TT 2017, Lightweight: vince Rutter, sfortuna nera per Bonetti

Mentre era in piena lotta per il podio, la Paton tradisce Bonetti costringendolo al ritiro al secondo dei quattro giri previsti dalla gara. Alla bandiera a scacchi, Rutter regola Jessop e Hickman.

TT 2017, Lightweight: vince Rutter, sfortuna nera per Bonetti
Martin Jessopp, BMW
Peter Hickman, Kawasaki
Martin Jessopp, BMW
Stefano Bonetti, Paton
Michael Rutter, Paton

È il Re del Guia ad aggiudicarsi la vittoria nella classe Lightweight al Tourist Trophy 2017. Michael Rutter è stato portato sul gradino più alto del podio da una moto italiana, la Paton, prodotto artigianale della SC-Project, ma per il tricolore la festa è a metà. Bonetti si era presentato all'Isola di Man con le carte in regola per puntare al podio, ma dopo aver lottato con Jessop per il secondo e terzo posto, si è dovuto arrendere a un guasto tecnico a fine del secondo giro.

Rutter, Bonetti e le loro Paton partono subito fortissimo e al primo passaggio cronometrico la coppia in verde è in testa. Il bergamasco è a 1.066 secondi da il compagno di squadra, mentre Jessop e lo specialista delle bicilindriche 650cc  tempi Lintin inseguono da molto vicino. A Ballaugh Rutter comincia ad aumentare il ritmo, ma "Bonny" resta incollato a  1.6 secondi, riuescendo allo stesso tempo ad incremetnare il vantaggio sui sempre temibili Jessop Lintin. Da Ramsey fino alla conclusione del primo guiro, Rutter dà il colpo di gas decisivo, che mette il primo solido mattone nella costruzione della sua vittoria: con una progressione costante, conclude il primo passaggio sullo Snaeffell Mountain Course in 19:01.842 alla media di 118.955mph, accellerando decisamente su Bonetti ora a 4.4 secondi. Alle spalle dell'italiano, sepmre più miaccioso si fa Jessop che, nell'ulitmo tratto, ha spinto per chiudere il gap fino a un solo secondo.

Niente sembra rallentare il passo di Rutter, saldamente in testa con un vantaggio che cresce fino a 5 secondi sui primi inseguitori. Jessop, intanto, ha piegato la resistenza di Bonni e va al secondo posto, ma il campione europeo e italiano di cronoscalate non mostra la minima intenzione di mollare perché è solo un secondo sotto e può contare su 8.8 secondi di vantaggio su Lintin.

Rutter là davanti ha imposto un ritmo impossibile da tenere per gli altri, infatti Jessop precipita a 9 secondi. Bonetti resiste al terzo posto, ma paga 6 secondi da Jessop al secondo passaggio a Ramsey, ma con un vantaggio stabile e costante su Lintin per tutto il giro. Poi la beffa. A Cronk-ny-Mona Bonny sparisce dalla tabella dei tempi e si resta con il fiato sospeso, perché la fama tragica del TT fa correre brividi lungo la schiena. E dal controllo cronometrico della gara non aiutano a far passare l'ansia, perché passano minuti interminabili prima che arrivi la comunicazione ufficiale del suo ritiro. Rabbia per un podio sfumato, sospiro di sollievo per non aver avuto vere brutte notizie... 

I pit stop sono sempre un momento delicato per questa gara. I meccanici di Jessop compiono un magnifico e gli permettono di ritrovarsi a soli 2.8 secondi da Rutter all'inizio del terzo giro. Al contrario, distastro per Lintin: a causa di un problema deve cambiare il casco e la sostituzione gli fa perdere tempo prezioso che gli costa il terzo posto preso da Hickman. Rutter riprende a spingere come un forsennato e sale a 6.7 secondi il suo vantaggio, al terzo passaggio a Ramsey, su Jessop. Hickman, a 26 secondi, è ormai sicuro del terzo posto perché Lintin è quarto a 22.

Con il terzo giro fatto in 19:38.090 alla media di 115.295mph, Rutter comincia l'ulitmo passaggio con 7.937 secondi di vantaggio su Jessop. Hickman si invola verso il suo secondo podio della giornata, dopo il secondo posto in STK. Lintin è ormai quarto senza poter pretendere altro.

Ultimo giro senza appello, le poszioni restano cristallizzate. Il Re del Guia, senza patemi, taglia il traguardo davanti a Jessop e Hickman. Sul primo gradino del podio sale la Paton, gioiellino artigianale prodotto in italia dal SC-Project Reparto Corsa.  Con una moto così competitiva, resta l'amarezza di non aver potuto festeggiare anche Stefano Bonetti sul podio.

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