Zarco "rocketman": nuovo record di velocità a 362,4 km/h!

Nel corso della FP4 del Gran Premio del Qatar, il pilota della Ducati Pramac è diventato il primo della storia della MotoGP ad infrangere il muro dei 360 km/h.

Zarco "rocketman": nuovo record di velocità a 362,4 km/h!

Johann Zarco ieri è entrato nei libri di storia della MotoGP: il pilota francese è stato il primo a sfondare il muro dei 360 km/h in un weekend di gara e lo ha fatto in maniera abbondante, spingendo la sua Ducati del Pramac Racing addirittura a 362,4 km/h sul rettilineo di Losail.

Tra le altre cose, il francese aveva già ritoccato il precedente primato in occasione dei test collettivi svolti sempre in Qatar. In quel caso era arrivato a toccare i 357,6 km/h, ma quel primato era rimasto solo ufficioso, proprio perché non ottenuto in una sessione di un weekend di gara.

Il fine settimana del Gran Premio del Qatar, dunque, era cominciato con ancora il precedente record da battere, che era quello fatto segnare da Andrea Dovizioso durante la FP2 del Gran Premio d'Italia 2019 al Mugello: in quel caso, l'allora pilota della Ducati, aveva raggiunto i 356,7 km/h.

I piloti però non avevano grossi dubbi sul fatto che questo primato sarebbe caduto, anche perché un weekend di gara solitamente offre maggiori occasioni di trovare una scia. Dunque, i 1.068 metri del rettilineo di partenza del circuito qatariota erano il terreno di caccia perfetto, soprattutto per i piloti della Ducati, che sembra aver preso di nuovo un certo margine dal punto di vista della top speed.

Non a caso, sfruttando la scia dell'altra Desmosedici GP di Enea Bastianini, all'inizio della FP4, Zarco ha sfondato il muro dei 360 km/h con questo incredibile 362,4 km/h. Una velocità tale che, sommata alla scia, gli ha impedito di fermare la sua moto in staccata, finendo dritto nella ghiaia della via di fuga, fortunatamente riuscendo poi a rientrare in pista senza particolari problemi.

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A fine giornata, Zarco ha spiegato che il record è stato frutto di due fattori fondamentali: "La scia ed una staccata ritardata. Bisogna combinare le due cose", ha detto Johann, lasciando intendere che dietro al suo lungo c'era quindi anche una frenata iniziata troppo a ridosso della curva 1.

Riguardo al primato, ha aggiunto: "Pensavo che fosse possibile arrivare a 360 km/h, ma non a 362, quindi sono felice. Fare un record è sempre un momento speciale. Anche se io freno molto presto, grazie a questo penso di avere una grande possibilità in gara, perché riesco a stare facilmente dietro agli altri piloti".

C'è anche però chi pensa che forse si stia iniziando ad andare un po' troppo oltre. Tra questi, per esempio, c'è il veterano del gruppo Valentino Rossi, che in un certo senso si aspettava una prestazione del genere da Zarco, anche se crede che al Mugello potrà essere ritoccata ulteriormente.

"Quest'anno mi aspettavo che l'accoppiata Ducati-Zarco potesse fare qualcosa del genere, perché la Desmosedici GP è velocissima sul rettilineo e Johann è molto bravo a stare in carena. Se il record è stato battuto qui in Qatar, penso che al Mugello potranno essere ancora più veloci".

Tuttavia, ha anche aggiunto che secondo lui la soglia del pericolo inizia molto prima e che questi numeri servono solamente a far esaltare gli appassionati, ma che ai piloti basterebbe andare anche meno in rettilineo.

"Riguardo alla pericolosità, penso che la soglia sia 330, oltre quella non c'è una grossa differenza. Questi numeri fanno sicuramente impazzire gli appassionati, ma credo che queste velocità siano pericolose comunque".

Johann Zarco, Pramac Racing
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Johann Zarco, Pramac Racing, Qatar
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