López: "Proviamo a migliorare qualcosa di perfetto"

"Pechito" ha trovato il top alla Citroën e sa che sarà difficile ripetersi, ma bisogna difendere il Titolo...

López:

E' un José María López molto maturo quello che si presenta al via della stagione WTCC 2015. L'argentino della Citroën continuerà a correre col numero 37 sulla sua C-Elysée, ma in realtà "Pechito" lo può leggere come fosse l'1, essendo Campione del Mondo in carica.

Il ragazzo sudamericano sa che sarà difficile ripetere gli incredibili risultati ottenuti nella tronfale stagione 2014, ma fa della serenità il suo punto forte, consapevole di dover lavorare ancora intensamente per cercare di migliorare.

21 vittorie e solo un ritiro, pensi di riuscire a ripeterti quest'anno?
"Sarà difficile perché la concorrenza sarà maggiore. Lo scorso anno abbiamo iniziato più avanti rispetto agli altri, non credo che oggi sia la stessa cosa. Nel 2014 abbiamo vinto 17 gare in totale, sarebbe bello ripetersi con gli stessi numeri, ma sarà dura."

Quale è stato il tuo punto forte, visto che eri al debutto contro gente più esperta?
"Ho vinto perché sono più giovane! Scherzi a parte, da fuori può non sembrare così, ma questo è uno sport di squadra a tutti gli effetti e se ti trovi bene con tutti, a partire dal gruppo di ingegneri, passando poi ad ogni altro membro del team, riesci a trovare il tuo status ottimale. Per me è stato quasi l'anno perfetto, ho fatto il record di gare vinte e di punti conquistati; sarà dura ripetersi così, ma quando inizi una stagione l'obiettivo è sempre migliorarsi."

Quando hai firmato con la Citroën pensavi di poter essere così competitivo fin da subito?
"No, non si poteva certo prevedere. Quando ti propongono certi contratti ti fai delle domande: perché proprio io? Ci sono piloti come Loeb, che ha vinto 9 Mondiali WRC, e Muller, che ne ha vinti 4 nel WTCC... Io sono entrato umilmente in squadra e mi sono state date le stesse possibilità degli altri. E' grazie alla squadra che sono riuscito a vincere, mi hanno lasciato lavorare serenamente e mettendomi alla pari degli altri."

C'è qualcosa che Loeb e Muller ti hanno insegnato durante l'anno sul modo di lavorare con la squadra e di guidare?
"Sì, qualcosa. Noi condividiamo tutti i dati delle telemetrie e li analizziamo insieme al computer, quindi capisci subito cosa va e cosa no, senza bisogno di chiedere troppo agli altri. Sullo stile di guida a volte mi sono dovuto adattare alla macchina. Con Sébastian mi sono trovato in una situazione particolare perché lo seguivo da piccolo e ritrovarmelo in squadra è stata una cosa unica. Yvan mi ha insegnato il suo modo di lavorare con grande professionalità all'interno del team."

Coi tuoi compagni di squadra hai un rapporto di amicizia anche fuori dalla pista?
"Il rapporto è buonissimo e di grande rispetto, ma fuori non ne abbiamo di particolari. L'amicizia fra piloti comunque è molto difficile da creare, io ho grandi amici nel mondo delle corse, ma sono tutti ragazzi con cui non ho mai dovuto combattere nello stesso campionato o squadra. Quando ti trovi a lottare per un unico obiettivo è dura poter avere anche una grande amicizia, la rivalità prende sempre il sopravvento."

Che sensazioni hai provato nel tenerti dietro nomi illustri come quelli dei tuoi compagni di squadra o di Tarquini?
"Aver vinto il campionato contro due compagni di squadra come Yvan e Séb è stato qualcosa di speciale, ma se ci sono riuscito è stato grazie al team."

