Tarquini: "Lavoriamo duro, io mi sento come un bimbo"

Il veterano della Honda Castrol parla degli sviluppi sulla Civic e di se stesso, sempre motivatissimo nonostante gli anni...

Tarquini:

Gabriele Tarquini è in splendida forma e molto motivato per questa imminente stagione del WTCC.

Il veterano del team Honda Castrol, a dispetto dell'età, dice di sentirsi come un bambino e a Barcellona ha avuto la possibilità di confrontarsi per la prima volta contro i suoi avversari guidando la test-car, in attesa che la sua Civic TC1 preparata dalla JAS Motorsport sia completata per essere spedita in Argentina.

Dopo queste prime prove come valuti la situazione? Vedi miglioramenti?
"Siamo ancora in fase di prove con la test car, quindi non si può fare una reale disamina della situazione. Posso dire che alcuni problemi che avevamo sono stati risolti, altri spero si risolveranno presto, ma siamo in piena fase di lavori in corso. In macchina abbiamo il motore dell'anno scorso, quindi senza le nuove evoluzioni, comunque a Valencia abbiamo visto che siamo migliorati un pochino. Ora si tratta di mettere tutto assieme, tenendo però presente che nel corso della stagione abbiamo solo cinque jolly per modificare le parti della vettura. Sarà molto importante saper valutare bene come spenderli perché non sempre la prima soluzione trovata può essere quella giusta."

Su quali elementi avete lavorato?
"Il differenziale, sul quale però si può agire liberamente, e le sospensioni, che invece sono omologate e dunque soggette alle valutazioni che dicevo prima."

Secondo te queste nuove TC1 sono peggiori o migliori rispetto alle vetture di vecchia generazione?
"Purtroppo lo scorso anno abbiamo dovuto omologare in fretta la vettura e alcuni problemi strutturali, come al volante e al servosterzo che si bloccavano in continuazione, ce li siamo portati dietro per tutta la stagione. Il sub-frame della parte anteriore, a sostegno di motore e sospensioni, è stato cambiato rapidamente perché prima si fletteva e dava grossi problemi. Il lavoro continua, anche se il regolamento così com'è non ci permette di fare grandi interventi, a meno che non venga omologata una nuova macchina..."

L'anno passato ti eri un po' lamentato del motore, siete riusciti ad intervenire anche su quello?
"Il motore è omologato anch'esso, ma in inverno abbiamo provato nuove mappe che hanno dato riscontri positivi. Ora come ora non so dire quale sia la configurazione migliore perché ci stiamo lavorando; ovviamente non possiamo fare nemmeno confronti con gli altri, almeno a sto punto della stagione. Comunque dei passi avanti ci sono stati. Teniamo anche presente che la velocità di punta deve essere valutata in base al carico aerodinamico; la nostra Civic è a due volumi e quindi soffre un po' sotto questo aspetto, però la forma della macchina non possiamo cambiarla, quindi lavoriamo su ciò che abbiamo."

Resti il pilota più anziano ad avere vinto un Mondiale FIA dopo Fangio, pensi ci possano essere i presupposti per ripetersi?
"Magari! Quando si inizia una stagione l'obiettivo è sempre provare a vincere il Titolo, ma è così per tutti i piloti e i costruttori. Sul campo si valuteranno poi le armi a disposizione, certamente lo scorso anno non abbiamo potuto fare niente perché la Citroen ha passeggiato con una vettura che aveva anche una zavorra di 60Kg in più, quindi non sappiamo il reale potenziale loro che potrebbe essere chissà cosa. Noi abbiamo potuto avvicinarli solo in alcune circostanze, ma mai impensierirli seriamente."

Arrivato a questo punto non si può dimenticare quello che hai fatto in F1 e con l'Alfa...
"Certamente sono parte di me, con l'Alfa Romeo ho corso e vinto nel 2003, è la squadra con la quale ho passato più tempo, oltre ad Honda, ma purtroppo oggi si sono ritirati da tutti i campionati, quindi è normale che la nostalgia italiana si basi sul rosso Alfa e sulle mie avventure con loro. In F1 ho passato momenti indimenticabili, ma purtroppo non ho lasciato tracce a parte un punto. Il Turismo mi ha dato grandissime soddisfazioni rispetto alle monoposto, ho potuto guidare belle macchine in tanti anni, a volte passando momenti difficili, però tutto sommato sono sempre stato competitivo anche per provare a vincere il Titolo."

Quindi quanto andiamo avanti...?
"Io mi sento benissimo, non ho mai sentito limiti dovuti all'età quando mi siedo al volante, nemmeno dal punto di vista mentale, seppur qualcuno possa immaginare che in determinate situazioni avrei potuto reagire diversamente. Il mio bagaglio d'esperienza è enorme, la velocità non sarà più al top, ma molto vicina ad esso, poi chiaramente se dovesse venir meno sono cose in cui non puoi farci nulla. Dietro ad un volante sinceramente non mi sono mai sentito inferiore ad un John Filippi che ha 20 anni, o a un Tiago Monteiro che ne ha 35, o ad un Norbert Michelisz che ne ha 30. Al momento non ho sentito problemi, fino a quando sarà così continuerò. Certo, l'anno scorso i risultati non sono stati affatto incoraggianti ed è difficile quando incontri problemi di questo genere, ma dopo Macao avevo già una gran voglia di risedermi sulla Civic per migliorarla ancora. Mi sento come un bambino!"

Hai mai pensato di poter passare ad altre categorie?
"Sinceramente no. Le gare sprint forse non sono le più adatte ai "vecchietti" come me, ma è la formula di competizione che preferisco e adoro. Il mio stile di guida è da sempre molto aggressivo, quindi è perfetto per gare che durano poco e nelle quali devi dare tutto quello che hai combattendo ruota a ruota e dando spettacolo."

E quest'anno si va al Nordschleife...
"Quella è una incognita per tutti, io ho fatto solo una gara del VLN ma non mi sento pronto e piloti più vecchi di me con cui ho parlato mi hanno detto che necessitano almeno 500 giri per cominciare a capirlo. Io ne ho fatti 16... Ci tornerò per fare un'altro evento del VLN e per dei test, spero di essere un po' più preparato, ma arrivare al 100% è impossibile. Dei miei avversari forse solo Huff e Coronel la conoscono bene, dato che hanno fatto delle 24h."

Le altre piste nuove del calendario le conosci?
"Motegi sì perché vi abbiamo svolto un test con la Honda, ma non con la Civic. La Thailandia no, anche se mi hanno detto che è molto bella, e nemmeno Vilareal, che è sconosciuta pure a Monteiro. Solo suo papà ci ha corso. Però è ottimo avere delle nuove piste, anche se mi dispiace per Spa, perché è unica, e Suzuka; fantastica da guidare, ma non troppo spettacolare e adatta al WTCC."

E in Italia non si tornerà?
"A Monza c'è una situazione molto dura da risolvere e anche la F1 rischia di saltare, ma la mia speranza è di riuscire a tornare prima o poi in Italia. Imola andrebbe benissimo, ma il mio sogno impossibile da realizzare sarebbe il Mugello. Monza non è che sia la mia preferita, ma pur di correre da noi accetterei subito!"

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A proposito di questo articolo
Campionati WTCC
Piloti Gabriele Tarquini
Articolo di tipo Ultime notizie