Bautista: "La Ducati V4 ha potenziale, ma è ancora acerba. Manca tanto per sfruttarlo tutto"

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04 feb 2019, 20:02

Alvaro è stato presentato come pilota ufficiale Ducati Superbike oggi a Bergamo. "Io e Chaz formeremo una grande squadra. Non so cosa aspettarmi nella prima gara a Phillip Island", ha aggiunto.

Alvaro Bautista è arrivato al tendone preparato nel parcheggio dell'avveniristica sede di Aruba.it a Ponte San Pietro (Bergamo) in punta di piedi, ma con una grande voglia di immergersi nella sua nuova avventura professionale e sportiva. Il pilota spagnolo è stato presentato oggi dal team Ducati Superbike come nuovo pilota titolare, che da quest'anno prenderà il posto che nelle ultime due stagioni è stato di Marco Melandri.

I suoi occhi azzurri e il suo viso sbarbato di fresco lo fanno sembrare un ragazzino alle prime armi, invece Bautista sa il fatto suo e ha alle spalle un bagaglio d'esperienza e un palmarés di tutto rispetto. Arriva al momento giusto in Ducati, con il team di Borgo Panigale intento a riportare a Bologna i titoli Superbike che mancano ormai dal lontano 2011.

Su Alvaro, Ducati punta tanto. E' lui infatti il maggior investimento della squadra – Panigale V4 R esclusa – per cercare di contrastare il dominio del binomio Rea-Kawasaki che dura ormai da 4 stagioni consecutive. Lo spagnolo si è presentato sul palco con grande umiltà, con la consapevolezza che nelle prossime settimane sarà chiamato a lavorare sodo con il team per cercare di svezzare nel minor tempo possibile la nuova nata di Borgo Panigale, la V4 R, per provare subito a renderla vincente.

Terminata la presentazione, Bautista si è concesso ai microfoni della stampa presente all'evento Ducati – tra cui Motorsport.com – e ha parlato dei suoi primi mesi da pilota ufficiale Ducati Superbike, ma anche delle aspettative che il team ripone su di lui e sulla V4.

Alvaro, come ti sembra la tua nuova arma?
"La livrea della moto è molto bella, perché ha dei colori molto accesi. L'importante però è che vada molto bene in pista. Alla fine il disegno è solo estetica. L'importante è il potenziale della moto. Come ho detto la V4 è una moto molto giovane, ma penso che sia nata bene. Il potenziale della moto sembra abbastanza alto. E' chiaro che mancano delle cose per farla arrivare al suo massimo potenziale, così come mancano anche a me, perché devo migliorare nel pilotare una Superbike, capire bene al 100% come funzionano le gomme, insomma, mancano ancora tante cose da fare ma penso che siamo sulla strada giusta".

Ai test di Portimao ti eri dato degli obiettivi? Avevi aspettative sulla Panigale V4?
"Nei test fatti sono andato senza particolari aspettative. Volevo provare la moto e non avevo mai provato una Superbike. Volevo avere le prime sensazioni per capire come potesse essere. La cosa che mi ha sorpreso di più è che la V4 è molto diversa dalla MotoGP, lo sono tutte le Superbike, ma i tempi non sono poi così distanti. E' chiaro che non sono ancora al 100% e devo migliorare, ma ora arriva la parte difficile, perché è proprio l'ultimo gradino quello difficile da fare. Arrivare a un certo livello è tra virgolette facile, poi però è molto più difficile fare il passo successivo. Ora manca la parte difficile, ma sono certo che con più tempo riusciremo a farcela".

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Prima di iniziare il Mondiale, avrete ancora i test che si svolgeranno a Phillip Island. Avete in programma di provare novità o lavorerete per essere pronti per il weekend di gara?
"Nei test che faremo a Phillip Island, quelli prima dell'avvio del Mondiale, avremo qualcosa da provare, Non saranno cose importantissime, però penso che useremo i due giorni per prendere i riferimenti della pista e lavorare sull'assetto per la gara. Ci concentreremo soprattutto per arrivare pronti alla gara. Non saranno test finalizzati allo sviluppo della moto".

Puoi fare un confronto tra le Michelin che usavi in MotoGP e le Pirelli che ha iniziato a provare per la Superbike?
"Con le Pirelli, rispetto alle Michelin, senti di più quello che sta succedendo. Specialmente all'anteriore, perché con la MotoGP senti stabilità e grip, ma con queste gomme senti meglio dov'è il limite, senti quando sta arrivando il limite. Sono riuscito a fare tanti salvataggi nei test perché sono gomme sincere e senti bene quando sta per capitare qualcosa e perdi aderenza. Così puoi fare le dovute correzioni in tempo. Queste gomme ti permettono di fare più errori perché sono più sincere. Capisci veramente se sei al limite o se lo hai passato. Puoi davvero avere alte possibilità di salvarti da una caduta".

