Nandan: "La Hyundai non potrà vincere subito"

Il team principal non insegue la Vw: il monegasco sta costruendo una struttura tutta nuova

Nandan:
Per il suo grande ritorno nel mondo del motorsport la Hyundai ha deciso di puntare tutto su un uomo esperto del mondo del motorsport ed in particolare del Mondiale Rally. La guida del programma con la i20 WRC è stata infatti affidata a Michel Nandan, 54enne monegasco che in passato ha legato il suo nome a quelli della Peugeot, ma anche della Toyota e della Opel. Il suo capolavoro è stata sicuramente la 206 WRC, vettura capace di conquistare due titoli piloti e tre costruttori, anche se nella sua carriera c'è anche qualche neo come la mai particolarmente brillante Suzuki SX4 WRC. La differenza rispetto al passato è che in questa nuova avventura, con il ruolo di team principal, non si dovrà occupare solamente della progettazione e delle sviluppo della vettura, ma anche della creazione e della gestione della squadra. Non bisogna dimenticare, infatti, che la Casa coreana si appresta a tornare nel mondo delle corse dopo una decade di assenza, quindi il reparto corse sta tornando a prendere vita da zero. Nessuno meglio di Nandan, dunque, ci poteva raccontare come procedono i lavori e lo abbiamo incontrato al Salone di Ginevra, in occasione della presentazione del secondo step della i20 WRC. Perchè la Hyundai ha scelto i rally per rientrare nelle competizioni a livello Mondiale dopo lo stop del 2003? "La volontà più generale era di tornare nel motorsport e dimostrare la qualità superiore delle auto che vengono prodotte oggi, che sono anche più sportive. La decisione di base è stata quindi quella di allestire un reparto motorsport, quella di ripartire dal WRC è stata solo una conseguenza, perchè si tratta di uno dei campionati che permette di avere un forte legame con le vetture di serie. C'erano stati anche diversi rumors legati ad un possibile ingresso in Formula 1, ma la scelta dei rally è stata assolutamente strategica, perchè potrà consentire anche di trasferire tecnologia direttamente dalle corse alla strada". Perchè è stata scelta una base in Germania, ad Alzenau, per dare vita al reparto corse? "Anche questa è stata una scelta logica, perchè la Huyndai Europe ha sede in Germania, vicino a Francoforte. Inoltre sono lì anche il reparto design ed il centro ricerca e sviluppo. Essendo la maggior parte delle gare in Europa, è logico avere una base in Europa e lo è anche averla vicino alla sede europea del marchio. Alzenau semplicemente ci sembrava l'alternativa migliore tra le opzioni con queste caratteristiche che abbiamo vagliato". Quante persone sono coinvolte nel progetto? "Per il momento siamo ancora in una fase di costruzione del team e dell'azienda e siamo circa 25 persone. In futuro però contiamo di arrivare ad essere un centinaio quando inizieremo a correre nel Mondiale". Quali sono le novità principali della i20 WRC che avete portato qui a Ginevra rispetto a quella che si era vista a Parigi? "La versione di Parigi era il prototipo di base sviluppato in Corea. Questa scocca arriva dall'India (dove Huyndai produce la i20 3 porte, che da settembre 2013 diventerà "tutta europea" visto la costruzione passerà in Turchia, dove oggi viene già prodotta la i20 5p ndr) ma, da settembre 2013, nell’ottica del “tutto made in Europe”, la produzione della i20 3 porte passerà in Turchia, dove oggi viene già prodotta la i20 5p., ma presenta diverse evoluzioni rispetto alla prima versione. Come si può vedere dall'esterno, ci sono diverse migliorie a livello di carrozzeria e di aerodinamica. Ma anche sulle sospensioni e sul motore ci sono degli aggiornamenti importanti. Possiamo dire che si tratta della normale evoluzione del primo prototipo. Ora in Europa abbiamo iniziato a lavorare sul prossimo step, che sarà più o meno la vettura con cui correremo l'anno