Hyundai, quando il BoP diventa uno... sbilanciamento

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Hyundai, quando il BoP diventa uno... sbilanciamento
Francesco Corghi
Di: Francesco Corghi
23 mag 2018, 12:12

A Zandvoort è andato in scena il dramma (sportivo) delle i30, con Muller, Tarquini, Michelisz e Björk che non hanno preso un punto e lottato con gente di livello nettamente inferiore. Bisognerà fare una riflessione sulle zavorre e al più presto.

Igor Stefanovski, Stefanovski Racing Team Hyundai i30 N TCR
Norbert Michelisz, BRC Racing Team Hyundai i30 N TCR, Norbert Nagy, Zengo Motorsport Cupra TCR
Igor Stefanovski, Stefanovski Racing Team Hyundai i30 N TCR
Loris Cencetti, Autodis Racing by Piro Sports Hyundai i30 N TCR
Francisco Mora, M1RA Hyundai i30 N TCR
Dusan Borkovic, Target Competition Hyundai i30 N TCR
Dusan Borkovic, Target Competition Hyundai i30 N TCR
Francisco Mora, M1RA Hyundai i30 N TCR,Márk Jedlóczky, JLG Sport Cupra TCR, Loris Cencetti, Autodis Racing by Piro Sports Hyundai i30 N TCR
Yvan Muller, YMR Hyundai i30 N TCR
Dániel Nagy, M1RA Hyundai i30 N TCR
Gabriele Tarquini, BRC Racing Team Hyundai i30 N TCR
L'auto di Yvan Muller, YMR Hyundai i30 N TCR dopo l'incidente
Le auto di Norbert Michelisz, BRC Racing Team Hyundai i30 N TCR e Yvan Muller, YMR Hyundai i30 N TCR dopo l'incidente

Che fine hanno fatto le Hyundai? Questa è la domanda che probabilmente gli appassionati si sono posti guardando le gare del FIA WTCR a Zandvoort, dove di fatto è andato in scena il vero e proprio calvario e dramma (sportivo) delle i30 N TCR.

Dopo le ottime prestazioni mostrate nei primi tre eventi della stagione (ma anche sul finale del 2017 quando le auto coreane debuttarono per la prima volta in pista), ecco arrivare la mazzata. Un cambiamento di Balance of Performance che ha relegato le quattro Hyundai della FIA World Touring Car Cup nelle retrovie. Ma non solo, perché in Olanda anche quelle della TCR Europe Series hanno sudato parecchio per guadagnarsi dei punti.

Giusto per definire meglio la situazione: Thed Björk, Yvan Muller, Gabriele Tarquini e Norbert Michelisz non sono improvvisamente diventati i peggiori dei bolliti, se consideriamo che l'unico episodio vero e proprio dove due i30 sono state al centro dell'attenzione è avvenuto al via di Gara 1, quando "Norbi" e Muller si sono toccati in un incidente spettacolare.

Ma già dalle Prove Libere erano apparse le serie difficoltà, dovendo i ragazzi di Yvan Muller Racing e BRC Racing Team caricare 60kg di zavorra, alzare l'auto da terra di 100mm e ridurre la potenza al 97,5%, con il risultato che (con tutto il rispetto, sia chiaro), un quartetto di Campioni del Mondo si è messo in scia a concorrenti che valgono decisamente meno rispetto a loro.

Qualcosa non va, certamente, perché un conto è cercare di livellare le prestazioni (che è quello cui servirebbe il Balance of Performance) per evitare di vedere dei missili in pista fare gara a sè, ma un altro è spedire nelle retrovie auto che fino a ieri si giocavano il titolo e che ora faticano anche solo a reggere il confronto con le avversarie.

Anzi, nemmeno. Perdendolo proprio, senza per altro guadagnare uno straccio di punto, dato che Zandvoort è sì una pista ostica per effettuare i sorpassi, ma nella quale le Hyundai manco tenevano la scia di Audi, Alfa Romeo, Cupra, Honda e Peugeot. E dove fra l'altro un feroce Cinghiale come Tarquini nelle prove si è ritrovato addirittura in lotta cronometrica con le due wildcard della Bas Koeten Racing, Michael Verhagen e il Principe Bernard Van Oranje! Robe che i due olandesi forse potevano sognare solo nei videogiochi...

Diciamola tutta: che le Hyundai siano state costruite come vere e proprie auto da corsa per vincere è cosa nota ed evidente. Non esiste, però, che il "Bilanciamento delle Prestazioni" diventi uno... sbilanciamento! E poi in fin dei conti, non è neppure giusto che chi ha lavorato meglio debba essere punito così severamente.

L'assurdo paradosso del... peso del successo e non del successo di peso. Sembra di tornare ai primi anni 2000, quando la Ferrari dominava in Formula 1 e venivano cambiati regolamenti, gomme e punteggi pur di interrompere la striscia vincente delle Rosse. E neppure con le imprendibili Citroën WTCC si era visto nulla di simile.

Le Hyundai hanno dimostrato di andare forte in tutte le condizioni e su tutte le piste. Per il bene del campionato e dello spettacolo, ci auguriamo di vederle nuovamente combattere alla pari (sì, alla pari) nel gruppo di testa a Vila Real, onde evitare che il titolo da qui in avanti se lo giochino solo auto di un marchio o di un gruppo. E vincere deve essere un vanto, non una colpa...

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Serie WTCR
Team Hyundai Motorsport
Autore Francesco Corghi
Tipo di articolo Analisi