Ferrari: Camilleri lascia il ruolo di amministratore delegato

L’amministratore delegato del Cavallino lascia Maranello con effetto immediato a due anni e mezzo dalla sua nomina. Il ruolo di AD passa, ad interim, al Presidente John Elkann.

Ferrari: Camilleri lascia il ruolo di amministratore delegato

Louis Camilleri lascia la carica di amministratore delegato della Ferrari. L’addio di Camilleri coglie di sorpresa non solo i tifosi della Scuderia, ma anche molti addetti ai lavori, poiché il sessantacinquenne manager non aveva mai manifestato (almeno pubblicamente) l’intenzione di concludere la sua avventura a Maranello.

Camilleri ha deciso di concludere la sua vita lavorativa, e la conferma arriva anche da un comunicato emesso dalla Philip Morris, che conferma il ritiro del manager dal suo ruolo nel consiglio di Amministrazione con effetto immediato.

Louis Camilleri ha comunicato la decisione, "per motivi personali", di rassegnare le sue
dimissioni "con effetto immediato" dal ruolo di amministratore delegato e membro del Cda di Ferrari. 

Il presidente esecutivo John Elkann, "prendendo atto con dispiacere di tale decisione, ha annunciato che assumerà la carica di amministratore delegato ad interim, mentre il
consiglio di amministrazione della Ferrari gestirà il processo già avviato di identificazione del successore del dottor Camilleri".
 

L’annuncio di Camilleri ha colto di sorpresa e a sorpresa fu anche il suo annuncio ufficiale nel ruolo di Amministratore Delegato della Ferrari, datato il 21 luglio 2018, un sabato che vide Sebastian Vettel conquistare la pole position nel Gran Premio di Germania.

Una nomina emessa in una riunione urgente del consiglio d’amministrazione della Ferrari, convocata subito dopo la notizia delle condizioni irreversibili in cui versava Sergio Marchionne.

I due anni e mezzo di Camilleri al timone della Ferrari sono stati contraddistinti da un buon successo commerciale, considerando l’onda d’urto Covid che ha messo a dura prova tutti i Costruttori. Nel giorno del suo insediamento il titolo Ferrari quotava 113 euro, un valore aumentato di più del 50% nel corso dell’ultimo biennio, toccando il massimo storico in questi giorni a 179 euro.

A mancare sono state le soddisfazioni in pista, visto che l’arrivo di Camilleri coincise con il crollo delle speranze Mondiali di Vettel e della Ferrari nel Mondiale 2018.

Nell’ultima parte di quella stagione arrivarono le vittorie a Spa (Vettel) e Austin (Raikkonen), poi nel 2019 il mese da sogno con il doppio successo di Charles Leclerc a Spa e Monza, e la vittoria di Vettel (che resta l’ultima al momento conquistata dal tedesco e dalla Ferrari) nel Gran Premio di Singapore. Il 2020 non ha aggiunto molto al ciclo Camilleri, visto che la Scuderia sembra destinata a terminare il Mondiale 2020 al sesto posto nella classifica Costruttori.

I prossimi giorni si preannunciano ‘caldi’ sull’asse Maranello-Torino, dove sarà valutato il nome del nuovo Amministratore Delegato.

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