Una delle differenze tecniche tra MotoGP e Superbike sono i freni. Come ti sei trovato con quelli della Panigale?
"Non mi aspettavo che i freni delle Superbike frenassero così bene. E' chiaro che quelli in carbonio della MotoGP sono più potenti e più stabili, nel senso che sono leggermente più morbidi e ti permettono di avere una frenata più stabile. Questi freni sono più aggressivi, perché una volta che pinzi la leva del freno, questi hanno una reazione molto forte sul disco e sono più aggressivi. Il carbonio invece permette di fare frenate un po' più dolci e rende la moto meno nervosa in staccata".

Per te iniziare la stagione a Phillip Island potrà essere un aiuto?
"Sono contento di iniziare il Mondiale a Phillip Island, perché è meglio iniziare su una pista che conosco rispetto a una che non ho mai visto, ad esempio Portimao su cui abbiamo fatto i test la settimana scorsa. Inoltre a Phillip Island ho un bel ricordo dell'anno scorso perché ero andato bene con una moto del team ufficiale Ducati in MotoGP. Almeno avrò qualcosa a mio favore all'avvio del Mondiale Superbike 2019".

Cosa ti aspetti dalla tua prima gara in Superbike?
"Questa sarà una storia completamente diversa dall'anno scorso. Avrò un'altra moto, altri avversari, altre situazioni. Dovrò capire e interpretare bene la situazione che troverò in Australia. E' chiaro che è una pista che mi piace, ma dobbiamo vedere cosa potremo fare data la nostra situazione iniziale".

Sei riuscito a farti un'idea del potenziale di Rea e della Kawasaki ZX-10RR 2019?
"Purtroppo di Rea e della Kawasaki non ho avuto modo di capire molto perché li ho incrociati appena un paio di volte in pista e lui, in entrambe le occasioni, ha chiuso il gas. Probabilmente per evitare che io potessi capire qualcosa del suo stile di guida e di come funziona la Ninja ZX.10RR 2019. Però spero di avere l'opportunità in Australia di poterlo studiare meglio".

Della Panigale V4 cosa puoi dirci?
"La moto ha un potenziale molto buono, ma ora è troppo acerba. Dovremo vedere come si adatterà alla pista australiana di Phillip Island e vediamo. Non so proprio cosa dire riguardo le nostre eventuali possibilità di vincere subito già a Phillip Island".

La Panigale sarà dotata delle alette. Tu le hai già avute in MotoGP. Come giudichi il loro funzionamento sulla V4?
"Purtroppo non ho provato la moto senza alette. Posso dire che quando le avevamo a disposizione in MotoGP la moto era molto più stabile, specialmente in uscita dalle curve lunghe diventava più stabile e aveva più grip all'anteriore. Immagino che anche sulla V4 R l'effetto sia il medesimo".

Prima di provare la V4 ti eri già confrontato con Davies? Che rapporto avete?
"Prima dei test non avevo parlato con Chaz della moto. Dopo invece gli avevo chiesto una comparazione tra la V2 e la V4. Mi ha detto che sono completamente diverse, infatti lui dovrà cambiare un po' il suo stile di guida. Io sono abituato alla MotoGP e non ho trovato una differenza così grande. Quello che ho potuto constatare subito è che con la V4 ho meno potenza rispetto alla MotoGP, invece Chaz mi ha detto che è parecchia. Per me è troppo poca! Però chiaro, veniamo da 2 categorie molto diverse e per me è davvero buono avere un pilota così forte e con tanta esperienza come compagno di squadra. Io potrò portare la mia esperienza con i motori desmo. Secondo me possiamo davvero creare una grande squadra, lui e io".

A Phillip Island ti immergerai in una nuova avventura e vivrai in un nuovo paddock? Che aspettative hai a riguardo?
"Mi hanno detto che il mondo della Superbike, il Paddock della SBK è completamente diverso da quello della MotoGP. Fortunatamente mi hanno detto che è meglio rispetto a quello della MotoGP. E' più tranquillo, più famigliare, un po' com'era tanti anni fa quando correvo io in 125. Allora era più amichevole, ora mi pare che ci siano troppi interessi. Sta cambiando un po'. Ma io sono contento, perché mi hanno detto che quello della Superbike è differente. Un paddock 'vecchia maniera'!".

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Autore Giacomo Rauli