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L'emozione di Domiziano Giacon: "La Tipo TCR ha lasciato di stucco la Fiat, erano quasi invidiosi"

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L'emozione di Domiziano Giacon: "La Tipo TCR ha lasciato di stucco la Fiat, erano quasi invidiosi"
Di:
24 lug 2018, 09:00

Il patron di Tecnodom Sport aveva gli occhi che brillavano ancor più della sua macchina, mostrata agli uomini del Lingotto che sono rimasti a bocca aperta. Il manager veneto ha parlato a cuore aperto con Motorsport.com garantendo che il mezzo va fortissimo.

Presentazione Fiat Tipo TCR
Presentazione Fiat Tipo TCR
Presentazione Fiat Tipo TCR
Presentazione Fiat Tipo TCR
Presentazione Fiat Tipo TCR
Presentazione Fiat Tipo TCR
Presentazione Fiat Tipo TCR
Presentazione Fiat Tipo TCR
Presentazione Fiat Tipo TCR
Presentazione Fiat Tipo TCR
Presentazione Fiat Tipo TCR
Presentazione Fiat Tipo TCR
Presentazione Fiat Tipo TCR
Presentazione Fiat Tipo TCR
Presentazione Fiat Tipo TCR
Presentazione Fiat Tipo TCR
Presentazione Fiat Tipo TCR
Presentazione Fiat Tipo TCR
Presentazione Fiat Tipo TCR
Presentazione Fiat Tipo TCR
Presentazione Fiat Tipo TCR

Domiziano Giacon ha gli occhi che brillano quando viene sollevato il telone nero che ha svelato la Fiat Tipo TCR durante la presentazione ufficiale dell'auto svoltasi a Vigodarzere, in provincia di Padova.

Il patron di Tecnodom Sport era particolarmente e visibilmente emozionato: si tratta infatti della fine di un lungo percorso che spalanca le porte di un altro al quale tutta la sua azienda si affaccia con grande orgoglio, passione e motivazione. Ossia correre con una macchina italiana costruita interamente nel nostro paese e portarla a vincere nelle varie serie TCR di tutto il mondo.

Dopo avergli lasciato prendere respiro, abbiamo avvicinato il signor Giacon per una bella chiacchierata a cuore aperto nella quale a Motorsport.com ha raccontato passo dopo passo come è nata la sua Fiat Tipo TCR.

Domiziano, sei molto emozionato e non lo hai nascosto quando hai mostrato a tutti sul palco la tua Tipo...
"Penso sia normale, il lavoro di questi mesi è stato un peso enorme da reggere. Vi garantisco che c'è una responsabilità notevole, abbiamo messo il massimo impegno in questo progetto e non si tratta di costruire una macchina per far correre i miei figli, Kevin e Jonathan, ma proprio per darla anche ad altri. Questa è una soddisfazione immensa, posso dire di essere riuscito a fare anche questa cosa. E' un orgoglio personale indescrivibile".

Quando dici "far correre anche altri piloti", intendi che la macchina la venderete anche ad eventuali clienti fornendo un supporto tecnico o che la Tecnodom Sport avrà più concorrenti iscritti?
"Per come sono abituato io, se mi concentro sulla produzione non posso pensare di fare anche correre gli altri sostenendoli. Sono due cose che non possono mescolarsi. Questa macchina correrà con noi di Tecnodom seguita dal nostro team con sopra i miei figli e magari Luca Rangoni, che l'ha sviluppata come collaudatore. Basta".

Quindi non si pensa a supporto tecnico...
"Non voglio affittarle a caso. Se le costruisco è perché voglio metterle in pista seguite dai miei uomini. Ho fatto investimenti importanti con i nostri fornitori e prendendo tecnici come Roberto Zampieri. Sicuramente ci piacerebbe allestire eventi dedicati per farla vedere e provare a tutti".

Di richieste ne avete avute?
"Certo, in Turchia la Fiat Tipo stradale ha avuto un grande successo e sono mesi che ce ne hanno chieste cinque. Anche in Sud America pare siano interessati, quindi dovremo darci da fare per fornire loro un mezzo competitivo. Che però si gestiranno da soli".

