto per tempo e con inoppugnabili garanzie una soluzione per mantenere l’Italia nel circuito del campionato del Mondo". La speranza a questo punto è che quanto spiegato da Marasco possa bastare per mettere fine alle polemiche. La sensazione però è che non sarà tanto facile chiudere questa discussione in maniera pacifica...

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Campionati WRC
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