Ferrari: per la FIA la perdita di competitività non dipenda dal doppio sensore

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Ferrari: per la FIA la perdita di competitività non dipenda dal doppio sensore
Di: Franco Nugnes
Co-autore: Jonathan Noble
09 ott 2018, 09:10

Charlie Whiting, direttore di prova della F1, ha spiegato a Suzuka che il calo prestazionale della SF71H non dipende dal secondo sensore che è stato montato sulla Rossa per controllare le due uscite della batteria confermando la piena legalità della Ferrari.

Ne parlano tutti. Anche quelli che dovrebbero stare zitti. Nel paddock di Suzuka non si faceva altro che sentire commenti del doppio sensore che la FIA ha montato alla batteria del sistema ibrido della Ferrari.

Siccome la squadra del Cavallino dispone di un sistema che è stato brevettato molto diverso da tutti gli altri, la FIA ha chiesto alla Ferrari di dotare la batteria di due sensori perché è costituita da due celle separate, mentre per tutti gli altri team ne basta uno.

I tecnici di Binotto hanno collaborato con la FIA e hanno accettato di montare un sensore aggiuntivo per verificare che non ci fosse una seconda uscita di energia non controllata e non controllabile da parte dei commissari tecnici della Federazione dopo che la Mercedes aveva fatto una pressione molto forte su Nicholas Tombazis, specie nella prima parte della stagione.

Il calo prestazionale della SF71H negli ultimi GP ha alimentato le voci secondo le quali la Rossa abbia pagato una perdita di potenza elettrica nella prima fase dell’accelerazione a Singapore e Sochi.

Maurizio Arrivabene a Suzuka ha dichiarato, invece, che la batteria e i sensori della FIA non c’entrano niente, stroncando chi ha lasciato intendere che ci fosse qualcosa di illegale nel sistema di recupero di energia.

Toto Wolff dopo il GP del Giappone ha aggiunto che “…stiamo ancora vedendo un motore Ferrari molto potente, è chiaramente ancora il punto di riferimento. Ma nelle ultime gare non è stato un elemento che ha fatto la differenza come nella prima parte di stagione, e onestamente non so perché”.

E ha detto la sua anche Charlie Whiting dopo aver accertato che il team italiano stesse agendo pienamente all'interno dei regolamenti. Il direttore tecnico della FIA a Motorsport.com ha dichiarato: "Non sono abbastanza sicuro perché ci sia stato un calo di forma della Rossa. Si sono fatte alcune congetture a causa del sensore… magico che le abbiamo fatte montare. Non ho intenzione di andare oltre, ma dirò che dal punto di vista delle prestazioni del motore non siamo d'accordo con ciò che è stato suggerito da qualcuno. Non esiste alcun collegamento".

Ferrari SF71H, dettaglio

Ferrari SF71H, dettaglio

Photo by: Giorgio Piola

Mantenere i segreti industriali

Maurizio Arrivabene, team principal Ferrari, ha messo in evidenza la fuga di notizie, temendo che qualche team possa essere a conoscenza di informazioni sulla batteria del Cavallino visto che anche l’esistenza del secondo sensore doveva restare confidenziale.

Arrivabene e Whiting si sono incontrati sabato in Giappone sabato per discutere della situazione, e Charlie ha ammesso che non sarebbe stato corretto se la FIA avesse spiegato ulteriori dettagli su quello che si sono detti.

"Abbiamo parlato e ora è stato tutto chiarito -ha detto Whiting - non penso che dovervi dire di cosa abbiamo discusso, ma fra le parti non ci sono dubbi".

Quando a Charlie è stato chiesto a partire da quando è stato montato il secondo sensore sulla Rossa ha aggiunto: "No, non rispondo. Se lo facessi, svelerei dei dati sulla Ferrari e quindi è qualcosa che posso fare".

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