Audi R18 e-tron quattro con ERS Marelli e luci laser!

Audi R18 e-tron quattro con ERS Marelli e luci laser!

La biposto ibrida di Ingolstadt nasconde una soluzione italiana oltre all'innovativo sistema di illuminazione

Audi ha fatto luce sulla R18 e-tron quattro per il campionato mondiale Endurance del 2014 durante l’annuale premiazione all’Audi Forum di Ingolstadt lo scorso 18 dicembre. Nell’occasione, infatti, la biposto con propulsione ibrida, nata con l’obiettivo di conservare in casa Audi il titolo mondiale Endurance vinto nel 2013 per il secondo anno consecutivo e di allungare la fila di vittorie nella 24 Ore di Le Mans (ora sono 12…) è apparsa per la prima volta in pubblico e lo ha fatto in un tripudio di luci al laser, la stessa tecnologia che adotta per il proprio impianto di illuminazione, un’altra innovazione che la Casa tedesca introduce per prima nel mondo delle corse e che avrà ripercussioni anche nella produzione di serie, come hanno spiegato Wolfgang Ullrich, capo di Audi Sport e Ulrich Hackenberg, del consiglio di amministrazione dello sviluppo tecnico di Audi AG. ERS DELLA MAGNETI MARELLI Per il resto non è stata rivelata invece alcuna informazione in più di quelle che la Casa aveva anticipato alla vigilia dei primi test privati sulla pista di Sebring, in Florida, a metà dicembre. Informazioni molto interessanti, che già chiarivano contenuti tecnici tali da fare della nuova R18 l’auto da corsa più complessa mai costruita dall’Audi. A renderla tale sono soprattutto le soluzioni scelte per la Power Unit, che rispetto a quella del 2013 si arricchisce di un ERS (Energy Recovery System, sistema di recupero di energia) collegato al turbocompressore che è fornito dall’italiana Magneti Marelli. La riservatezza però in questi casi è d’obbligo perché siamo di fronte a un cambiamento rivoluzionario e i progettisti fanno di tutto affinché le loro soluzioni siano scoperte dalle altre Case il più tardi possibile. EFFICIENZA ENERGETICA La rivoluzione è dovuta al regolamento tecnico del campionato 2014 che punta con determinazione sull’efficienza energetica e sposta invece in secondo piano aspetti che per decenni nell’automobilismo sono stati fondamentali, primo fra tutti la cilindrata del motore. Ora il limite principale contro cui devono battersi i progettisti è quello della quantità di energia che il regolamento tecnico permette ad ogni macchina di sfruttare, non nell’ambito dell’intera gara bensì addirittura giro per giro. Si tratta dunque di utilizzare in ogni momento nel modo più efficiente l’energia a disposizione, sfruttando la combinazione di un motore a combustione interna con altri elettrici. Un approccio già attuale nelle automobili di ogni giorno, fra le quali sono sempre più numerosi i modelli dotati di propulsione ibrida, e perseguito anche in F.1, benché in maniera più vincolata che nell’Endurance. PRESSIONE A 4 BAR Nella categoria regina del WEC, la LMP1-H in cui rientra l’Audi R18 e-tron quattro, il motore termico può essere alimentato a benzina o a gasolio, turbocompresso o no, ma non ci sono vincoli di frazionamento né di cilindrata e non ci sono flange che limitano l’aria di alimentazione, mentre la pressione massima del compressore è di 4 bar. Contrariamente alle sue due rivali annunciate, Toyota e Porsche che puntano su propulsori a benzina, la nuova Audi R 18 e-tron quattro rimane fedele all’alimentazione a gasolio; come ES (Energy Store, accumulatore di energia elettrica) utilizza ancora un sistema a volano, posizionato nell’abitacolo al posto dell’ipotetico passeggero e già introdotto sulla R 18 e-tron quattro nel 2012, analogo a quello sul quale fa affidamento anche la Porsche 919. IL MOTORE RESTA DIESEL Il motore termico rappresenta l’evoluzione del V6 TDI a 120 gradi di 3.7 litri che sulla e-tron del 2012 erogava circa 510 CV: senza restrittori dell’alimentazione e con il turbo autorizzato a una pressione massima più elevata di 1,2 bar la potenza potrebbe raggiungere livelli decisamente superiori, ma a frenare l’escalation c’è, più della capacità del serbatoio, ridotta da 58 a 54,8 litri, il limite imposto alla quantità di gasolio utilizzabile in ogni giro. Come già accennato è proprio questa la sfida rivoluzionaria del regolamento 2014. Per ogni giro di pista di Le Mans sono utilizzabili 127,1 MegaJoule di energia del gasolio, corrispondenti grossomodo a circa 3,6 litri. Nell’edizione 2012 della maratona francese l’Audi R18 e-tron quattro vincitrice ha percorso 378 giri: con il regolamento 2014 avrebbe potuto consumare al massimo 1360 litri: secondo la Casa invece ne consumò 1717 litri. Una differenza notevole, che su alcuni circuiti secondo l’Audi potrà toccare fino il 30 per cento! ACCUMULATORE A VOLANO Per far fronte a una riduzione così drastica dei consumi senza penalizzare esageratamente le prestazioni, la R18 e-tron quattro ricorre a due sistemi di ERS. Uno, l’ERS-K posto sull’assale anteriore come in passato, trasforma in elettricità l’energia cinetica durante le frenate ed è associato all’MGU (Motor-Generator-Unit): a seconda delle situazioni l’elettricità prodotta è inviata all’accumulatore a volano oppure è utilizzata dall’MGU per contribuire alla propulsione della vettura, che in tal caso diventa una trazione integrale, come suggerisce il termine “quattro” nella denominazione dell’auto. L’ERS-H (dove H sta per Heat, calore) è la grande novità della R 18 per il 2014. È collegato al turbocompressore e in funzione delle esigenze velocizza il regime di rotazione del turbo oppure produce elettricità e la invia all’accumulatore a volano. MAX CONSUMO 76,2 KG/H Già così la R18 e-tron quattro sarebbe estremamente complessa, ma a questo va aggiunta l’incredibile quantità di sensori richiesta dalla FIA (Federazione Internazionale dell’Automobile) per poter controllare in ogni momento quanto gasolio e quanta energia elettrica sono utilizzati: in particolare il carburante deve rispettare il vincolo dell’energia massima concessa in un giro ma anche un flusso orario che nel caso dell’Audi è al massimo di 76,2 kg/ora, ovvero circa 91 litri ogni ora. Le infrazioni devono essere segnalate alle squadre entro tre giri da quando accadono e prevedono sanzioni che spaziano dal drive through alla reprimenda, fino a stop&go di varia durata a seconda dell’infrazione e delle eventuali recidive.

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Campionati WEC
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