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Stoner: “Lasciai Honda perché la giovane promessa non mi voleva”

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Stoner: “Lasciai Honda perché la giovane promessa non mi voleva”
Di:
8 giu 2020, 08:44

L’ex pilota ha rivelato in un’intervista con Chris Vermeulen il motivo per cui è stato costretto a lasciare Honda, con un chiaro riferimento a Marc Márquez. Ha poi parlato del passato e di un futuro non troppo lontano dalla MotoGP.

Casey Stoner è stato uno dei piloti più apprezzati degli ultimi anni, i tifosi Ducati lo ricordano ancora con affetto. L’australiano è stato infatti l’ultimo a portare il titolo a Borgo Panigale nel 2007. Il suo è stato un ritiro prematuro ed ora, una volta archiviata l’esperienza come collaudatore in Honda prima ed in Ducati poi, si gode il meritato riposo.

Il Campione del mondo 2007 ha lasciato la MotoGP un anno prima che arrivasse Marc Márquez, mattatore del mondiale. In molti però hanno sempre immaginato come sarebbero le gare se Stoner fosse ancora in griglia di partenza. Molto si è parlato di un suo rientro anche solo come wild card e lo stesso Casey non nasconde l’idea di aver pensato ad un ritorno. In un’intervista con Chris Vermeulen nel programma Under The Visor, Stoner si è aperto parlando del suo passato, del presente e del prossimo futuro, commentando anche l’arrivo di Jack Miller in Ducati.

“Sicuramente avrei lottato per il titolo – afferma Stoner pensando a cosa sarebbe in grado di fare se gareggiasse ancora – non so se ne avrei vinto un altro, però questa è una cosa che non si può sapere. A volte ho voglia di tornare, non necessariamente per correre, ma per stare con la mia squadra. Può sembrare stupido, ma mi piacevano tantissimo le prove libere, le qualifiche. Mi piaceva quella pressione che c’era affinché tutto fosse al suo posto per un solo giro. Questo mi divertiva. Le gare invece non erano sempre la parte più bella. Non si poteva commettere alcun errore, invece era molto facile sbagliare. C’era molta pressione ed era un vero sollievo finire la gara, che vincessi o meno. Soprattutto se avevo fatto bene il mio lavoro. Le gare non mi mancano, ma provo nostalgia pensando alle qualifiche ed al lavoro in squadra”.

 

Il ruolo di collaudatore e la giovane promessa Honda

Dopo il ritiro a fine 2012, Casey Stoner ha accettato il ruolo di collaudatore per Honda, casa con cui ha conquistato il suo secondo titolo in MotoGP nel 2011. Eppure qualcosa è andato storto, tanto da costringere l’australiano a lasciare la Casa alata. Il due volte campione del mondo infatti, nel ripercorrere il suo periodo come tester per la casa giapponese, fa riferimento ad una giovane promessa che stava arrivando alla classe regina: “Ho provato a fare il collaudatore per Honda in un certo periodo. Ma ci sono state alcune pressioni da parte della giovane promessa, che non mi voleva lì intorno”.

Il riferimento a Marc Márquez sembra piuttosto chiaro. Così Stoner è tornato in Ducati: “Abbiamo provato con Ducati. Però non siamo riusciti ad arrivare ad un accordo, così mi sono messo da parte. Sentivo che non potevo dare al team ciò che voleva. Sapevo che lavoravamo molto bene insieme, sapevo ciò che volevano i piloti, ma purtroppo a volte non lo capiscono. È stata una lotta costante fare le cose giuste per cambiare la moto per fare progressi. Il lavoro è stato molto duro e vivere in Australia ha reso le cose un po’ più complicate, così mi sono fatto da parte”.

Casey Stoner, Ducati Team, Michele Pirro, Ducati Team

Casey Stoner, Ducati Team, Michele Pirro, Ducati Team

Photo by: Ducati Corse

Per la MotoGP la porta è ancora aperta

Attualmente Casey Stoner non ricopre alcun ruolo all’interno del paddock della MotoGP, ma questo non vuol dire che non possa dare il proprio contributo, anzi. L’australiano non chiude la porta alla classe regina dei prototipi: “Credo di avere ancora molto da dare al nostro sport, potrei aiutare in alcuni aspetti dando una visione diversa. Non dico che arrivo e sistemo tutto, ma so cosa bisogna fare per vincere. Allo stesso tempo però, devo aspettare che passi questa stanchezza cronica. Al momento mi concentro sulla risoluzione di questo problema e sulla mia famiglia. Poi vediamo cosa ci riserverà il futuro. Ad essere sincero, mi piacerebbe partecipare più attivamente in MotoGP”.  