Nel giro di pochi anni avete lavorato su auto diverse come l'Alfa Romeo MiTo, la SEAT Leon TCR e la Opel Astra TCR. Ora è saltata fuori la Fiat Tipo TCR, ma da che idea?
"In realtà in precedenza mi ero interessato per prendere la Ford Focus TCR della FRD, ma non siamo arrivati all'accordo sui materiali da produrre per metterla a posto, visto che è da un po' che non corre. Non essendo assolutamente convinto della cosa, ho virato su altri progetti, come la MiTo, ma già all'epoca pensavo alla Tipo come auto da creare. Qualcuno non era del mio stesso parere e alla fine abbiamo proseguito con l'Alfa Romeo, che era una macchina spettacolare, la quale purtroppo ha incontrato problemi a livello gestionale del campionato. Un vero peccato, lì siamo stati costretti a voltare pagina".

Qualcuno però sulla Tipo si era già messo al lavoro...
"Infatti, quando ho saputo chi l'aveva fra le mani ho provato a capire se c'era modo di rilevarla. Con tutte le difficoltà del caso, l'abbiamo portata a casa e qui è iniziato il durissimo lavoro".

L'avete ricostruita da capo, praticamente...
"Esattamente. Se uno ha cognizione di come vanno fatte le parti di una macchina, può chiaramente capire che c'è tanto lavoro da svolgere. La nostra Fiat Tipo TCR è completamente nuova, non ha più nulla di nulla di quella che avevamo caricato sul camion alcuni mesi fa portandola in azienda".

Quante ore di sonno hai perso per seguirla?
"Parecchie! Ma se non metti denaro, strutture e gente in gamba le cose non si fanno. E butti via tanto tempo e soldi".

Per fare una vettura TCR serve l'ok del marchio scelto. Come vi siete approciati alla Fiat?
"Ho chiamato il mio amico storico Davide Uboldi, concessionario Fiat. Lui mi ha aiutato ad arrivare a contattare le persone giuste, poi si mettono in moto gli uffici legali per le autorizzazioni. Alla fine del tutto, però, sono io il costruttore e quindi sta a me impegnarmi a portare avanti il progetto per poi farglielo vedere. Così abbiamo fatto".

In Fiat cosa vi hanno detto quando l'hanno vista?
"Abbiamo incontrato gente esemplare, dei veri e propri signori. Inizialmente erano un po' scettici, ma hanno accettato di incontrarci e quando l'hanno vista sono rimasti a bocca aperta. Li abbiamo lasciati controllare le parti, osservare i pezzi e anche provarla. Parevano quasi gelosi di un qualcosa che noi eravamo riusciti a fare, mentre loro manco ci avevano pensato. Credetemi che se uno che costruisce macchine ti fa i complimenti è un orgoglio immenso".

Vi hanno dato una mano a livello di supporto economico?
"No perché non lo abbiamo mai chiesto. Però posso dire che hanno dei tecnici davvero validissimi e bravissimi. Dispiace sentire in giro parlare male di Fiat".

Tutti i pezzi della Tipo TCR li avete prodotti voi e in Italia, giusto?
"Tutto, anzi. Pensi sia la cosa più bella di questa vettura. Mi erano state fatte offerte di spostare il progetto da altre parti o di collaborare con aziende estere. Ci sarebbero pure stati dei guadagni a livello di produzione, ma non era la nostra idea".

La seconda autorizzazione per il progetto deve invece venire dal TCR e da Marcello Lotti. Loro cosa hanno detto?
"L'ok lo abbiamo avuto per lavorare sulla macchina, dopo di che servirà il via libera finale per l'omologazione. Su questa cosa siamo molto in ritardo, dovevamo attendere i pezzi che per loro andavano bene. Eravamo stati a Valencia per mostrare l'auto agli ingegneri del dipartimento tecnico per avere un primo riscontro. Ora penso che parteciperemo alle gare del TCR Italy, direi da Vallelunga, per cominciare a confrontarci con gli altri e arrivare al completamento dell'omologazione. Sarebbe anche ora, dato che sono cinque mesi che attendiamo".

Rispetto agli altri avversari della categoria come vi ponete?
"L'obiettivo è ovvio: dobbiamo stare davanti! La storia insegna che la gente si ricorda di chi vince, non dei secondi. Comunque posso accettare anche un terzo posto, ma la mia vettura deve arrivare alla fine senza rompersi e chi la guida deve divertirsi".

Non vi sentite inferiori a nessuno, insomma...
"Non possiamo, questa Fiat Tipo TCR va come un treno! E poi abbiamo dei piloti velocissimi e un collaudatore fortissimo come Luca Rangoni. Non posso chiedere di meglio".

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