Test al Ricard, Day 2: prologo a tutto Porsche

Test al Ricard, Day 2: prologo a tutto Porsche

Il consuntivo della due giorni francese dove soprattutto la Toyota si è nascosta

Il prologo WEC al Paul Ricard doveva fornire delle risposte circa la potenzialità delle vetture che Porsche, Audi e Toyota hanno realizzato in vista della prima corsa di Silverstone in programma il 12 aprile. Difficile però ricavare dei dati certi da ciò che si è visto in terra francese venerdi e sabato pomeriggio. 

La Porsche 919 Hybrid è stata di sicuro la reginetta del Paul Ricard. Il venerdi il team ha girato di fatto in configurazione da qualifica, cercando la prestazione assoluta e permettendo a Marc Lieb e Neel Jani di sfidarsi nelle tre sessioni, con lo svizzero che in quella notturna alla fine ha piazzato la zampata definitiva. Il sabato, invece, Porsche ha guardato soprattutto alla regolarità riuscendo comunque a percorrere complessivamente più giri delle rivali ad un ritmo che solo in parte Audi è riuscita a sostenere.

Non c'è dubbio quindi che il WEC parte alla volta di Silverstone con il team di Weissach che veste il ruolo di favorito, anche perché sembra essere riuscito ad amalgamare in modo molto armonico sia i propri equipaggi sia i tanti tecnici di varie nazionalità che lavorano per il progetto 919 Hybrid. Non ci sono stati momenti critici nei test porschisti. Resta però da vedere se la configurazione scelta degli 8 megajoules sarà l'ideale per una corsa lunga e massacrante come la 24 Ore di Le Mans.

Se la Porsche di sicuro ha mostrato le carte, misteriosa invece è stata la partecipazione ai test della nuova Toyota 040 Hybrid. La vettura campione del mondo, presentata nella mattinata di giovedi, è di fatto una evoluzione del modello precedente e non un esemplare nuovo di zecca come può essere la Porsche. Eppure non ha mai dato l'impressione, se non nelle prime tre ore di test del venerdi, di essere realmente al livello della concorrente tedesca o di avere interesse a staccare il tempo di facciata.

Il team ha lavorato soprattutto sull'aerodinamica continuando a interscambiare una carrozzeria più deportante da una 040 all'altra, provando  assetti e  perfomance delle gomme. Quanto al guasto che ha costretto la direzione corsa ad interrompere a dieci minuti dalla fine le prove c'è poco da dire. Il motore dell'esemplare numero 2 affidato in quel momento a Mike Conway si è rotto, forse perché giunto alla fine del chilometraggio richiesto. Ma Toyota, come avranno modo di dire anche i rivali, resta realmente l'entità misteriosa di questo prologo.

Soddisfatti, invece, possono essere gli uomini dell'Audi che hanno preferito non confrontarsi direttamente sui tempi assoluti, dai quali sono esclusi per oggettive carenze prestazionali sul giro secco, optando per molto carico e per mettere a punto gli ultimi particolari. La R18 e-tron Quattro tra tutte le vetture presenti nel WEC è forse la più bella a livello aerodinamico, se non altro per la cura maniacale che è stata posta nel rifinire ogni particolare, anche quelli secondari.

È chiaro che per Ingolstadt l'obiettivo sia quello di ripetersi a Le Mans ed è per questa ragione che si è preferito rinunciare alla configurazione  più scarica, sfruttando invece una soluzione mista  adatta a Silverstone e a piste che richiedono ancora maggior carico aerodinamico come il Nurburgring. Solo così si spiega la mancanza di velocità massima in fondo a Signes, dove tutte le vetture sono state aiutate dalla spinta del Mistral che venerdi spirava fortissimo e che poi ha rallentato tutti quanti nella parte iniziale con grandi folate laterali.

In assenza della Nissan e della Rebellion, al Ricard si è vista la CLM della ByKolles con la quale ha esordito anche il nostro Vitantonio Liuzzi. Pochi giri per questa vettura che tra l'altro non era in versione definitiva aspettando ancora il retrotreno definitivo e comunque un destino segnato da comprimaria della classe maggiore.

Bella invece la lotta che c'è stata in LMP2 dove l'equilibrio regna sovrano. Non ci sono state grandi differenze tra Ligier, Oreca, Alpine Morgan e Dome. L'Oreca è apparsa subito molto veloce, anche se nella prima giornata Tandy è incappato in un'uscita di pista che gli ha fatto perdere tempo prezioso, ma i rivali a più riprese hanno dimostrato di potere occupare a turno le posizioni che contano mentre le nuove vetture della Strakka Racing hanno pagato lo scotto della gioventù. Piene di problemi, invece, le HPD che quasi mai sono riuscite a girare con una certa regolarità.

Tutto scontato infine tra le GT. Il timore di vedere a Silverstone applicato un balance of perfomance sfavorevole ha consigliato tutti quanti di tenere un'andatura  prudente, cercando di evolvere i piccoli particolari nuovi montati rispetto alla stagione passata. I protagonisti del campionato saranno ancora una volta le Ferrari 458 della AF Corse in GTEPRO contro le due Porsche RSR ufficiali del team Manthey e le Aston Martin Vantage V8 che al Ricard hanno dimostrato di essere velocissime con tutti i piloti presenti, cosa confermata anche in GTEAM.  

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Campionati WEC
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