Jack Miller, l’australiano in Ducati: ritorno al passato

Nell’intervista con Vermeulen, Stoner ha parlato non solo del suo futuro, ma anche di quello del suo connazionale Jack Miller. Pochi giorni fa è stato dato l’annuncio della sua promozione al team ufficiale Ducati e nel 2021 rivedremo in pista uno storico binomio Desmosedici-Australia: “Non so se ho qualche consiglio da dare a Jack. È maturato molto negli ultimi anni, mi ha stupito il suo modo di allenarsi, di lavorare e di migliorare, questo si vede nei risultati. Sembra essere cresciuto sotto ogni aspetto, anno dopo anno è diventato sempre più costante nei risultati. Penso che stia facendo un grande lavoro e Ducati ha preso la giusta decisione, anche se non sappiamo chi sarà il suo compagno di squadra. Jack ha meritato questa opportunità, dovrà capire che sarà un grande passo in avanti per lui, non per la moto ma per il sostegno che avrà”.

Australia: il pilota e la pista del cuore

Parlando del passato, Casey Stoner ricorda chi fosse il suo idolo agli inizi della carriera: “Io ho iniziato a correre quando avevo 4 anni e Mick Doohan è il mio idolo da quando ne avevo 6. Non c’è nessuno che possa competere con lui, considerando tutto ciò che ha fatto per tornare e vincere dopo l’incidente. Per me è il migliore di tutti, la sua determinazione mi ha accompagnato durante tutti questi anni”.

L’australiano ricorda poi la pista che inizialmente non apprezzava, per poi diventarne imbattibile nel corso della carriera: “Agli inizi Phillip Island non mi piaceva. Nelle classi minori faticavo, poi in MotoGP ho iniziato a divertirmi di più. Ma nel 2009 ho vinto di nuovo dopo i problemi di salute. Non mi ero allenato per molto tempo, dopo che avevo scoperto l’intolleranza al lattosio. In quella gara non avevo buone sensazioni, ma riuscire a vincere è stato bello. Poi nel 2011 lì ho vinto il titolo. Non è mai bello vincere sapendo che l’avversario è fuori dai giochi (nel warmup Jorge Lorenzo si era infortunato perdendo mezza falange del dito sinistro, ndr). Ma la gara è stata durissima, c’era un muro d’acqua e si rischiava molto. Quel giorno però ho vinto gara, titolo ed era anche il giorno del mio compleanno”.

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Casey Stoner taglia il traguardo

Casey Stoner taglia il traguardo
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Foto di: Ducati Corse

Casey Stoner

Casey Stoner
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Foto di: Repsol Media

Casey Stoner

Casey Stoner
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Foto di: Ducati Corse

Casey Stoner, Repsol Honda Team

Casey Stoner, Repsol Honda Team
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Foto di: Hazrin Yeob Men Shah

Casey Stoner, campione MotoGP 2007, festeggia

Casey Stoner, campione MotoGP 2007, festeggia
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Foto di: Ducati Corse

Podium: race winner Casey Stoner, Ducati Marlboro Team

Podium: race winner Casey Stoner, Ducati Marlboro Team
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Foto di: Ducati Corse

Pole winner Casey Stoner, Ducati Marlboro Team

Pole winner Casey Stoner, Ducati Marlboro Team
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Foto di: Ducati Corse

Casey Stoner, Repsol Honda Team

Casey Stoner, Repsol Honda Team
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Foto di: Repsol Media

Valentino Rossi and Casey Stoner

Valentino Rossi and Casey Stoner
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Foto di: Bridgestone Corporation

Casey Stoner

Casey Stoner
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Foto di: Repsol Media

Casey Stoner, Ducati Team, Michele Pirro, Ducati Team

Casey Stoner, Ducati Team, Michele Pirro, Ducati Team
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Foto di: Ducati Corse

Casey Stoner, Ducati Team

Casey Stoner, Ducati Team
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Foto di: Ducati Corse

Casey Stoner, Ducati Team

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Foto di: Ducati Corse

Casey Stoner, Ducati Team

Casey Stoner, Ducati Team
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Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

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Autore Lorenza D'Adderio