Ullrich: "Più dura vincere con il ritorno di Porsche"

Il grande capo di Audi Sport però punta molto sul potenziale della nuova R18 e-tron quattro

Ullrich:
La serata dell’Audi Sport Finale 2013 è stata densa di emozioni per il Dr. Wolfgang Ullrich, che tuttavia risponde con la consueta chiarezza, e in buon italiano, alle curiosità che sempre nascono alla vigilia di una stagione di gare, soprattutto in presenza di una rivoluzione dei regolamenti come quella che interessa il Campionato Mondiale Endurance. "Sicuramente il nuovo regolamento, che è al 100 per cento basato sull’efficienza richiederà un gran lavoro per tutti – afferma il Dr. Ullrich - . Con il ritorno in prima persona della Porsche, una marca molto forte e con una grande tradizione nell’Endurance, sarà un po’ più dura vincere. È normale nelle competizioni che il nuovo anno si prospetti sempre come più difficile del precedente, ma sono sicuro che anche nel 2014 avremo buone possibilità di successo". C’è un aspetto in cui la nuova R 18 e-tron quattro promette di eccellere? "Noi pensiamo che siano l’efficienza complessiva della macchina e quella di tutti i sistemi a fare il risultato. Tutto deve essere estremamente efficiente". Per quanto riguarda il motore termico, soltanto Audi punta sul diesel... "Siamo sicuri che, come sulle macchine stradali, il diesel sia il motore più efficiente e che inserito in un bel sistema ibrido rappresenti la combinazione definitiva per le macchine stradali del futuro". In F.1, che nel 2014 adotterà un sistema simile a quello della R 18 e-tron quattro, c’è chi teme una scarsa affidabilità, un problema che dovrebbe impensiere ancor di più nelle gare di durata... "Noi possediamo il “piccolo” vantaggio di aver disputato due volte la 24 Ore di Le Mans con una macchina con motorizzazione ibrida e di averla vinta tutte e due le volte. Abbiamo dimostrato di saper unire affidabilità e performance, e dovrebbe essere così anche per il prossimo anno perché ora disponiamo di sistemi migliorati". Il regolamento del 2014 prevede che il consumo di energia sia monitorato giro per giro. Come farà il pilota a regolarsi sul ritmo che deve tenere? "La macchina deve essere costruita perché usi il massimo dell’energia disponibile allo scopo di andare il più veloce possibile. Il pilota deve apprendere come utilizzare la macchina in questo senso e per questo stiamo già facendo un training fra piloti e tecnici per chiarire come andare veloci ma anche risparmiare l’energia. Con risvolti che saranno utili anche per le macchine stradali del futuro. Le gare saranno vere corse di velocità, non al risparmio per arrivare comunque alla fine". All’Audi Sport Finale 2013 sono stati festeggiati anche i vent’anni della sua attività a Ingolstadt. Un periodo in cui ha ingaggiato a lungo piloti italiani... "In effetti i primi due piloti con i quali io ho fatto un contratto sono stati proprio due italiani: Emanuele Pirro e Dindo Capello. In squadra abbiamo avuto anche Michele Alboreto, e la sua è stata una storia molto speciale, perché era diventato una parte importante della nostra famiglia, siamo stati veramente anche amici ed è stato un colpo durissimo quando è accaduto l’incidente. Ma in quell’occasione abbiamo visto che si può sempre migliorare la sicurezza delle macchine, abbiamo imparato tanto e ogni anno spingo perché le macchine che facciamo siano sempre più sicure, anche se la realtà dice che il 100 per cento di sicurezza non esiste. È sempre nostro dovere dare ai piloti delle macchine con cui possano correre senza pensare a cosa può guastarsi".

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