Le ali flessibili di Red Bull e Ferrari sono legali

Il delegato tecnico Fia, Jo Bauer, le ha verificate e rispettano i valori statici del regolamento

A lanciare l'allarme sarebbe stato l'attentissimo Ross Brawn: a Silverstone la Red Bull Rb6 di Sebastian Vettel avrebbe vinto utilizzando l'ala anteriore flessibile. Sì, stiamo proprio parlando dell'ala anteriore che aveva scatenato le polemiche fra i due piloti prima delle qualifiche, perché quella del tedesco si era rotta ed era rimasto un solo esemplare che è stato montato sulla monoposto di Sebastian e non su quella di Mark. Le discussioni avevano un senso, visto che la parte miracolosa dell'ala non erano tanto le due camera-car montate una accanto all'altra fra i due piloni del muso, per creare un secondo profilo nella zona che sarebbe vietata dal regolamento, quanto la mobilità dell'intero sistema che si abbassava verso l'asfalto all'aumentare della velocità, producendo più carico aerodinamico. Il caso sarebbe emerso analizzando delle immagini della camera-car: siamo in grado di proporvi anche noi uno spezzone filmato in cui si vedono i flap dell'ala anteriore ai lati delle ruote anteriori, rialzarsi in modo evidente nel momento in cui il pilora Red Bull riduce la velocità. E' giusto precisare che le ali alle verifiche tecniche vengono sottoposte a rigorosi controlli: non devono subire alcuna flessione dei materiali sotto un peso di 50 kg. Naturalmente stiamo parlando di valori statici, mentre tutti sappiamo che i carichi a cui vengono sottoposte le ali ad alta velocità sono nettamente superiori. E così Adrian Newey ha studiato un'ala che è in grado di abbassarsi in modo significativo, assicurando importanti vantaggi aerodinamici, solo da un certo carico in poi. La soluzione rispetta alla lettera il regolamento, ma non lo spirito. Brawn ha fatto una segnalazione a Charlie Whiting, il quale si è informato e ha messo insieme un dossier fotografico in cui risulta evidente il movimento dell'ala: si abbassa tutto il profilo, al punto che le paratie laterali quasi strisciano sulla pista. Ad Hockenheim il caso si è ripresentato perché oltre alla Red Bull (che aveva le flexi-wings per entrambe le vetture) anche la Ferrari ha capito l'antifona e a modo suo ha interpretato lo stesso tema. La miracolosa crescita della F10 può anche essere dovuta a questa configurazione delle ali che ha subito scatenato forti polemiche nel paddock. I video e le immagini delle parti contestate giravano da un box all'altro facendo crescere la tensione e la confusione. Jo Bauer, delegato tecnico della FIA, domenica sera ha dichiarato ufficialmente che le ali di Red Bull e Ferrari avevano superato tutte le verifiche per cui erano da considerarsi regolari a tutti gli effetti, tagliando la testa al toro a chi voleva presentare un reclamo contro le due vetture che erano nel mirino. "Non facciamo reclamo - ha detto Martin Whitmarsh, team principal della McLaren - ma vogliamo sapere con precisione come comportarci. Se le ali flessibili sono ammesse allora faremo in modo di averle anche noi quanto prima, non appena avremo capito esattamente come funzionano". Certo assistiamo all'ennesino particolare tecnico che viene dichiarato ok anche se non rispetta il regolamento nello spirito: quasi certamente in futuro saranno cambiati i valori di carico statico che saranno misurati durante le verifiche, ma intanto ciascuno fa quello che vuole. E nel paddock è sorto il dubbio che la rottura dell'ala di Vettel a Silverstone durante le libere non fosse solo per un problema di fissaggio del muso al telaio, ma che semplicemente Newey aveva forse esagerato con la flessibilità dell'ala che sarebbe andata a strisciare per terra, rovinando le bandelle laterali e altri particolari. Ora cosa succederà? Tutte le squadre andranno all'inseguimento di Red Bull e Ferrari, spendendo cifre non previste alla faccia dei tanto sbandierati risparmi. Ora che la porta regolamentare è stata scardinata, sicuramente vedremo soluzioni ancora più spinte. Per cambiare una norma tecnica in stagione, infatti, ci vorrebbe l'accordo del settanta per cento delle squadre. Un'eventualità impossibile da raggiungere. La FIA, però, potrebbe invocare le ragioni di sicurezza per intervenire d'imperio: in quel caso la variazione regolamentare scatterebbe subito...

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