Video test Giulietta TCR: abbiamo provato l'Alfa che è tornata a vincere nel Mondiale

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Franco Nugnes
Di: Franco Nugnes
30 nov 2018, 17:40

Sulla pista di Ceresina, Motorsport.com ha potuto provare la Giulietta by Romeo Ferraris che con Ceccon ha vinto a Suzuka. Abbiamo guidato la trazione anteriore del Biscione da 350 cv sul bagnato scoprendo delle doti che non ci aspettavamo. Guardate il video...

Franco Nugnes, direttore di Motorsport.com Italia, Alfa Romeo Giulietta TCR
Franco Nugnes, direttore di Motorsport.com Italia, parla con Kevin Ceccon
Alfa Romeo Giulietta TCR, dettaglio del volante
Alfa Romeo Giulietta TCR, dettaglio dei loghi Alfa e Romeo Ferraris
Spiegazione degli allarmi sull'Alfa Romeo Giulietta TCR
Alfa Romeo Giulietta TCR, dettaglio del logo Alfa Romeo
Alfa Romeo Giulietta TCR, dettaglio
Alfa Romeo Giulietta TCR, dettaglio del cofano
Franco Nugnes, direttore di Motorsport.com Italia, Alfa Romeo Giulietta TCR
Alfa Romeo Giulietta TCR, dettaglio del fanale posteriore
Alfa Romeo Giulietta TCR, dettaglio del disco del freno
Franco Nugnes, direttore di Motorsport.com Italia, Alfa Romeo Giulietta TCR
Alfa Romeo Giulietta TCR, dettaglio
Alfa Romeo Giulietta TCR, dettaglio
Franco Nugnes, direttore di Motorsport.com Italia, Alfa Romeo Giulietta TCR
Alfa Romeo Giulietta TCR, dettaglio dell'ammortizzatore
Alfa Romeo Giulietta TCR, dettaglio dell'abitacolo
Alfa Romeo Giulietta TCR, dettaglio della pedaliera
Alfa Romeo Giulietta TCR, dettaglio dei comandi
Alfa Romeo Giulietta TCR, dettaglio dell'estintore
Alfa Romeo Giulietta TCR, dettaglio
Alfa Romeo Giulietta TCR, dettaglio

Il rientro dell’Alfa Romeo nelle corse non si è limitato alla partnership del marchio del Biscione con la Sauber in F1, perché è passato molto più in sordina il fatto che la Casa di Arese sia tornata a vincere nel mondiale turismo con la Giulietta TCR by Romeo Ferraris nel campionato FIA WTCR.

Kevin Ceccon, 25enne pilota italiano, si è imposto a Suzuka in Gara 1 con la Giulietta messa in pista dal team Mulsanne, dopo aver siglato la pole position nella seconda sessione di qualifica. Bisogna tornare indietro di 11 anni per ricordare l’ultimo successo dell’Alfa Romeo con la 156 guidata da James Thompson nel WTCC 2007.

Motorsport.com in pista con 25 piloti!

Nel mezzo c’è stata un’attesa che nelle corse è stata lunga quanto un’era geologica. E così Motorsport.com non poteva certo perdere l’occasione di partecipare a un test sul circuito di Cervesina, l’impianto pavese intitolato a Tazio Nuvolari.

Il team Romeo Ferraris, il Costruttore di Opera che ha sviluppato la Giulietta TCR, ha voluto far scoprire a una rosa selezionata di piloti le potenzialità dell’Alfa Romeo che ha conquistato anche il secondo posto nel campionato italiano con Gigi Ferrara e noi ci siamo infilati in una lista di venticinque, per lo più giovani conduttori, che si sono alternati sulle vetture a disposizione per due giorni molto intensi. 

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Le condizioni non erano quelle ideali per scoprire una piccola “bomba” e una pista che non conoscevamo, perché il cielo era plumbeo, faceva freddo e la pista era bagnata per la pioggia della notte che non si è asciugata. Ma si fa di necessità virtù, potendo contare sul pieno supporto del team Romeo Ferraris e sui consigli di Kevin Ceccon che la Giulietta ormai la conosce come le sue tasche.

Motore da 350 cv di 1.750 cc

Abbiamo effettuato due turni di guida utilizzato il tracciato nella configurazione “lunga” da 2.805 metri, con 11 curve e il rettilineo d’arrivo di 700 metri sul quale era possibile far cantare il motore capace di 350 cv a 6.800 giri e di una coppia di 420 Nm a 3.500 giri.

Tanto per mettere le cose in chiaro è doveroso dire che il regolamento TCR ammette vetture fino a 2 litri di cilindrata e la Giulietta è nata intorno al quattro cilindri di 1.742 cc.

Ottima velocità massima, ma manca coppia sotto

Un propulsore potente, ma che ha mostrato un campo di utilizzo in regime di giri piuttosto ristretto verso l’alto e che costringe, quindi, a un tipo di guida adattato a sfruttare questo propulsore che si è tolto il gusto di regalare, comunque, le velocità massime più elevate alla speed trap, nonostante un muso piuttosto giunonico rispetto alle concorrenti che ha penalizzato il Cx, costringendo ad un accurato lavoro aerodinamico sui codolini per ridurre gli effetti del bloccaggio.

Questa Giulietta è nata tre anni fa grazie alla passione di Romeo Ferraris che era riuscito a convincere l’allora capo di Alfa Romeo, Alfredo Altavilla, ad autorizzare al Costruttore di Opera la progettazione e lo sviluppo per conto del Biscione, senza però mai riconoscere l’ufficialità del programma.

