Stefano Comini

La colonna di Comini: "In Cina un disastro, ma lotterò fino all'ultimo metro!"

Il campione TCR è stato protagonista di un weekend da incubo a Zhejiang, in pista e fuori. Questo però non lo scalfisce nell'orgoglio e nelle convinzioni, ribadendo che non smetterà di combattere seppur la lotta al momento sia impari.

Carissimi amici di Motorsport.com, purtroppo questa non è una delle colonne migliori per me, che solitamente cerco di raccontarvi tutto con il sorriso sulle labbra e un umore ottimo.

La trasferta cinese in quel di Zhejiang non è stata affatto positiva ed esaltante, né dal punto di vista sportivo, né da quello umano. Mi sono trovato in un Paese che non mi è piaciuto proprio per niente, le persone hanno un carattere tutto loro e ho fatto davvero fatica a relazionarmi, perché non vedono di buon occhio gli occidentali. 

 

 

Il viaggio è stato lungo e stancante, ma l'atmosfera trovata si è rivelata assolutamente da dimenticare. Non mi è piaciuto il cibo, né tantomeno la birra, troppo diversa da quelle cui sono abituato. Sono partito male e ho concluso peggio perché con l'umidità e gli sbalzi di temperature mi sono anche beccato un brutto raffreddore e una tosse fastidiosa, che ho riportato a casa.

 

Dalla padella alla brace

In pista è stato un vero e proprio disastro. Continuiamo a soffrire terribilmente il fatto di avere una macchina assolutamente non competitiva, che non risponde bene a nessuna modifica effettuata. Nelle prove libere ho tentato di trovare il compromesso adeguato, essendo Zhejiang un tracciato che metteva a nudo i problemi di guidabilità della mia Audi RS 3 LMS TCR. 

Il team Comtoyou Racing ha provato diverse soluzioni, ma in qualifica c'è stato anche il malfunzionamento dell'ultimo treno di gomme nuove montate che hanno rovinato la mia prestazione. Il sedicesimo tempo, sinceramente, è qualcosa che non rispecchia il mio valore, ma avrete anche notato che la macchina è inguidabile, sempre instabile e "saltellante". Alla curva 6 ho aggredito troppo l'asfalto e mi si è scomposta, come se stessi facendo rally.

 

Il mio compagno di squadra Frédéric Vervisch si era lamentato di queste cose e ha avuto a disposizione una macchina con componenti nuove (tranne il motore). Sabato è stato più bravo lui a classificarsi decimo, ma poi in corsa ha riportato gli stessi miei problemi. Addirittura in Gara 1 abbiamo azzardato il disperato assetto da bagnato, che ovviamente non ha funzionato. In generale, siamo entrambi molto giù di morale perché scoccia non poter correre ad armi pari con gli altri.

Un equilibrio che non... c'è

A proposito dei nostri avversari. Come previsto le Hyundai volavano, ma quelle non contavano nulla per il campionato. Semmai ancora una volta abbiamo visto delle Volkswagen troppo, troppo, troppo veloci. Non capisco perché il Balance of Performance sia stato cambiato per tutti nell'arco dell'anno, mentre per loro no.

In Cina abbiamo visto volare tutte le Golf: questo a mio parere dovrebbe fare riflettere, perché la superiorità non era giustificata dal fatto che al volante ci fossero piloti bravi e veloci come Rob Huff o Gianni Morbidelli. 

Anche le Honda continuano ad essere molto più veloci e spero vivamente che per l'ultima gara di Dubai vengano adottate le dovute precauzioni, per non ritrovarci con un metà della griglia di partenza che se ne va fin dalla prima curva. Auspico un equilibrio almeno fra i principali piloti che si giocano il titolo, fra cui ci sono anche io, seppur penalizzato da una macchina inferiore indipendentemente dal BoP.

 

La mia professionalità si discute

Chiudo utilizzando questo spazio per rispondere alle accuse che mi ha rivolto Jean-Karl Vernay. Continuo a non capire perché si ostini a comportarsi così e a fare certe dichiarazioni. Ripeto, quando eravamo assieme, lo scorso anno, non gli ho mai mancato di rispetto, mentre anche in Cina lui non ha perso occasione per attaccarmi, pure al di fuori della pista.

A suo parere io sarei poco professionale perché guido scorrettamente, cercando di buttarlo fuori perennemente. Dal canto mio posso fargli notare che non può pretendere di superare i suoi avversari (io in questo caso) affiancandoli all'esterno di un tornantino e sperare che gli lascino la porta aperta, soprattutto in uscita (quando ci siamo toccati), dato che per fare andare la mia Audi sono costretto ad accelerare prima degli altri, allargando obbligatoriamente la traiettoria. 

Inoltre, gli faccio notare che pure lui non le ha risparmiate a me e ai nostri colleghi, tant'è vero che il mio ritiro in Gara 2 è stato dovuto ad una foratura causata da una sportellata che mi ha rifilato deliberatamente. Questo lo dico anche per allontanare l'ipotesi che io abbia alzato bandiera bianca per essere ormai lontano dai punti.

Ormai mi dovreste conoscere bene, quindi sapete bene che io una cosa del genere non la farei mai e poi mai nella mia vita. Sono un combattente nato e lotterò fino all'ultimo metro di Dubai, seppure io non sia nelle condizioni di poter sperare di vincere solo con le mie forze. Ma ci proverò perché fa parte del mio DNA, del mio personaggio e dell'essere seri e professionali in pista.

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Campionati TCR
Evento La colonna di Stefano Comini
Sub-evento La colonna di Stefano Comini
Piloti Frédéric Vervisch , Stefano Comini
Team Comtoyou Racing
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Tag stefano comini, svizzera
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