La maturazione di Pedrosa preoccupa Jorge?

La maturazione di Pedrosa preoccupa Jorge?

Lorenzo "deve" vincere il secondo mondiale, mentre Daniel non ha niente da perdere

È stato proclamato campione del mondo con largo anticipo. Anche se alla fine della stagione 2012 del Motomondiale mancano ancora sei Gran Premi. E Jorge Lorenzo non ha costruito un vantaggio di classifica che lo metta al riparo dal ritorno di Daniel Pedrosa. Il secondo titolo è stato cucito con largo anticipo sulla tuta del maiorchino. Troppo presto. A guardare oggettivamente la situazione c’è da credere che lo spagnolo riesca nell’impresa, ma sarà molto meno facile di quanto si pensasse. Con Casey Stoner fuorigioco per una caviglia davvero mal messa (ma chi aveva giudicato l’australiano in condizione di guidare la Honda HRC a Indianapolis?), la partita iridata nella MotoGP sembrava già chiusa con largo anticipo. OSSA DI CRISTALLO Nessuno credeva in Daniel Pedrosa. Il pilota con le ossa di cristallo è sempre stato considerato un rider velocissimo, ma incostante. Capace di dominare un Gp dalla pole position, andando via dal gruppo con una progressione insostenibile per tutti. Un fuoriclasse di giornata, ma incapace di mantenere lo stesso rendimento con la continuità che è indispensabile per restare in lotta per titolo. Fragile nelle ossa, quanto nel morale. Ha sempre subito la pressione psicologica di Stoner, Lorenzo e Rossi. IL QUARTO ASSO DEL POKER È sempre stato considerato il quarto asso nel poker della MotoGp: gli altri tre hanno già vinto un mondiale nella classe regina, il catalano no. Ogni anno era alle prese con drammatiche cadute che ne hanno minato il fisico e la motivazione. Mai era arrivato alla fase risolutiva del campionato nel ruolo di chi, oggettivamente, poteva puntare al bersaglio grosso. CARICO COME UNA MOLLA Il Camomillo che abbiamo conosciuto in passato si sarebbe sciolto già alla responsabilità di difendere da solo i colori della Honda HRC. Il Pedrosa che abbiamo visto dominare a Indianapolis e ripetersi a Brno è un altro pilota. Determinato e aggressivo. Calcolatore e cinico. Carico come una molla. In Repubblica Ceca ha accettato il corpo a corpo con Lorenzo: prima la gara tattica, poi il gran finale. Un ultimo giro di sorpassi e contromosse che resterà scolpito nella storia delle due ruote. JORGE L’HA SOTTOVALUTATO L’azione del maiorchino in un punto del tracciato giudicato impossibile per un sorpasso deve aver dato la certezza a Jorge che Daniel non ci avrebbe più provato a riprendersi la vittoria. Altrimenti non gli avrebbe concesso lo spazio per azzardare un ultimo, decisivo attacco. Lorenzo, dopo la magia nel misto, era convinto di aver spezzato le reni al rivale e minato la sua consapevolezza. E ha trascurato che nel tratto in salita che porta al traguardo, la leggerezza di Camomillo era un’arma da non sottovalutare. Pedrosa, invece, a dispetto dell’eterna faccia da adolescente, questa volta ha tirato fuori gli attributi. E si è guadagnato una nuova credibilità nel paddock. La 41esima vittoria nel Motomondiale, la 18esima in MotoGP rappresenterà una pietra miliare nella carriera del catalano, capace di sfidare e battere il Black Mamba dopo una battaglia entusiasmante che ha riacceso i riflettori sulla classe top regalando spettacolo e adrenalina. LA VISIONE DI VALE Valentino Rossi, relegato ad essere solo spettatore del duello al vertice, ha commentato il fatto nuovo con grande lucidità: “La sconfitta non intaccherà più di tanto Lorenzo a livello psicologico, ma la vittoria darà a Pedrosa un grande slancio”. Ecco è proprio questa la grande novità: dove può arrivare Daniel adesso che è consapevole dei suoi mezzi? Tredici punti da riprendere a Jorge in sei gare non sono una gran cosa. L’impossibile può ancora concretizzarsi: dopo Brno crescono le quotazioni di quanti danno il pilota Honda iridato. Fino a qualche settimane fa le possibilità erano zero, o quasi. BLACK MAMBA RESTA FAVORITO Quanto preoccupa Lorenzo dover incrociare i guantoni con Pedrosa che per la prima volta ha mostrato i muscoli in un corpo a corpo? La partita mondiale è tutt’altro che decisa, ma anzi si preannuncia combattuta e spettacolare. Il maiorchino ha tutto per controllare la situazione, ma Dani si trova in una situazione in cui non ha niente da perdere, ricambiando la fiducia che la Honda ha riposto in lui anche per il futuro…

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Campionati MotoGP
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