Costruite 20 Giulietta TCR

Gli investimenti, quindi, hanno permesso di costruire una macchina che si è rivelata vincente lottando contro reparti motorsport delle altre Case che dispongono di budget enormemente superiori. La sfida di partenza è stata “titanica”, ma è stata ripagata dalla costruzione di 20 Giulietta by Romeo Ferraris che per ora corrono oltre che nel WTCR e nell’Italiano anche in America e Cina. L’obiettivo è di allargare il perimetro delle corse Alfa Romeo anche a Giappone e Australia.

La Giulietta lo merita. È una macchina stradale che è stata trasformata in una vettura da corsa: l’ideale per i gentleman driver, anche se ha rivelato doti per essere vincente nel Mondiale. Il perché è semplice: è relativamente “facile” arrivare vicino al limite.

Bisogna fare traiettorie tonde

L’approccio con questa TCR è stato molto guardingo, tenuto conto del fondo bagnato, ma fin dal primo giro ha dato una sensazione di grande stabilità. Ed è stato naturale, quindi, alzare progressivamente il ritmo per scoprirne le caratteristiche.

La prima lezione che si è appresa è che bisogna guidarla senza forzarne l’inserimento: per arrivare alla corda delle curve è meglio fare traiettorie tonde, puntando alla scorrevolezza. La ragione? È presto spiegata: si rischia di andare in sottosterzo in uscita dalla piega, perché il “calcio” del turbo arriva tutto in un colpo.

Chi sceglie di fare meno strada rischia di non poter aprire il gas quando sarebbe necessario con l’anteriore che tende a puntare verso l’esterno. La musica cambia, invece, se si asseconda un disegno della traiettoria non troppo spigolato, perché allora si può affondare il piede sull’acceleratore senza alcuna sorpresa.

Ottime le gomme da bagnato Yokohama

Lasciateci fare un complimento alle gomme Yokohama, le ADVAN A006 rain: il TCR non consente per regolamento l’uso delle termocoperte per cui l’essere riusciti a portarle in fretta in temperatura nella giusta “finestra” è segno che lavorano bene anche con il freddo.

Smancerie a parte, emerge che la Giulietta lavora molto bene meccanicamente: la sospensione anteriore a schema McPherson e quella posteriore Multi-Link assicurano una buona maneggevolezza. Anche aggredendo i cordoli con la ruota interna non si hanno reazioni violente o imprevedibili, lasciando (sul bagnato) il tempo per correggere gli inevitabili errori.

Tutto questo è frutto di un roll-bar a gabbia studiato non solo per assicurare la massima sicurezza, ma anche e, soprattutto, per assolvere alla funzione di un secondo telaio che riduce sensibilmente i movimenti della cassa, dando all’Alfa Romeo una buona direzionalità.

Nell'abitacolo ci si senta a... cuccia

Anche se la posizione di guida è molto racing (pedaliera rialzata, sedile con la postura più bassa possibile e spostato indietro verso il montante della portiera per cercare un buon bilanciamento dei pesi e volante arretrato facilmente regolabile), si ha la sensazione di entrare in una “cuccia” dove ci si trova subito a proprio agio, con tutta la strumentazione a portata di mano.

Il volante dispone di una decima di pulsanti (che abbiamo evitato di utilizzare) e dietro alle razze c’è un display digitale dal quale si possono trarre ottime informazioni, a cominciare dai led che indicano quando è il momento di cambiare marcia. A proposito: la trasmissione è sequenziale a sei rapporti con il comando a paddle dietro alla corona del volante: azionando la paletta destra si inseriscono le merce, con quella di sinistra si scala. Sul bagnato magari è meglio non arrivare a limitatore, riducendo un filo il gas per assicurare il passaggio di marcia ed evitare pattinamenti che costano nel tempo sul giro.

La frizione si usa solo per partire e poi il terzo pedale è meglio dimenticarselo. Non avendo l’abitudine di frenare col piede sinistro (l’età lascia qualche retaggio d’antan) è chiaro che ci si lascia qualcosa nelle percorrenze, perché si potrebbe dare una zampatina al freno per aiutare ad inserire l’anteriore, ma noi preferiamo trovare un buon appoggio del piede sulla pedana a sinistra dei pedali.

La frenata è un punto di forza

La frenata è una delle peculiarità della macchina: l’impianto AP Racing è eccellente perché le staccate sono precise e il pedale non perde efficacia man mano che si gira. All’anteriore ci sono dischi baffati da 378 mm con pinze a 6 pompanti, mentre dietro il disco è di 290 mm con pinze a 4 pompanti. Anche sul fondo viscido è possibile dare dei bei “pestoni” sul freno senza che si registrino reazioni strane, né bloccaggi.

Ovviamente c'è un ripartitore di frenata posto al fondo del tunnel centrale: se si vuole cambiare il bilanciamento è facile farlo anche mentre si è in pista, ma noi ci siamo fidati delle regolazioni di Kevin.

Insomma questa Giulietta sa appagare la voglia di andare forte sia di chi come Ceccon ambisce a vincere le gare del WTCR, sia di piloti gentleman che vogliono diventare protagonisti nei vari campionati TCR nazionali.

Non si capisce come mai l’Alfa Romeo non scommetta dando l’ufficialità al progetto. Per Michela Cerruti, tester della prima ora e mente della struttura di Romeo Ferraris, è un miraggio. Ma anche i sogni a volte di avverano… 

 
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Serie WTCR
Team Romeo Ferraris
Autore Franco Nugnes