Com'è stato correre in Argentina? Che ricordi hai di quell'evento?
"Un ricordo bellissimo, quasi 40mila persone che cantavano l'inno nazionale sotto al podio, è stato unico. Penso che quella gara sia stata importante anche per il campionato; lì sono arrivato che avevo 29 punti di vantaggio e vincendo entrambi i round ho dato la svolta e lasciato Yvan più indietro. Poi naturalmente c'è Suzuka, dove ho vinto il Titolo, ma quella è stata un'altra sensazione."

Come ci si sveglia la mattina sapendo che sei Campione del Mondo?
"Yvan mi ha sempre detto che si svegliava come tutti gli altri giorni, ma lui è un tipo particolare! Io apro gli occhi e vedo la Coppa del Mondo lì davanti, è una sensazione unica ed incredibile."

Chi ti fa più paura quest'anno? I tuoi compagni di squadra o altri?
"Séb e Yvan saranno sicuramente pronti a darmi battaglia, ma anche gli altri hanno lavorato molto e debbono riscattarsi. Sarà molto interessante vedere come saremo messi alla prima gara."

Come affronterai la gara sul Nordschleife?
"Sarà un weekend diverso rispetto al solito. Qualcuno conosce già questa pista, come ad esempio Tarquini, Coronel, Huff e anche Muller. Mi allenerò al simulatore poi faremo un test ad aprile. Penso che in una pista così sarà dura arrivare preparati al 100% perché ogni curva e ogni sezione è diversa; praticamente è grande 7 o 8 volte in più rispetto ad un tracciato qualsiasi e le condizioni meteo saranno particolari. Sarà tutto diverso, anche la preparazione della vettura, ogni curva richiederebbe assetti dedicati e dovremo trovare una via di mezzo, quindi cose diverse rispetto ad una pista normale."

Le altre gare nuove in calendario pensi possano influire sull'esito del campionato?
"Sicuramente sì perché sono tutte particolari. Oltre al Nordschleife abbiamo anche Vila Real, che non conosco e mi dicono essere bella. L'anno scorso sono riuscito a vincere su tracciati che mai avevo visto, proseguiremo il lavoro nello stesso modo anche per questa stagione."

Lo scorso anno hai dominato per la tua bravura indiscutibile, ma anche perché l'auto era molto forte. Come si lavora durante l'inverno per provare a migliorare un mezzo così competitivo?
"E' molto difficile migliorare una macchina nata così bene, ma in inverno lo sviluppo è proseguito e si proverà a guadagnare altri decimi. Nel 2014 abbiamo sofferto un po' nelle piste lente e tortuose come Pechino, dove serve più trazione, lavoreremo su quello."

Tu dove ti senti di poter o dover migliorare?
"Anche qui è difficile migliorare qualcosa che è stato perfetto, continuerò a lavorare nello stesso modo. L'anno scorso sono riuscito a risolvere alcuni problemi dovuti al fatto che ero debuttante, ma quest'anno conosco già l'ambiente e la vettura. Nel 2014 non conoscevo nemmeno alcuni circuiti e avevo poche prove alle spalle."

A differenza di altri tuoi colleghi, tu ti sei formato in altre categorie diverse rispetto al turismo; in futuro pensi di andare a correre altrove, tipo a Le Mans?
"Oggi sto benissimo e mi va bene così. Le Mans mi è sempre piaciuta un sacco, ma naturalmente ogni esperienza futura andrà valutata in base agli impegni. Certamente ci penserei se me lo proponessero."

Ti manca la F1? Che differenze ci sono negli ambienti?
"Oggi no, sinceramente. Sono stati anni bellissimi per me, mi hanno dato tanto, anche se poi non sono riuscito a correrci realmente. La vittoria nel WTCC in un team fantastico ti aiuta a "dimenticare" altre realtà. Il Mondo della F1 è particolare, nel paddock respiri la tensione e non vedi amicizia tra piloti e team, mentre qua ognuno è disponibile, anche se fai parte di altre squadre. E' una grande famiglia il WTCC, non c'è paragone con la F1 sotto questo aspetto."

 

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