prossimo". Quali saranno i prossimi passi dello sviluppo? E il debutto in gara della i20 WRC per quando è stato fissato? "I nostri sforzi sono orientati verso il completamento di questo terzo step della i20 WRC, in modo tale da iniziare i test il prima possibile. Per il 2013 infatti il nostro programma non prevede solo l'allestimento della squadra e della vettura, ma anche l'inizio dei collaudi. Per il debutto in gara comunque bisognerà aspettare il 2014, quando saremo appunto al via nel Mondiale". Per costruire una squadra competitiva servono anche dei piloti veloci, avete già pensato a qualcuno? "E' ovvio che abbiamo pensato a qualche nome, ma è ancora un po' presto per prendere una decisione. La nostra preoccupazione in questo momento è quella di costruire un team ed una struttura che funzionino per poter iniziare il prima possibile i test. Solo in una fase successiva penseremo alla scelta dei piloti. Diciamo che se ne potrà parlare verso la metà del 2013". Essendoci un regolamento simile per quanto riguarda i motori, per il futuro potreste prendere in considerazione una partecipazione al WTCC, magari con un team clienti? "Per il momento dobbiamo concentrare tutti i nostri sforzi sul nostro obiettivo primario, che è quello di partecipare al WRC, quindi non pensiamo ad altre cose". Per inciso, il motore global engine della i20 WRC è un “trapianto” che arriva dalla Veloster Turbo la sportiva che Hyundai lancerà anche in Italia a fine aprile. Per lei personalmente cosa rappresenta questa nuova avventura? "Per me è molto interessante, perchè parliamo di un progetto completo, non si tratta solo di realizzare una macchina. Anzi, forse da questo punto di vista è tutto un pizzico più facile, visto che dovremo lavorare su una base già esistente. L'aspetto interessante è di costruire un team completamente nuovo, facendolo da zero e con l'obiettivo di partecipare al Campionato Mondiale". Le corse sono ancora un banco di prova importante per la tecnologia che poi viene applicata alla produzione? "Al giorno d'oggi credo che sia un po' diverso rispetto al passato, perchè siamo soggetti alle restrizioni dei regolamenti FIA. A livello tecnologico probabilmente una macchina da rally è meno sofisticata rispetto ad una vettura stradale, perchè praticamente sulle WRC non c'è più elettronica. A livello di motore invece, con l'iniezione diretta ed il turbo ci sono alcune cose che si possono trasmettere alla produzione, soprattutto a livello di combustione. E' sicuramente importante però quello che si può fare a livello di immagine del modello". La Volkswagen ha vinto dopo appena due gare contro una Citroen che sembrava imbattibile: anche voi avete obiettivi così ambiziosi? "Credo che sia una situazione diversa. Non bisogna fare paragoni tra la Volkswagen e la Hyundai. Loro hanno un reparto motorsport che esiste da anni e avevano già un team presente sui campi di gara (con le Skoda Fabia S2000, ndr). Sono entrati nel WRC con l'obiettivo di vincere da subito e per farlo hanno realizzato la vettura e l'hanno provata per oltre un anno mezzo. Dunque, quando sono arrivati nel Mondiale avevano già una macchina ed un team praticamente pronti. Con questo non voglio dire che sia logico che abbiano vinto subito, ma che è logico che abbiano avuto subito delle prestazioni importanti. Il nostro discorso è diverso, perchè partiamo da più lontano: c'è da costruire un team da zero, costruire una struttura e nello stesso tempo sviluppare la vettura. Detto questo, non possiamo pretendere di arrivare ed essere subito vincenti. Il 2014 sarà una sorta di banco di prova, che ci servirà per valutare il nostro potenziale a livello di squadra e di mezzo, un discorso completamente diverso da quello impostato dalla Volkswagen".

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Campionati WRC
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