Rinaldi: "Mi criticano? Lo fanno anche con Rossi e Marquez"

Michael Ruben Rinaldi trionfa in Gara 1 e spegne le critiche che gli sono state mosse dopo un avvio di stagione non brillante. Il romagnolo però vince sulla pista di casa davanti al suo pubblico e con la tuta ufficiale per la prima volta, battendo anche i più favoriti.

Rinaldi: "Mi criticano? Lo fanno anche con Rossi e Marquez"

La vittoria è sempre una grande soddisfazione, ma per Michael Ruben Rinaldi il trionfo odierno ha un sapore ancora più speciale. Il romagnolo ha trovato la sua seconda affermazione mondiale sulla pista di casa, per la prima volta trionfando davanti al suo pubblico e con i colori ufficiali Ducati. Sul tracciato di Misano, Rinaldi concretizza il potenziale mostrato già nella giornata di ieri e vola avendo la meglio anche sul grande favorito Jonathan Rea, poi terzo al traguardo.

Il successo arriva dopo un avvio di stagione difficile, in cui è stato spesso messo in dubbio e criticato. Ma Rinaldi ha risposto con il successo odierno, un dominio incredibile in cui ha mostrato di averne davvero più dei rivali: “Devo ancora metabolizzare questa cosa, ma non potevo chiedere di meglio. Avevo il passo e pensavo di andare anche più veloce, ma poi Jonathan ha commesso un errore, ho guadagnato quattro secondi e ho provato a mantenere un buon passo senza spingere troppo per mantenere il gap. Sono davvero felice, perché è la mia gara di casa e questa vittoria arriva dopo un inizio di stagione difficile. Su di me c’era molta pressione anche da parte dei media, dei social. La gente critica Rossi e Marquez, chi sono io per non ricevere alcuna critica. Ho solo provato a rimanere concentrato per fare una buona gara qui”.

“Questa è una vittoria completamente diversa da quella dell’anno scorso – afferma Rinaldi in riferimento al successo in Gara 1 – perché quando indossi questa tuta devi vincere per forza. Sicuramente è fantastico, ma deve diventare una cosa normale. Voglio dire una cosa: ho fatto il volo di ritorno dall’Estoril con l’elettronico di Rea e abbiamo parlato. Gli ho detto che volevo vincere quando Johnny era in pista, perché lui è veloce e se vinci senza di lui non è la stessa cosa. È bello vincere con lui in pista. Il fatto che lui mi fosse vicino mi ha aiutato a rimanere concentrato, perché io sotto pressione vado meglio. Negli ultimi nove giri mi sono detto di non pensare a niente, solo a spingere ma al 90%, perché avevo comunque un buon margine. Ma mentalmente questi ultimi nove giri sono stati difficili”.

L’ampio margine con cui Rinaldi ha vinto Gara 1 è stato anche frutto dell’errore di Jonathan Rea, autore di un salvataggio alla Marc Marquez mentre era alle costole del pilota Ducati. Eppure la pressione del campione in carica ha aiutato Rinaldi a tenere un passo inarrivabile: “Onestamente, io ho provato a fare il mio passo e quando l’ho visto vicino mi sono detto ‘devo spingere, perché se spingo magari fa un errore e non devo lottare con lui all’ultimo giro’. Perché lottare con lui all’ultimo giro è davvero difficile. Quindi ho provato ad usare una buona strategia che alla fine ha funzionato. Mi hanno detto che ha fatto un salvataggio impossibile, ma lui è un gran talento, quindi gli faccio tanti complimenti. Li faccio anche a Toprak, che era molto forte all’inizio, ma io poi ho fatto il mio passo”.

Dunque, con il trionfo di oggi Rinaldi ha dimostrato di essere la scelta giusta di Ducati: “Onestamente credo che faccio del mio meglio, se oggi avessi finito quinto e mi fossi guardato allo specchio, sarei stato contento di me stesso perché sarebbe stato il meglio che potevo fare. Ovviamente la gente non sarebbe stata contenta, ma devo essere contento io prima di tutto. Quando sei soddisfatto di te stesso, segui i tuoi obiettivi, va bene. Perché anche nelle gare negative, nessuno può credere in te quanto te stesso, è il tuo sogno, non quello degli altri. La perfezione non esiste, noi oggi eravamo vicini a quel feeling. Forse per domani cerchiamo qualcosa di più per la fine della gara, ma non è così male in realtà. Abbiamo un bel team, una buona moto e possiamo fare un buon lavoro”.

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