Comini: "Io, pazzo, ma Campione improvvisando con l'intelligenza"

Dopo aver vinto il suo secondo titolo consecutivo in International Series, lo svizzero ha parlato in esclusiva a Motorsport.com descrivendo quella che è stata la stagione 2016, affrontata con grinta e cervello.

Comini: "Io, pazzo, ma Campione improvvisando con l'intelligenza"
Stefano Comini, Leopard Racing, Volkswagen Golf GTI TCR; Jean-Karl Vernay, Leopard Racing, Volkswage
Stefano Comini, Leopard Racing, Volkswagen Golf GTI TCR signs his car
Stefano Comini, Leopard Racing, Volkswagen Golf GTI TCR celebrate with the team
Stefano Comini, Leopard Racing, Volkswagen Golf GTI TCR with Vincet Vosse
Champion Stefano Comini, Leopard Racing, Volkswagen Golf GTI TCR get a hair cut
Stefano Comini, Leopard Racing Team Volkswagen Golf GTI
Stefano Comini, Leopard Racing Team Volkswagen Golf GTI
Stefano Comini
Stefano Comini, Leopard Racing Team Volkswagen Golf GTI
Stefano Comini, Volkswagen Golf GTI TCR, Leopard Racing
Stefano Comini, Volkswagen Golf GTI TCR, Leopard Racing
Roberto Colciago, Honda Civic TCR, e Stefano Comini, VW Golf GTI TCR
Stefano Comini, Leopard Racing, Volkswagen Golf GTI TCR
Stefano Comini, Leopard Racing, Volkswagen Golf GTI TCR
Stefano Comini, Volkswagen Golf GTI TCR, Leopard Racing
Stefano Comini, Leopard Racing, Volkswagen Golf GTI TCR
Stefano Comini, Leopard Racing, Volkswagen Golf GTI TCR
Il vincitore della gara Stefano Comini, Leopard Racing, Volkswagen Golf GTI TCR
Pole position per Stefano Comini, Leopard Racing, Volkswagen Golf GTI TCR
Stefano Comini, Leopard Racing Volkswagen Golf GTI TCR
Stefano Comini, Leopard Racing Volkswagen Golf GTI TCR
Stefano Comini, Leopard Racing, Volkswagen Golf GTI TCR
Stefano Comini, Leopard Racing, Volkswagen Golf GTI TCR
Podium: Stefano Comini, Leopard Racing, Volkswagen Golf GTI TCR
Stefano Comini
Stefano Comini, Leopard Racing, Volkswagen Golf GTI TCR
Podium: second place Stefano Comini, Leopard Racing, Volkswagen Golf GTI TCR
Stefano Comini, Leopard Racing, Volkswagen Golf GTI TCR
Stefano Comini, Leopard Racing, Volkswagen Golf GTI TCR
Stefano Comini, VW Golf GTI TCR, Leopard Racing
Stefano Comini, Leopard Racing, Volkswagen Golf GTI TCR

Vincere il titolo piloti della TCR International Series fra mille difficoltà era stata la grande impresa compiuta da Stefano Comini nel 2015.

Confermarsi il Campione nel 2016, però, non è risultata cosa altrettanto semplice, in un campionato che sta crescendo a vista d'occhio diventando sempre più competitivo e ricco di emozioni.

Lo svizzero, che si è sempre distinto per grinta e cuore messi in pista in primis per divertire i tifosi, stavolta si è trovato a dover agire di tattica e... cervello.

Vuoi per una Volkswagen Golf GTI TCR non ancora forte come altre vetture, vuoi per il debutto del Team WRT affiancato da Leopard Racing, vuoi per avversari temibili e ostici; fatto sta che l'intera annata è risultata ancora una volta in salita.

Ma Comini anche questa volta la vetta l'ha scalata in grande stile, raggiungendo una maturità da pilota professionista che ora lo pone di fatto nella posizione di uomo da battere su ogni circuito.

Ripercorriamo in questa intervista esclusiva rilasciata a Motorsport.com le gesta del Bi-Campione TCR in questi ultimi 12 mesi, buttando uno sguardo su un futuro che appare roseo per la serie, ma anche nebuloso a tratti per il ticinese.


