Lavilla: “Nel 2021 vorremmo 13 round, ma dipende dal Covid”

Gregorio Lavilla, Direttore Esecutivo del mondiale Superbike, parla del calendario 2021, rivelando di non avere ancora un calendario definito. L’idea è di arrivare ad avere 13 round, ma tutto dipenderà dall’evoluzione della pandemia che ha colpito il mondo e che ancora non lascia margine di manovra.

Lavilla: “Nel 2021 vorremmo 13 round, ma dipende dal Covid”

Il Mondiale Superbike ha archiviato la stagione 2020 poco meno di un mese fa, ma il lavoro non si ferma e si pensa al 2021. La speranza è che la prossima stagione possa vedere un ritorno alla normalità, ma la situazione attuale non permette di fare piani a lungo termine ed il campionato non ha ancora reso noto il calendario del prossimo anno. A spiegare come ci si sta muovendo per stilare un elenco di gare è Gregorio Lavilla, Direttore Esecutivo del Mondiale Superbike.

A worldsbk.com, Lavilla rivela i piani, che prevedono in linea generale dagli 11 ai 13 round: “In merito al calendario, avendo analizzato attentamente e nel dettaglio la situazione, il programma 2021 sarà legato alla situazione del COVID-19. Abbiamo bisogno di pianificare con un po’ più di anticipo le gare non europee in modo da inviare i materiali corretti e di organizzare gli aerei cargo. In generale per tutti i Round, considerando la pandemia e le situazioni economiche, per alcune organizzazioni non è semplice prendere decisioni immediate. Il nostro obiettivo comunque è avere in tutto da 11 a 13 Round, con nove o dieci di questi in Europa e due o tre non europei”.

Il calendario 2021 prevede inoltre l’ingresso di tre piste nuove, anche se Lavilla non si sbilancia: “Quello che posso dire è che stiamo lavorando per introdurre tre circuiti inediti, ma al momento non posso dire quali siano. In Australia si correrà alla fine dell’anno in modo da analizzare la situazione in quel periodo; di sicuro ora sarebbe molto rischioso decidere e impegnarsi per andare lì nel mese di febbraio. Siamo al lavoro per calendarizzare in primo luogo tutti i nostri Round europei, partendo ad aprile e arrivando alla prima settimana di ottobre. Se per quel periodo la situazione sarà buona, potremo correre in Argentina, in Australia ed in Medio Oriente, ma su quest'ultimo ci stiamo lavorando. Penso che per luglio o agosto lo sapremo, dato che dobbiamo aspettare un po’ per vedere come sarà la situazione in quel periodo”.

Non sarà importante solamente il calendario, ma anche la gestione dell’emergenza all’interno del paddock, in modo da garantire la sicurezza: “Sono consapevole di ciò che serve, queste cose saranno decise dai governi di ogni Paese e non internamente. Ciò che prevedo è che dobbiamo separare due aspetti: il pubblico sulle tribune per cui secondo me è facile raggiungere un accordo mentre l’altro punto chiave è l’interazione tra gli sponsor e gli appassionati al’interno del paddock. Dipenderà dalle varie restrizioni in termini di presenze e cosa ci riserverà il futuro per ciò che concerne i viaggi tra i vari Paesi. Un altro aspetto sono i tipi di test che potrebbero essere necessari per gli spostamenti, possibili solo con un test negativo. Il test antigenico è più rapido ed economico rispetto al PCR che richiede un giorno di attesa. Stiamo predisponendo un piano per tutte queste eventualità e una volta che avremo le informazioni poi potremo fare la scelta giusta”.  

Il 2021 è ancora avvolto nell’incertezza, ma ciò che è certo è che il nuovo regolamento del mondiale Supersport di cui si sta parlando non sarà immediato: “In Supersport questo probabilmente è il sesto anno in cui parliamo con le Case riguardo al futuro per capire se produrranno nuovi modelli e nuove moto in questa categoria. Prendiamo sempre in considerazione nuove modalità per migliorare le gare e incrementare l’esposizione dei diversi costruttori. Abbiamo iniziato ad analizzare alcune opzioni per il futuro. Sarebbe una bella sfida perche in teoria non manca il potenziale per modelli diversi con caratteristiche diverse. Lo abbiamo proposto con la FIM e anche se vogliono prendersi del tempo per ragionarci a fondo, condividono quest’ottica; ci stiamo lavorando ma non riguarderà il 2021. Se tutte le parti saranno contenti delle proposte, allora nel 2021 andremo a definire delle linee guida”.

Jonathan Rea domina il campionato da ormai sei anni, ma l’appeal del mondiale sembra non essere scalfito dall’egemonia del pilota Kawasaki. Secondo Lavilla infatti, i cambiamenti effettuati stanno portando frutto: “Quando correvo sono stato fortunato a far parte del mondiale poiché era un periodo in cui stava acquisendo grande popolarità in alcuni Paesi. Ora stiamo tornando a un periodo simile. A causa della crisi finanziaria del 2008 c'è stato un passo indietro in tutto e l’obiettivo era migliorare il formato della competitività e l’accessibilità in modo da permettere a tutti di ridurre i costi e di recuperare la partecipazione dei vari costruttori. Ora abbiamo un fornitore unico di pneumatici che è Pirelli, oltre ai limiti nelle sospensioni e nei freni e così via. Questo è un ottimo periodo per essere un pilota di un team Independente dato che se hai delle parti valide puoi lottare per le prime posizioni senza aver bisogno di essere un pilota ufficiale. Oggi i team Indipendenti vincono grazie a questi cambiamenti che abbiamo introdotto nel 2013”.

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