Morte Hayden: chiesto il rinvio a giudizio per chi lo ha investito

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Morte Hayden: chiesto il rinvio a giudizio per chi lo ha investito
Giacomo Rauli
Di: Giacomo Rauli
15 dic 2017, 11:32

Dopo la deposizione della perizia dell'incidente, il capo d'imputazione per il 30enne di Morciano è omicidio stradale. A decidere sull'effettiva responsabilità sarà il GIP.

Il luogo dell'incidente di Nicky Hayden
Il luogo dell'incidente di Nicky Hayden
Il luogo dell'incidente di Nicky Hayden
Nicky Hayden
Il luogo dell'incidente di Nicky Hayden
Nicky Hayden, Honda World Superbike Team
Nicky Hayden, Honda World Superbike Team
Il terzo classificato Nicky Hayden, Honda World Superbike Team

Il processo riguardante l'incidente nei pressi dell'Autodromo Marco Simoncelli di Misano Adriaticoo che lo scorso 17 maggio ha di fatto provocato la morte del campione del mondo 2006 della MotoGP, Nicky Hayden, si arricchisce di un nuovo capitolo.

La Procura della Repubblica ha infatti chiesto il rinvio a giudizio - con annessa accusa di omicidio stradale - per il ragazzo di Morciano che ha investito l'ex pilota del team Honda Red Bull World Superbike mentre era intento ad allenarsi sulla sua bicicletta da corsa.

Questa richiesta è stata firmata da chi ha seguito l'inchiesta, ossia il sostituto procuratore Paolo Gengarelli, ed è arrivata dopo il deposito da parte di tre periti (per i famigliari di Hayden l'ingegner Francesco Del Cesca; per la Procura di Rimini il perito industriale Orlando Omicini, ex agente della polizia Stradale ed esperto nella ricostruzione dei sinistri; per la difesa l'ingegner Alfonso Micucci, docente all'Università di Bologna) dei documenti sulla ricostruzione dell'incidente mortale del 17 maggio scorso avvenuto all'incrocio tra Via Ca' Raffaelli e Via Tavoleto.

Stando a quanto emerso dai documenti della perizia, il ragazzo, al volante di una Peugeot 206 CC, stava procedendo a una velocità di poco superiore ai 70 Km/h, mentre il limite imposto era di 50 Km/h. Nicky, invece, era in sella alla sua bici da corsa e non avrebbe rispettato lo stop in uscita da via Ca' Raffaelli, procedendo a una velocità stimata attorno ai 20 Km/h.

Stando a questa ricostruzione, ci sarebbe dunque un concorso di colpa nell'incidente. Il 30enne di Morciano avrebbe il 30% di responsabilità nel sinistro stradale che è costato la vita al pilota nativo del Kentucky.

Stando a quanto affermato da pubblico ministero, se l'auto avesse rispettato i limiti di 50 Km/h "Sia reagendo e frenando, sia continuando a velocità costante, l'incidente sarebbe stato interamente evitato" e Hayden non sarebbe morto. A decidere sull'effettiva responsabilità del 30enne riguardo l'accusa di omicidio stradale sarà il Giudice per le indagini preliminari.

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