Carrera Cup Italia, l'apprendistato di Moretti prosegue sotto il segno della costanza

Il 18enne rookie di Bonaldi Motorsport ha un po' sofferto l'esordio in gara a Vallelunga, ma ha migliorato a ogni sessione conquistando ancora una volta punti preziosi per il suo campionato: "Sul risultato finale pesa la qualifica"

Carrera Cup Italia, l'apprendistato di Moretti prosegue sotto il segno della costanza
Azione di gara
Marzio Moretti, Bonaldi Motorsport
Marzio Moretti, Bonaldi Motorsport
Piloti del Porsche Scholarship Programme
Partenza di Gara 1

Marzio Moretti non aveva mai disputato un weekend di gara sulla pista di Vallelunga. Al più l'alfiere di Bonaldi Motorsport, che quest'anno è all'esordio nella Porsche Carrera Cup Italia, ricordava soltanto un test in Formula 4.

Tutto nuovo, quindi, per il 18enne mantovano, giovanissimo talento che il team bergamasco sta facendo crescere e che qualcosa, in termini di esperienza, ha pagato lo scorso weekend, dove ha raccolto due arrivi a punti senza però mostrare un passo da top-5 come nei due precedenti appuntamenti.

Anche se, in gara 2, è stata positiva la sua rimonta fino alla settima piazza dopo aver migliorato progressivamente in ogni sessione del fine settimana capitolino: “Le prove libere - ha dichiarato lo stesso Moretti - mi sono praticamente servite per prendere confidenza con questa pista; purtroppo la qualifica in undicesima posizione è stata determinante per il risultato in gara in quanto su questo tracciato il sorpasso è davvero difficile”.

E allora anche il team manager Marco Bielli vede il bicchiere mezzo pieno alla luce del quarto round stagionale, che tra l'altro per il rookie del team bergamasco segnava soltanto la terza presenza assoluta nella serie di Porsche Italia: "Sono moderatamente soddisfatto del weekend: siamo arrivati a Vallelunga con obiettivi superiori rispetto a quelli che abbiamo conseguito, ma l’apprendistato di Moretti anche in questo appuntamento è stato costante e il suo livello non è sceso rispetto a Imola. Questa è una pista in cui non ha mai corso e quando i distacchi sono così ristretti questo fattore incide ancor di più: basta un piccolo dettaglio per non ottenere, per esempio, quella posizione in griglia che ci avrebbe permesso di partire più avanti in un tracciato in cui sorpassare poi è molto difficile”.

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