"A Monza nessuno è caduto per colpa delle bolle"

Il direttore tecnico Beghella Bartoli prova a difendersi dalle accuse ricevute nelle ultime settimane

Giorgio Beghella Bartoli, prossimo a diventare ex direttore tecnico dell'autodromo di Monza, non ha intenzione di rimanere in silenzio di fronte alle pesanti accuse che gli sono state rivolte in seguito alle indagini che hanno seguito il weekend del Mondiale Superbike. Insieme al direttore Enrico Ferrari, Beghella Bartoli è accusato di non aver segnalato la presenza di bolle sull'asfalto della curva Parabolica, probabilmente dovute a problemi di drenaggio, che avrebbero anche provocato diverse cadute. Una situazione che è costata anche l'omologazione FIM all'impianto brianzolo. Il 63enne però ha concesso un'intervista alla Gazzetta dello Sport per spiegare che le cose non starebbero esattamente così. "Perché avrei dovuto rendere la cosa pubblica? Guardi che non c’era alcun problema di sicurezza. Lo sa che un anno abbiamo rifatto per tre notti di fila l’asfalto della prima variante in occasione della Superbike, perché non resisteva? Ci fosse stato qualche pericolo, sarei stato il primo a segnalarlo. La sicurezza dei piloti è sempre stata la priorità" ha spiegato Beghella Bartoli. Poi ha voluto chiarire una volta per tutte la questione bolle: "Cinquanta? Erano due il giovedì, altrettante il venerdì e zero il sabato e la domenica. E solo la sera perché emergevano quando la temperatura si abbassava. Non è escluso che il numero sia aumentato con l’esplosione del caldo ma alla gara Sbk nessuno è caduto per le bolle. C’erano i tecnici della federazione internazionale che ogni giorno ispezionavano il tracciato e non si sono accorti di nulla, non saranno mica deficienti, no? Sa quanto si era alzato l’asfalto nella zona delle bolle? Di due millimetri, quando il limite consentito dal regolamento tecnico della FIA e della FIM è di quattro". Per questo Beghella Bartoli è pronto ad andare fino in fondo con chi lo ha attaccato. Ed il dito è puntato contro Paolo Guaitamacchi, presidente della SIAS: "Sapeva da tempo di essere in bilico e quindi ha fatto di tutto per mettere in difficoltà Valli e l’Ac Milano, facendosi passare come il cavalliere senza macchia e che viene cacciato perché intende fare pulizia. Lo porterò in tribunale, chiederò i danni a lui e alla Sias".

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