Denis Giraudet, una leggenda vivente al Rally del Vallese!

Prossimo a compiere 62 anni, l’esperto navigatore francese farà coppia con Romain Dumas nell’ultimo appuntamento del Campionato Svizzero di Rally. “È la prima volta e ne sono onorato”.

Denis Giraudet, una leggenda vivente al Rally del Vallese!
Romain Dumas e Denis Giraudet, Porsche 911
Romain Dumas e Denis Giraudet, Porsche 911 GT3 RS 4.0
Romain Dumas, Porsche 911 GT3 RS
Romain Dumas, Porsche 911 GT3 RS
Romain Dumas, Porsche 911 GT3 RS
Rallye International du Valais, logo 2017
Romain Dumas, Porsche 911 GT3 RS, Sion, 15 octobre 2017
Cédric Borboën, direttore generale del RIV
Lionel Muller, presentatore della conferenza stampa, e Corinne Rimet-Baume, segretario generale del
Richard Chassot, direttore strategico del RIV
Il nuovo team organizzatore, presentato da Lionel Muller, pilota e collaboratore del servizio stampa
Romain Dumas, Porsche 911 GT3 RS, Tour de Corse, 2017
La Porsche 911 GT3 RS di Romain Dumas e Denis Giraudet, il 25 ottobre 2017 a Sion
La Porsche 911 GT3 RS di Romain Dumas et Denis Giraudet, il 25 ottobre 2017 a Sion

Numerosi sono stati gli appassionati e i curiosi che mercoledì 25 ottobre hanno presenziato con entusiasmo alla presentazione di uno degli equipaggi più attesi al Rally del Vallese.

Segnatamente si tratta dell’accoppiata alla guida della Porsche 911 GT3 RS del campione del mondo Endurance, Romain Dumas, e del navigatore Denis Giraudet.

Quest’ultimo è uno dei copiloti più esperti in circolazione. In 40 anni di carriera ha trionfato in undici tappe del Campionato Europeo e in cinque manche del Campionato del Mondo (WRC), tra le quali il Tour de Corse, in Catalogna (due volte) e in Cina con Didier Auriol e in Finlandia con Juha Kankkunen. 

Denis è detentore anche del record come copilota più “anziano” ad aver chiuso una manche del WRC sul podio. Nel 2012, infatti, condusse il russo Evgeny Novikov al secondo posto al Rally del Portogallo all’età di 56 anni.

Denis, hai partecipato a numerose gare su strada in giro per il mondo, ma mai in Svizzera. Con il Rally Internazionale del Vallese al fianco di Romain Dumas riempi un vuoto, come ti senti alla vigilia?
“Esatto. Devo ammettere di essere molto felice di partecipare a una manche in Svizzera. Sono originario di Lione, quindi non sono molto distante dalla Confederazione Elvetica. Oltretutto, ho sempre seguito con interesse il Campionato Svizzero di Rally. Ad onor del vero, ricordo di aver partecipato al Rally 13 Etoiles-Sallanches nell’Alta Savoia, che contava pure per il CSR. Impossibile scordare come gli equipaggi elvetici schierassero vetture bellissime: Porsche 911, Opel Ascona 400, Fiat 131 Abarth e via dicendo. Inoltre, quando ero in Renault a navigare Philippe Bugalski, ho avuto la fortuna di fare squadra con il velocissimo campione svizzero Eric Ferreux con la sua Renault 21 Turbo. In Renault ho avuto anche la fortuna di conoscere il vallesano Laurence Jacquet, anche lui velocissimo. Romain Dumas mi ha dato l’occasione di provare tappe che finora non ho mai disputato come il Rally di Madeira, il Barum Rally in Repubblica Ceca e il Rally del Vallese in Svizzera”.

 

Hai gareggiato con due dei migliori rallisti al mondo, vale a dire Juha Kankkunen e Didier Auriol. Quali differenze hai riscontrato tra questi due piloti, che insieme contano cinque corone iridate?
“Direi che lo stile di guida dei due era molto simile. Sono stati piloti che hanno fatto della semplicità e della facilità il loro punto di forza, contrariamente a Carlos Sainz o François Delecour per esempio. Magari le attività precedenti di Juha e Didier hanno recitato un ruolo fondamentale. Il primo, infatti, era un contadino, Auriol invece guidava l’ambulanza. Se proprio devo trovare una differenza, dico che Didier era in possesso di un’ipersensibilità che gli permetteva di regolare la vettura a seconda del suo stile. Kankkunen, in compenso, non badava molto al set-up, ma sapeva andare velocissimo ugualmente”. 

Possiamo quindi azzardare un paragone con Jo Siffert, che al contrario del suo compagno Pedro Rodriguez all’epoca delle favolose Porsche 917 riusciva ad andare veloce nonostante la scarsa attenzione al set-up?
“Assolutamente sì e mi rende felice paragonare Jo Siffert e Didier Auriol, in quanto sono stati i miei idoli fin dall’adolescenza. Ho amato particolarmente la Lotus blu di Jo con la quale ha vinto il suo primo Gran Premio a Brands Hatch, ma soprattutto avevo un debole per la Porsche 908/3 che Siffert portò alla vittoria della Targa Florio nel 1970. Tra i piloti ufficiali Porsche che guidavano una 908/3 c’era anche il futuro campione del mondo di Rally Björn Waldegard, con il quale presi parte al Rallye di Ypres ‘storico’. Waldegaard mi confidò di aver avuto molta paura alla Targa Florio. Riuscì a evitare uno schianto contro un palo che avrebbe potuto rivelarsi fatale. Da quel momento in poi, guidò molto piano per la paura. Nella stessa edizione in cui Siffert si impose con Brian Redman, Björn si classificò al quinto posto con Richard Attwood”. 

 

Che cosa puoi dirci di Romain Dumas, soprattutto nel confronto con Juha Kankkunen e Didier Auriol?
“Sono piloti completamente differenti tra loro. Romain è un pilota da circuito e la sua esperienza nei rally non può nemmeno essere comparata con quella di campioni come Kankkunen o Auriol. Non voglio sminuire il valore di Romain, che progredisce corsa dopo corsa, ma ad esempio il misto asfalto-sterrato del Rally del Vallese sarà una prima volta per lui. In questi casi, il copilota fa la differenza. A Romain proverò a dare tutta la mia esperienza, così come feci nel 2005 al Tour de Corse con Stéphane Sarrazin, ex pilota di Formula 1 e attualmente impegnato nel WEC con la Toyota, con il quale finimmo ai piedi del podio. È stato il caso anche dell’ex pilota DTM Adrien Tambay al Rally di Montecarlo nel 2011 a bordo di una Citröen DS3. Suo padre Patrick, ex pilota di F.1, partecipò alla corsa monegasca nel 1973 con una Renault 12”. 

Denis, 62 anni il prossimo 16 dicembre. Fino a quando intendi gareggiare ancora?
“Non mi sono fissato una data in particolare. Fino a quando c’è la passione, continuo. Quello che è certo è che mi piace da morire navigare. Con Romain Dumas, ma anche con Bryan Boufflier con il quale ho chiuso in decima posizione l’ultimo Rally di Montecarlo. Il sogno è quello di prendere parte a una manche del Campionato del Mondo con una vettura WRC di ultima generazione”. 

 
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