Lopez : " La Toyota è la grande occasione della mia carriera "

José Maria López prima di volare in Messico per la gara di F.E ha parlato a Monza della nuova avventura che lo attende nel WEC. E spiega i motivi per cui la nuova TS050 sarà molto più competitiva di quella dell'anno passato

Lopez : " La Toyota è la grande occasione della mia carriera "
La nuova Toyota Gazoo Racing Toyota TS050 Hybrid e i piloti: Anthony Davidson, Nicolas Lapierre, Kaz
The new Toyota Gazoo Racing Toyota TS050 Hybrid and the drivers: Anthony Davidson, Nicolas Lapierre,
#8 Toyota Gazoo Racing Toyota TS050 Hybrid: Anthony Davidson, Nicolas Lapierre, Kazuki Nakajima
Mike Conway, Jose Maria Lopez, Kamui Kobayashi, Toyota Racing
Jose Maria Lopez, Toyota Racing

Jose Marìa López subito dopo la presentazione della Toyota TS050 Hybrid è volato alla volta del Messico in compagnia di Sebastien Buemi per prendere parte alla corsa di  Formula E della capitale centroamericana. Nonostante si sia parlato molto di Nicolas Lapierre e dei motivi che portarono la squadra due anni fa a mettere in naftalina il veloce francese, è chiaro che la grande novità di Toyota in questo WEC sia proprio la presenza del pilota argentino, reduce da trionfali stagioni nel WTCC e finalmente approdato in un campionato che lo ripaga di tante amarezze subìte in una carriera nella quale avrebbe meritato una chance in Formula 1.

"Quando hai vent'anni pensi solo a pilotare le monoposto;non conosci tutto il resto. È l'esperienza che ti insegna a comprendere che c'è un mondo nell'automobilismo dove si diventa professionisti; l' occasione che è arrivata dalla Toyota è di sicuro la più importante ed è per questo che sono al settimo cielo. C'è un'altra vita nel motorsport. Oggi provo molto più piacere di un tempo nel fare il pilota a questo livello. Ho provato gusto nel guidare in WTCC e sto vivendo  il miglior momento professionale della  carriera. Prima ero chiuso in un'idea: la Formula. È comprensibile focalizzarsi solo su una specialità quando si è agli esordi. Poi si cresce e cambiano le esigenze. Per questo non ho nessun rimpianto".

 È stato difficile abituarsi alla guida di una vettura ben più complessa e soprattutto impegnativa nella gestione dei vari sistemi di propulsione?

" Non troppo, ti abitui in fretta a tutte le operazioni che fai mentre guidi. Piuttosto ci vuole un po'di tempo nell'abituarsi alla maggior potenza quando esci dalle curve e a riscoprire il carico aerodinamico che nelle turismo è decisamente inferiore se non assente rispetto ai prototipi. Tornando al sistema ibrido tu devi comprendere un paio di cose ma poi l'impegno è nella prestazione di guida. Pensi a spingere. È situazione assai diversa dalla Formula E dove invece devi risparmiare energia in continuazione e vai forte solo in determinati momenti. Qui no, spingi dal primo all'ultimo secondo del tuo stint. Non cambia molto rispetto alle corse che disputavo per esempio in GP2. Questa è una vettura che definirei intelligente, ti avverte sempre su come devi gestirla e trattarla e quindi è molto piacevole da condurre".

Cosa cambia nell'approccio a questo genere di corse. Provenendo dalla formula e da una serie molto dura come il turismo ti procurerà problemi dover impostare una tattica più ragionata?

" Tutta la mia carriera è stata nelle corse sprint ma non credo sia un problema. Nell'endurance hai una serie di stint, dove i piloti sono al limite dall'inizio alla fine del proprio turno di guida. Oggi come oggi a Le Mans vince l'equipaggio più veloce non quello risparmioso. Non è più come un tempo. C'è comunque nel WEC un'altra serie di problematiche alle quali devi abituarti. Il traffico in pista, la fase dei doppiaggi delle vetture GT o delle LMP2. Ecco in quello dovrò prestare attenzione perché nel WTCC se ero nel traffico potevo anche permettermi di rifilare qualche sportellata, tanto le vetture erano sullo stesso livello. Qui no: la differenza di prestazioni è abissale, all'uscita delle curve la velocità nostra è tripla rispetto a quella di una GT e quindi devi controllare ogni mossa e prevedere cosa farà chi stai doppiando. La seconda caratteristica per me nuova è dividere la vettura con altri due compagni. Quindi adattarsi a un compromesso tra le diverse esigenze individuali. Allo stesso tempo però ho anche la certezza che ho due piloti a fianco che sono tra i migliori del mondo e questo dona una certa serenità".

Hai dovuto sottoporti a una  nuova modalità di allenamento fisico per essere nel WEC?

" Si qui siamo su un altro pianeta. Hai una forza G che si fa sentire e trascorri in vettura molto tempo. Mi sono sempre preparato atleticamente però gareggiando in altre categorie il mio fisico non aveva più quella reattività e resistenza che le LMP1 richiedono. Ho lavorato molto per essere all'altezza e vedo che non ho alcun tipo di problema. Insomma sono pronto anche se per esprimermi al massimo del potenziale sul fronte delle prestazioni assolute avrò bisogno della naturale fase di adattamento a una nuova specialità".

Che differenze hai trovato tra la vecchia e la nuova TS050?

"Ho pilotato troppo poco la vecchia per esprimere un giudizio. Diciamo che Toyota ha fatto il grande salto in avanti nel 2016 e che questa versione è un'ottimizzazione della precedente in tutti i suoi componenti, con una perdita di carico imposta dai regolamenti. Se riusciremo attraverso le modifiche apportate a recuperare parte di quell'aderenza allora saremo davvero molto competitivi. Rispetto al 2016  arriviamo molto più preparati. Io non ero nel team ma di fatto sapevo che ci sarei entrato e quindi mi informavo molto e seguivo da fuori. Toyota aveva iniziato da zero con pochissimi chilometri alle spalle. Quest'anno la situazione è diversa. Qui a Monza i miei compagni proveranno  varie cose per ottimizzare motore e alcuni piccoli particolari di modo da arrivare per Pasqua a Silverstone nelle migliori condizioni. Come Porsche non conosciamo il valore della nostra perfomance perché non c'è mai stato il confronto diretto ma posso dire che siamo partiti da una base molto buona".

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