Ti sei confermato Campione della TCR International Series, secondo te è stato più difficile diventarlo nel 2015 o ripeterti nel 2016?
"Sono state due stagioni durissime, ma assolutamente diverse e incomparabili. Nel 2015 ho avuto problemi con SEAT, io facevo parte di un team minore rispetto ai tre piloti della Craft-Bamboo Lukoil e ho dovuto sudare parecchio per trovare il budget, in più mi sono rotto il ginocchio. Quest'anno invece ho avuto avversari molto più forti, più concorrenza in pista e durante la stagione ho dovuto lavorare tantissimo per ripartire con un progetto nuovo. Target Competition era una squadra che conoscevo da tre anni, mentre il Team WRT era al debutto in TCR e per me una novità assoluta. La Volkswagen Golf viene definita una copia della SEAT, ma non lo è per nulla: ci sono tantissime differenze che la rendono un modello diverso dalla León, che per altro è stata aggiornata significativamente".

Come hai gestito queste due difficoltà molto diverse a livello psicologico?
"Nel 2015 il problema budget mi ha tolto tantissime energie, paradossalmente diventando Campione mi sono creato quello del dovermi confermare. Sono partito favorito sulla carta, ma ad inizio stagione abbiamo sofferto tantissimo per diversi guai tecnici. Ho dovuto lavorare molto di strategia per costruirmi il mio bottino in classifica. Ma tengo a precisare che non mi sono mai accontentato, anzi. Ho sempre ragionato su quando potevo e dovevo vincere, cercando invece di fare il miglior lavoro possibile quando sapevo che non sarei stato competitivo".

Quest'anno hai ottenuto meno vittorie, meno podi e meno punti del 2015, eppure hai vinto ugualmente; come lo spieghi?
"E' vero! Ma anche i podi che ho conquistato me li sono sudati, come ad esempio ad Estoril, dove con una grande partenza in Gara 2 alla prima curva mi sono ritrovato primo. O altre belle rimonte che con una macchina come la nostra non è cosa semplice da fare. La Golf da metà stagione in avanti è stata competitiva in qualifica, decente per Gara 1 ma inferiore rispetto alle velocità di punta dei nostri avversari, il che ci ha sempre penalizzato moltissimo in Gara 2. Non riuscivo a prendere la scia di chi mi precedeva, per superare dovevo portare staccate al limite".

Si può dire che il livello del campionato si è alzato parecchio?
"Certo, a fine anno siamo arrivati a Macao a giocarci il titolo in quattro. Inoltre alcuni piloti "ospiti" sono venuti a correre da noi "rubandoci" punti, come ad esempio Pellinen, Colciago, Gleason e Monteiro. Quando queste cose succedono da metà stagione in avanti capite che ci crea una maggior difficoltà per noi e competizione fra chi punta al campionato. E anche per questo i punteggi a fine anno sono stati inferiori rispetto al 2015".

Avresti potuto vincere qualche gara in più? Ci sono state situazioni dove ti sei tirato indietro per non rischiare?
"Assolutamente sì, l'esempio lampante è la battaglia con Colciago in Malesia: avrei potuto correre utilizzando malizia, ma non l'ho fatto per evitare di avere problemi. Quando ti giochi il titolo anche i rapporti con gli altri piloti vanno preservati se vuoi risparmiarti grane. A volte, forse, ho esagerato con il buonismo, come a Macao quando ho lasciato passare tutti in Gara 2, ma in generale ho sempre corso cercando di dare spettacolo per i tifosi e divertirmi, l'importante era utilizzare la testa".

Come hai vissuto l'ultimo evento di Macao?
"Presentarsi con 17 punti da recuperare non è stato semplice, ma abbiamo fatto un grande lavoro di squadra. Purtroppo le gare sono state una vera e propria farsa, con gente non in grado di correre. Anche lì ho ragionato sul fatto che potevo accontentarmi di un piazzamento, ma con il titolo in tasca. Ma la vittoria in Gara 1 l'ho vissuta come un mezzo successo e non me la sono goduta a pieno, questo mi ha lasciato un po' di amaro in bocca, soprattutto pensando ai tifosi che erano venuti a vederci".

Come hai vissuto il fatto di doverti confrontare con un compagno di squadra forte come Vernay?
"Jean-Karl è sempre andato veloce in carriera, ma non ho sofferto la sua presenza nei box, anzi, mi ha molto motivato. Gli ordini di scuderia sono sempre stati presi in base ai fatti del momento. A Macao sono partito meglio io e di fatto mi sono guadagnato la priorità nella lotta al titolo. Resto dell'idea che non vince il più veloce, ma il più forte nel complesso. Bisogna avere una visione a 360° di tutto, dal giro singolo, al sorpasso, alla gara, a più gare e naturalmente all'intero campionato".

