Ducati: Preziosi conferma l'arrivo del telaio perimetrale

Ducati: Preziosi conferma l'arrivo del telaio perimetrale

Quello utilizzato a Valencia è un prototipo che servirà a dare il via al nuovo progetto

Qualche giorno fa Jeremy Burgess aveva anticipato che nei test che andranno in scena domani e mercoledì a Valencia la Ducati avrebbe utilizzato un nuovo telaio perimetrale in alluminio. Oggi la cosa è stata confermata anche dall'ingegner Filippo Preziosi in persona, che però ci ha tenuto a precisare che non si tratterà della moto definitiva con cui Valentino Rossi e Nicky Hayden entreranno nell'era 1000 della MotoGp. "Non è la moto che useremo per la prima gara. Quella che vedrete domani è una moto sperimentale, un prototipo che dovrà servire ai nostri progettisti per disegnare la moto del futuro. Non ci aspettiamo immediatamente un importante incremento delle prestazioni, anche perchè si tratta sostanzialmente della stessa moto attuale, ma pensata con una tecnologia differente" riporta MotorCycleNews. "Per noi la cosa più importante è aumentare le nostre conoscenze relative a questo tipo di tecnologia. Siamo fortemente convinti che ci stiamo muovendo nella direzione giusta, ma i nostri avversari sono in vantaggio su di noi, quindi non è facile dire con precisione quando potremo raggiungerli. L'unica cosa certa è che daremo il massimo per farlo" ha aggiunto. Preziosi comunque non se la sente di bocciare del tutto le vecchie soluzioni ducatiste: "Pensiamo che quella con il motore portante possa essere una soluzione interessante, ma in MotoGp ci sono alcuni vincoli che ci hanno fatto capire che era necessario muoverci in questa nuova direzione". Uno di questi sembra essere legato alle gomme: "Per me le gomme sono molto buone da un punto di vista tecnico e per il grip che possono offrire all'anteriore, anche nella fase conclusiva della gara. Per funzionare al meglio però hanno bisogno di una certa rigidezza da parte del telaio". Senza dimenticare il contingentamento dei motori: "Un altro punto che ci ha fatto virare in questa direzione è la limitazione del numero dei motori. Quando devi lavorare con un motore portante, anche solo per modificare la distribuzione dei pesi finisci per dover rivedere gli attacchi al telaio e quindi ti ritrovi costretto a modificare il propulsore: questo non è facile quando in una stagione ne puoi punzonare solamente sei". "Per questo insieme di motivi, quando sei costretto a lavorare continuamente sulla moto per modificarla in base alle caratteristiche delle gomme o alle richieste dei piloti, la soluzione più logica è quella di utilizzare un telaio tradizionale" ha concluso.

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