Donington, Libere 2: Rea ancora in vetta, le Ducati inseguono

Velocissimo sul giro secco come nel passo gara, l’iridato sembra accusare un po’ di pressione. In casa Ducati c’è da lavorare per provare a chiudere il gap. Leon Haslam si inserisce tra i “big four” con una prova maiuscola.

Donington, Libere 2: Rea ancora in vetta, le Ducati inseguono
La moto di Nicky Hayden, Honda World Superbike Team
Chaz Davies, Ducati Team
Tom Sykes, Kawasaki Racing
Alex Lowes, Pata Yamaha
Stefan Bradl, Honda World Superbike Team
Marco Melandri, Ducati Team
Eugene Laverty, Milwaukee Aprilia
Lorenzo Savadori, Milwaukee Aprilia

Anche nella FP2 Jonathan Rea continua a dettare legge confermandosi il più veloce anche se è riuscito a limare di soli pochi centesimi il tempo fatto nella mattinata. Ma come nella prima sessione, il due volte campione del mondo non è stato immune da errori.

Raramente lo si era visto guidare così “sporco”, approssimativo nell’impostare le staccate, con una frenesia che è difficilmente spiegabile se non con la tensione di chi vuole vincere a tutti i costi la gara di casa. Eppure Rea ha mostrato di essere al momento il più forte. Quando Tom Sykes gli si è avvicinato lo ha rimesso subito al suo posto; quando ha provato una mini simulazione gara, il suo passo, sull’1’28”2/3 è stato impressionante.

Il dato positivo per i suoi avversari, che in questo momento pagano dazio, è che forse il portacolori della Kawasaki non ha metabolizzato a sufficienza di essere il più forte. Detto di Sykes, che comunque ha continuato a girare su tempi ottimi, da casa Ducati non sono arrivati quei miglioramenti che ci si aspettava.

Marco Melandri, unico dei big, non è riuscito ad abbassare il tempo della mattina, Chaz Davies gli si è avvicinato, ma entrambi non hanno mostrato quella continuità di prestazioni per pensare di contrastare al momento la marea verde. Ovviamente c’è ancora tempo per recuperare ma il fatto che comunque Leon Haslam sia riuscito a mettere le ruote davanti al duo Ducati non può non suonare come un campanello d’allarme.

Dopo la prestazione incolore della FP1, Alex Lowes si è ricordato dei proclami della vigilia, ristabilendo le gerarchie in casa Yamaha, anche se per soli tre centesimi, nei confronti di Michael van der Mark. L’olandese si è dato una bella calmata, anche perché non sempre le cadute possono finire bene come gli è successo due volte nella FP1, cercando di non strafare per non compromettere quanto di buono comunque ha fatto vedere.

Non si è migliorato neanche Lorenzo Savadori, ma l’ottimo tempo della mattina gli ha permesso di non farsi inghiottire da chi ha tentato negli ultimi giri di non finire nella Superpole 1. Cosa che sono riusciti a fare anche Leon Camier (MV) e Leandro Mercado (Aprilia).

Fuori dai dieci invece Eugene Laverty (Aprilia), davvero un bel passo indietro per il pilota irlandese, ma soprattutto Xavi Fores (Ducati), che anche nella FP2 non ha trovato le contromisure per rimediare ad una mancanza di competitività davvero non preventivabile.

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