Tardozzi: "Ora possiamo chiamarlo Professor Dovi"

Davide Tardozzi, team manager della Ducati, è convinto che Andrea Dovizioso abbia già dimostrato di avere tutto per lottare per il titolo della MotoGP.

Secondo l'ex pilota ed oggi dirigente della Ducati, all'interno degli uffici di Borgo Panigale era evidente da qualche settimana che Dovi fosse arrivato al punto di maturazione giusto per lottare per il titolo.

Tuttavia, c'erano ancora delle persone dubbiose sul conto del pilota forlivese, che in particolare dubitavano della sua determinazione e sottolineavano la sua necessità di fare uno step per diventare un leader.

Secondo Tardozzi tutti questi dubbi sono scomparsi dopo il GP d'Austria, dove l'italiano ha vinto dopo un bellissimo duello con Marc Marquez all'ultimo giro.

Con questo risultato, Dovizioso si è nuovamente ripreso il secondo posto nel Mondiale, staccato di 16 punti proprio dal pilota spagnolo.

"Nessuno credeva che avremmo potuto lottare per il titolo, ma Dovi ha dimostrato di poter essere un contendente. D'ora in poi, possiamo chiamarlo 'Professore'. Tutto quello che ha fatto in Austria, lo ha fatto intenzionalmente. Nella sua mente era chiaro quello che sarebbe successo ed ha agito come ci aveva detto prima della gara" ha detto Tardozzi.

Quest'anno Dovizioso ha colto tutte e tre le vittorie della Ducati e, come ha ammesso, sta lavorando molto dal punto di vista psicologico e questo gli ha dato una nuova prospettiva. Questo era ciò di cui aveva bisogno per lottare stabilmente con i migliori.

"Dovi non ha bisogno di un grande sostegno psicologico. Quello di cui ha bisogno è il supporto che gli possiamo offrire a livello strategico, e lui ha il gruppo per farlo. Dovi ha una grande forza di volontà e battere Marquez all'ultima curva non è una cosa che possono fare tutti" ha aggiunto.

Con le nuove carene si ripropone la situazione delle ali

Al Red Bull Ring tutti i costruttori hanno utilizzato delle carene studiate per offrire più carico aerodinamico, in maniera da ridurre l'effetto dello wheelie, che è un problema tipico in uscita dalle curve del Red Bull Ring.

La Ducati lo ha fatto con i suoi piloti, quindi si sono adattate anche Yamaha e Honda, anche se Marquez e Pedrosa preferiscono delle versioni leggermente differenti.

Quando gli è stato chiesto dell'evoluzione delle nuove carene, Tardozzi ha detto che vede un certo parallelismo con quello che è successo l'anno scorso e poi ha portato al bando delle ali: "Con le nuove carene stiamo vedendo la stessa cosa delle alette: all'inizio gli altri team ci volevano colpire, ora ci stanno seguendo tutti".

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Campionati MotoGP
Piloti Andrea Dovizioso
Team Ducati Team
Articolo di tipo Ultime notizie