Hai vinto grazie a questa capacità?
"Penso proprio di sì, mi sono sempre concentrato al massimo su tutto ciò che succedeva in pista. Penso di essere diventato completo sia dal punto di vista tecnico che da quello tattico. Quando parlo di strategia intendo dire che quando bisogna utilizzare le palle lo si fa, ma lo si fa nel momento giusto".

Sei stato più forte quest'anno o nel 2015?
"Dico quest'anno perché mi sono visto come un pilota più completo. Ma onestamente ammetto che mi è piaciuto di più vincere nel 2015 perché ho utilizzato più "ignoranza". Ma non ho mai rinunciato alla mia proverbiale grinta al volante. Il fatto è che quelli che criticano non capiscono quanto sia difficile vincere all'ultima gara per 3,5 punti come è successo a me quest'anno; forse preferiscono vedere un López e una Citroën che chiudono i giochi nel WTCC con cinque gare d'anticipo, ma non per questo significa che gli altri siano scarsi. Ho dimostrato alla gente che mi reputava un "pazzo" e basta che sono in grado di usare la lucidità. Quando salgo in macchina sono serenissimo e capace di improvvisare con l'intelligenza!"

Il TCR è un campionato che ti piace moltissimo, continuerai qui?
"Mi trovo veramente bene, è un ambiente amichevole e professionale. Siamo ad un livello di competizione molto alto e io posso fare quello che voglio anche fuori dalla pista senza che nessuno venga a riprendermi. Il bello è che ognuno può esprimersi per la persona che è. Questo non solo fa bene al campionato, ma anche ai piloti stessi".

Qual è il livello delle vetture TCR oggi?
"A fine anno era molto buono, il Balance of Performance penso fosse giusto, poi ogni marchio dovrà migliorare i rispettivi modelli. Alfa Romeo e Subaru stanno davvero crescendo, quest'ultima avrebbe anche potuto vincere in Italia, a Monza, se non fosse stata penalizzata ingiustamente per le solite regole applicate a sentimento come avviene nel vostro paese. A mio parere la scala di valori attuale è SEAT davanti ad Honda e Volkswagen, ma per me le Civic hanno un potenziale maggiore da esprimere. Infatti uno come Grachev, che faticava con la Golf, quando è arrivato alla WestCoast Racing ha vinto tanto".

Tutto il mondo TCR cresce, tant'è che a qualcuno dà fastidio: come valuti l'idea della FIA di inserire nel WTCC la Classe WTCC-2 per le TCN2?
"Per me è una grandissima paraculata! Non ho problemi a dirlo. E' facile copiare le idee funzionanti degli altri cercando di farle tue. L'ho trovata una iniziativa assurda e penso anche che non avrà molto successo".

Le ostilità da parte della FIA come vengono vissute da voi nel paddock?
"Da un certo punto di vista male, perché naturalmente questi attacchi danno fastidio. Però è anche un bene perché se hanno tempo da perdere nel metterci i bastoni fra le ruote, piuttosto che pensare a come far resuscitare il WTCC, significa che l'idea di Marcello Lotti è ottima. Vuol dire che il TCR cresce ed è sempre più importante".

Per concludere, l'anno prossimo sai già cosa farai? Girano alcune voci su ritardi importanti nei pagamenti da parte di Leopard Racing...
"Al momento non so quale sarà il mio futuro, purtroppo però le voci sono vere. Non sono l'unico della squadra a dover ancora ricevere soldi, ma la mia speranza è che questa situazione, diciamo pure molto scomoda, si risolva al più presto e nel migliore dei modi. Una volta chiarite queste cose allora potrò programmare il mio futuro. Con tutto il Team WRT vorremmmo proseguire l'avventura, ma ad oggi è impossibile pensarci, almeno fino a quando non si sarà sbloccata questa pessima situazione di stallo".

Oltre augurarti l'in bocca al lupo, allora, speriamo che arrivi un bel regalo di Natale!
"Non sarebbe male! Auguro anche io a tutti gli amici di Motorsport.com di passare un buonissimo Natale!"

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Serie TCR
Piloti Stefano Comini
Team Team WRT , Leopard Racing
Autore Francesco Corghi